La Madrid femminista

 Tante sono le parole per descrivere Madrid, tanti i consigli di viaggio, tanti i punti di interesse da visitare assolutamente, ma oggi voglio parlarvi di un aspetto della Capitale spagnola, un aspetto forse poco pubblicizzato ma assolutamente indispensabile per chi come me vive gran parte della sua vita in “rosa”. Oggi vi racconto della Madrid femminile, della Madrid dedicata alle donne.

Oltre una stupenda mostra dedicata alle eroine ed alle donne nell’arte, nel museo Thyssean, in una piccola viuzza, nascosta nel gran tumulto del centro, si trova un paradiso letterario, un’antica libreria unicamente al femminile fondata nel 1978.

La libreria colpisce subito un appasionato lettore per la sua piccolezza ed il fascino del raccogliemento che, dall’irrompere delle grandi catene Feltrinelli, Giunti, Fnac, si è perso. Entrando nel locale si respira da subito il profumo della carte stampata, ma per scoprire il reale fascino di questa piccola libreria bisogna curiosare un po’ fra gli scaffali. Non vi troverete tutti i libri dell’ultimo premio nobel per la letteratura ed in assoluto non troverete i libri di Moccia tradotti in spagnolo; no, in questa libreria c’è un vero e proprio culto della donna, come donna pensante e scrivente e non come donna “bunga-bunga” o corpo nudo perfetto per la soddisfazione degli occhi maschili.

Libreria Mujeras è una libreria di nome e di fatto, al suo interno si possono trovare solo libri scritti da donne, giovani esordienti, grandi esponenti della letteratura mondiale, scrittrici di nicchia, saggiste etc etc.

Dal 1991 le fondatrici della Libreria hanno aperto anche una piccola casa editriceHoras y Horas” in cui l’unico prametro editoruale è l’essere donna. Come mi ha spiegato una delle proprietarie, chiunque voglia lavorare con loro deve essere donna. Donne le scrittrici, donne le traduttrici, le corretrici di bozze, le grafiche, le redattrici…donne le tipografe e rilegatrici, ed ovviamente in una libreria per e di donne non possono che lavorare solo donne, quattro eccezionali signore che hanno trasmesso nel loro lavoro tutta la passione e la dedizione per la carta stampata, ma sopratutto per l’eccezionalità di essere nate donne ed essere innamorate del mondo femminile.

Per una volta gli uomini sono costretti a rimanere fuori, se scrittori, e se lettori, ben vengano, una lettura femminile non può che far bene per capire un po’ di più il nostro mondo “rosa”.

 Sul biglietto da visita spicca una simpatica frase in spagnolo: “i libri non mordono, il femminismo nemmeno”, se volete saperne di più visitate www.unapalabraotra.org/libreriamujeres.html

 

 

 

Flavia Pellegrino