Vogue fashion’s night out 2010: il resoconto

Il Capodanno di Settembre è arrivato e si è dissolto in poche ore. La seconda edizione della Vogue Fashion’s Night Out di Milano prevista per il 9 Settembre è stata un successo. Franca Sozzani, regina incontrastata della città ha dichiarato su Vanity Fair che l’anno precedente aveva paura di ritrovarsi per le strade del quadrilatero da sola in compagnia del Sindaco Letizia Moratti.

Paure illusorie se si pensa che in realtà di persone per strada ce ne erano migliaia.

Ci sono andato anche io, l’anno scorso avevo letto la pubblicità su un giornale e incuriosito avevo trascinato le mie fedeli amiche senza sapere troppo sull’evento. Quest’anno invece è stato molto più vario, più colorito e organizzato in grande. Su Facebook le “fashioniste” facevano il conto alla rovescia e avevano una tabella di marcia da caporale dell’esercito. Sapevano già cosa comprare, i vip da insultare e anche dove bere del buon spumante. Per l’occasione alcune si sono preparate un “out-fit” sconvolgente e acquistato una nuova tonalità di smalto, ovviamente Chanel. I negozi coinvolti nella serata sono stati 500 contro i 350 dell’anno prima, ognuno ha organizzato qualcosa per attirare la gente, con deejay, personaggi del jet-set. Corso Vittorio Emanuele II era una specie di discoteca unica, un fascio di luce contornato da perizomi e mutandine che “coprivano” modelle incartapecorite dal freddo.
Da Pennyblack la “fashion-blogger” più chiacchierata di Milano offriva consigli di stile per eventuali acquirenti, in realtà firmava autografi e posava per le foto con ragazzine curiose di questo suo “successo” inaspettato. Mi è stata presentata, assieme al suo ragazzo nonché autore delle migliaia di fotografie del suo blog. Devo ammettere che è stata gentile con le persone che le ponevano delle domande e probabilmente si ingigantisce tutto intorno alla sua figura. Bisognerebbe ridimensionare la situazione, non sta combattendo per la pace del mondo ma ha un blog di moda.
Da Frankie Morello sono stato a trovare il carissimo Yigit che mi ha presentato il suo nuovo ragazzo, di Parigi, gustandomi un ottimo Campari Orange ho sfoderato un perfetto francese e ho respirato l’aria dei Boulevard alberati. L’atmosfera era frizzante e divertente. Ho riso tantissimo quando la deejay Pina con il suo fedele Diego ha improvvisato in vetrina una televendita. L’obbiettivo era convincerci a comprare una coperta creata appositamente da “Frankie Morello” per la serata, il ricavato destinato al Comune di Milano per piantare alberi. L’anno scorso sono stati piantati 500 alberi e 2000 siepi. Una buona causa per una città in cui è difficile vedere un ciuffo d’erba selvaggio. Continuando il tour dei negozi ci siamo imbottigliati nella stretta Via Montenapoleone, modelli in intimo posavano per le foto con minorenni in piena tempesta ormonale nel negozio di “La Perla”. Da Versace un altro saluto veloce e uno sguardo ad abiti sempre sgargianti e pellicciotti che avrebbero mandato su tutte le furie gli animalisti convinti. Per dieci minuti ho mancato l’espressiva Donatella, è il secondo anno che vorrei constatare da vicino la sua mimica facciale ma non ci riesco. In compenso ho tracannato uno champagne gentilmente offerto dalla maison. Nel negozio di Moschino una maxi borsa con la scritta “I love shopping” in cui posare per un fotografo professionista. Qui ho avuto un incontro molto ravvicinato con la classica milanese cafona e arrogante. Intralciavo il suo cammino perché stavo fotografando un paio di scarpe molto belle, subito innervosita (le stavo facendo perdere 2 secondi del suo preziosissimo tempo) ha digrignato i denti e sbuffato all’amica. Le ho dedicato uno dei miei sorrisi “ Puoi anche insultarmi, io non ti dirò che dovresti schiacciarti quell’orrido brufolo sulla fronte e non coprirlo con chili di fondotinta”.
Per la prima volta sono entrato da Miu Miu, una casa di moda che apprezzo nonostante le cifre da mogli di petrolieri. Il negozio è molto ben allestito, colori caldi e tappezzeria accogliente. La nuova collezione graziosa con alcuni capi color rosa tenue, abitini bon-ton abbinati a colli o cappotti leopardati. Le borse viste in lontananza, un esercito di ragazze impazzite appannavano anche gli occhiali della commessa. Fendi, negozio austero e pieno di loghi ovunque. Zanotti un tempio per il piede sensibile di ognuna di voi. L’anno scorso con una piccola offerta potevi partecipare alla “lotteria” e vincere un paio di sandali a tua scelta. Al piano di sotto un fotografo ti faceva posare regalandoti la polaroid autografata. Questa volta sono arrivato tardi e ancora mi sono perso l’evento nel negozio di Valentino. Volevo sfiorare con mano la bellezza sartoriale dei suoi capolavori.
Si sono fatte le undici e mezza, la serata terminata, commesse stanche dopo una giornata impegnativa chiudono i negozi. La gente resta per strada, ammirando palazzi, scorci di Milano che la notte al chiaro di luna diventano magici.
Si è proposto di organizzare la Vogue Night una volta al mese, credo che non sia necessario. Non bisogna aspettare una serata di questo genere per vivere Milano, è da scoprire in qualsiasi momento della giornata, non devono essere i negozi l’attrattiva principale per portare i milanesi in strada, farli vivere la loro città. Perché è questa, per me, la sfumatura più avvincente di questo evento, Milano, la città che si risveglia dal suo torpore e offre un caldo abbraccio ai suoi visitatori.

 

Lorenzo Bises