L’arte salottiera, da Pomeriggio Cinque al Parodi Live

pomeriggio italianoNon molto tempo vigeva ancora per la buona società la regola di aprire il proprio salotto agli amici che non erano semplici conoscenti o umili compagni di scuola ma personalità di spicco nel mondo della cultura.

Scrittori, poeti, qualche drammaturgo e perché no, attori e registi, capaci di conservare animando una serata là dove prima splendevano solo ragnatele e noiosità.
Amicizie scelte tra l’elite, conoscenti di cugini lontani, prototipi prescelti tra una lunga lista di “presentati”, di regola un dolce chardonnay, un forte whisky con ghiaccio e per le signore un martini liscio con un’oliva elegantemente infilzata da stuzzicanti d’argento.
Tante le aristocratiche decadute a poche cameriere e molti debiti che invano tentavano l’affollamento dei propri saloni, la dolce vita romana preferiva artisti e millantatori e non desueti cognomi illustri.

L’arte salottiera, da Pomeriggio Cinque al Parodi Live

Ahimè, il costume cambia, sepolti i salotti in cui conversava con ironia Camilla Cederna e scriveva Oriana Fallaci, oggi sono quelli incellofanati della televisione pomeridiana a detenere il potere. Ha cominciato Mara Venier che da quando ho memoria vuole passare con gli italiani la domenica pomeriggio costringendoli a preferire il giardinaggio, poi i salotti mattutini a sfondo religioso, quelli dal sapore ruspante dei primi anni Maria De Filippi fino al prepotente Mattino Cinque, Pomeriggio Cinque, Aperitivo Cinque e Ma-tu-ce-l’hai-una-vita? Cinque.
E così Barbara D’Urso è un po’ la vecchia baronessa che apre il suo salotto luccicante agli “amici”, qualche soubrette dimenticata, mamme disperate in cerca di attenzioni mediatiche, nullafacenti con un pessimo curriculum ed una serie sconfinata di pettegolezzi volgari.
Prima sfolgorava D’Annunzio, oggi Alfonso Signorini che in tutta tendenza gestisce la mondanità nazionale tra un topless sfacciato e un tupè di Milly Carlucci ridendo come in un circolo di vedove insieme alla sua amica Toffanin.
Ora che anche Cristina Parodi ha ufficialmente battezzato il proprio salotto pomeridiano su La 7 siamo pronti a intrattenerci con lei tra una pausa studio e l’altra, tra l’invio di un curriculum e le bestemmie in dialetto che ne seguono l’indifferenza; devo ammettere però che la Parodi oltre ad essere sobria e disinvolta ha anche all’attivo parecchi anni di interesse per moda e costume, almeno non ride sguaiatamente e non compare sugli autobus di linea.
Lontani anni luce dai salotti mondani del passato forse è più elegante spegnere la televisione, godersi la solitudine di un divano avvolgente, leggere un libro, sonnecchiare e lasciare che gli ospiti altrui discutino di Miss Italia o delle nuove Veline senza la nostra preziosa opinione.

Lorenzo Bises