Primo appuntamento: delirio o piacere?

 Io sono il classico personaggio teorico di un po’ di tutto ma pratico di poche cose, sono un ottimo ascoltatore e mi diverto a sentir raccontare le situazioni più divertenti che gli altri hanno vissuto. Tutte le estati organizzo una gran rimpatriata con i miei più grandi amici e uno ad uno raccontiamo le nostre vacanze e i dettagli più succulenti, quelli realmente importanti.

Non c’è niente di meglio che spettegolare di avventure balneari e focose nottate davanti ad un cocktail con l’ombrellino colorato. Si scoprono così i famosi INTRALLAZZI. Voce del verbo “intrallazzare” che sul vocabolario presenta tale descrizione: “Instaurare relazioni platoniche-fisiche con persone del’altro o dello stesso sesso con una durata possibilmente minima”. L’estate è il calderone di tali eventi.
La ragazza-futura-donna-in-carriera che scopre il fascino dei portoghesi e torna a casa con una lista di uomini conquistati, l’amica che si fa travolgere dall’impeto di un diciannovenne in piena tempesta ormonale. Sono questioni da mettere in conto se si và in vacanza con le amiche, se sono single poi devi anche tener conto che un giorno ti dicano “Non riusciamo a conoscere nessuno se vieni anche tu Lollo, li metti in soggezione” e ti ritrovi a fare la maglia aspettandole in piedi.
Offro sempre grandi consigli ad amiche single, amiche fidanzate, amiche in procinto di incalzare la navata centrale, amiche con piccoli pargoli da allattare. Uno dei miei punti forti è l’argomento primo appuntamento. Una serie di regole e accorgimenti da attaccare al frigo con l’ultima calamita che vostra madre vi ha fatto portare a casa. Tutto quello che segue potrebbe essere usato contro di me in caso l’appuntamento andasse male, lo specifico, sono un teorico. Tempo qualche anno e qualche pazzo matematico scoprirà una funzione primo-appuntamento, per il momento godetevi la parte letteraria.
Innanzitutto bisogna stabilire fin da subito i ruoli. Giustamente le donne hanno la parità dei sessi e quindi è possibile che siano anche loro a prendere l’iniziativa chiedendo al loro corteggiatore di uscire. Lasciate perdere le idiozie “Le donne aggressive spaventano gli uomini”, chiedere di uscire non significa presentarsi in zeppe verniciate con il frustino fetish in mano, ma dare il là ad un ragazzo magari timido che per ore e ore parla del tempo su Facebook senza arrivare al dunque.
Una delle regole su cui non transigo è: chi prende l’iniziativa lascia decidere il luogo dell’atteso primo appuntamento a chi accetta l’invito, un piccolo accorgimento per far sentire entrambe le parti a proprio agio. Lui ti invita fuori per una cenetta? Tu decidi se mangiare giapponese facendolo ingozzare di pesce crudo e soia oppure opti per una semplice pizza margherita in un ristorantino con la tovaglia a quadretti rossi e bianchi. Idem per il post-cena, locale & cocktail o passeggiata su un silenzioso naviglio.
Importantissimo sciogliere l’agitazione, non state andando a fare l’esame di stato, una semplice serata in compagnia di una persona con cui sperate di divertirvi e chiacchierare. Può anche darsi che un tranquillo “Intrallazzo” estivo si tramuti in qualcosa di più significativo. Ovviamente non lo riconoscete subito, non succede come nei film che al primo appuntamento vi accompagna davanti alla porta della vostra villa Hollywoodiana e vi bacia con passione. Nella realtà vivete in un condominio con la signora insonne del primo piano che coi bigodini osserva chi è il vostro “amico” per poi riferirlo a vostra madre il giorno dopo. Bacio o non Bacio? Sfatiamo questo mito e caliamo un bel “chissenefrega” su questo argomento. Se si crea l’atmosfera giusta può scattare anche subito il primo bacio, non deve però essere una forzatura da nessuna delle due parti. Per intenderci, lui non deve avere la lingua a penzoloni e voi se volete che il bacio ci sia portatevi delle caramelle balsamiche, spesso salvano l’impensabile.
Il tasto dolente di ogni amica mia che si deve preparare ad un primo appuntamento è (come sempre) l’abbigliamento. Io dico sempre “Né troppo ben vestita perché dovrai ancora poterlo stupire ma nemmeno vestita da barbona perché per quello c’è tempo dopo il matrimonio”.
Rigorosamente niente minigonna “vedo non vedo, no-guarda-che-vedo-tutto”, qualcosa di raffinato ma non da vergine illibata d’avorio vestita, niente mutandoni della bisnonna Assunta, sì a trucco appena accennato e scarpe basse. Un consiglio per noi ragazzi, niente mocassini con calzettoni di spugna. Se li indossate e la vostra dama vi dice che si sente poco bene dopo dieci minuti allora sapete il vero motivo del suo malessere.
Il messaggio della buonanotte è un punto focale, se si manda è un chiaro riferimento ad un’ottima riuscita dell’appuntamento, un buon inizio. Se non arriva sperate che Orfeo abbia preso a testate la vittima. Per il resto fornicate e divertitevi, un primo appuntamento è elettrizzante se si prende con la giusta misura, non fatevi castelli in aria e tenete le suole delle vostre scarpe ben piantate a terra. Io rimango qui, vi ascolto, vi consiglio e vi invidio. D’altronde sono un teorico della materia.

 

 

Lorenzo Bises