Shame film

shame film2“Noi non siamo cattive persone, è solo che veniamo da un brutto posto”

Un mega bacio care lettrici di Pensorosa, il film che vi propongo questa settimana è una pellicola uscita da poco nelle sale italiane, sto parlando del film “Shame”.

Ammetto che avevo timore a proporvelo, visto che è considerato dai più un film scandaloso, ma sarebbe stato un peccato non parlarvi di questa magnifica pellicola del regista britannico Steve Mcqueen.

 

Protagonista del film shame è il nuovo sex-symbol, nonché eccellente interprete, Michael Fassbender (Jung in “A dangerous Method”), non a caso si parla per lui di una sicura nomination agli Oscar.

Del bel Michael, che catalizza l’attenzione dei media e degli addetti ai lavori da settembre per la sua partecipazione alla mostra del cinema di Venezia, e che per l’interpretazione in “Shame” ha vinto la coppa Volpi come migliore interprete maschile, non si smette più di parlare. Anche George Clooney durante i Golden Globe ha ironizzato sul nudo integrale e frontale di Fassbender.

Co- protagonista del film shame è Carey Mulligan di cui vi ho già parlato nell’articolo su Drive. Non vi nascondo il mio debole per questa attrice meravigliosa, delicata, intensa e così versatile che è credibile in qualsiasi ruolo in cui si cimenti.

Brandon (Michael Fassbender) è un trentenne borghese con un lavoro gratificante e un appartamento elegante al centro di Manhattan. All’apparenza sembra un uomo di successo, affascinante, che può prendersi tutto dalla vita, ma al suo interno Brandon ha una spirale di pulsioni irrefrenabili che lo portano alla disperazione e all’esasperazione. E’ la dipendenza sessuale la sua prigione, prigione che non gli permetterà di costruire rapporti solidi e duraturi. Ed è proprio l’arrivo in città della sorella e cantante Sissy a farlo riflettere sulla sua condizione infernale. Ma anche la giovane Sissy è un personaggio tragico, pieno di fragilità e tormenti che vengono scoperti poco a poco durante il film. Bellissime le scene della corsa di notte di Brandon, con sottofondo di musica classica e quella in cui Sissy canta in un locale “New York New York”, suscitando la commozione del tormentato fratello.

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Caratteristica peculiare della regia di Mcqueen sono gli intesi e lunghi primi piani e le riprese di spalle. La colonna sonora composta da pezzi di musica classica risulta essere davvero poetica, in contrasto la brutalità del tema del film.

 

Ho apprezzato molto questo film drammatico e toccante (le scene di sesso non sono così audaci, in “Sex and the city” si vede anche di peggio) con un’abile regia e un’interpretazione superba, che rendono la disperazione, il dramma, il destino ineluttabile così vero da essere percepito e toccato da chi sta dall’altra parte dello schermo. Unico appunto che mi permetto di fare è l’assoluta mancanza di un’indagine sulle cause che hanno portato Brandon in quell’abisso che lo disturba e lo incatena.

La mia domanda è:”Sarà capace Brandon di liberarsi della sua prigione?”. Lascio aperto l’interrogativo e vi auguro una buona, buonissima, sublime (soprattutto nei primi minuti!!!) visione.

 Carmen

Shame

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Genere: Drammatico

Data di uscita nelle sale: 2012

Durata: 99 min

Interpetri: Michael Fassbender, Carey Mulligan

Regia: Steve Mcqueen