Io, vera Regina Ciociara

corona

Mi sono letteralmente stufato. Tutti qui si sposano, dicono il fatidico “Sì lo voglio” addirittura in visione mondiale ed io non ho manco la prospettiva di essere considerato da un accalappiacani.

Mi sono posto il seguente quesito, come d’altronde tutte voi e come tutti i vostri amici gay, “Cosa avrei fatto se fossi stato al suo posto?”. Quel “suo” sta per Charlene di Monaco o Kate Middleton, ragazze come tante che hanno avuto i riflettori puntati negli ultimi mesi.

 

Questo post è il risultato di un mio viaggio mentale, tutto esagerato, tutto falso. Per fortuna.
Nella mia esistenza da futura regina di un principato millesimale, come può essere il Principato degli Stati Uniti Ciociari, sarei una grande benefattrice, amante delle arti e della letteratura, riporterei tutti i Ministeri a Latina e le scuole diventerebbero una fucina di giovani geni avviati alle migliori professioni. Nel mio principato solo avvocati, dentisti, stilisti, architetti di prestigio e una moltitudine di commessi di Zara. Con la sfiga che mi ritrovo potrei chiamarmi Assuntina Incoronata ma con qualche mazzetta all’Anagrafe riuscirei a trasformarmi in Beatrice Elisabetta detta Sissi.
Il mio futuro marito bravo, buono, bello e grande elargitore di carte di credito non si schiferebbe a vedermi coi baffi e con i peli sulle gambe, mi accompagnerebbe sempre felice alle mostre d’arte e farebbe la fila per me in Posta. Quest’ultimo è un atto d’amore indiscutibile.
Sì, perché nonostante io sia anche regina degli Stati Federali del Gennargentu, io in Posta ci vado, perché voglio stare in mezzo alla gente comune, al “populino”, perché voglio che anche la più antipatica delle impiegate mi faccia il baciamano.
Il giorno del mio matrimonio vorrei che fosse un giorno speciale dove chiunque possa gioire della mia felicità, soprattutto quell’idiota del mio primo fidanzato, l’unico pirla capace di abbandonare una bella ciociara come me.
Chissene frega dell’economia e della crisi, voglio sfarzo, lusso, pacchianeria come fosse nebbia in Val Padana. [Qui inizia il mio delirio più pericoloso].
L’abito disegnato da Valentino in persona, ci litigherei perché lui vorrebbe un color avorio e io un color vaniglia miscelato ad un panna-crema-chantilly, non la versione gelato ma come quel ripieno di bignè che fanno alla sagra del Pollo Fritto a Ostuni.
Un abito enorme, quello di Diana in confronto deve sembrare un tubino. Le damigelle devono essere cinque come le Spice Girls e se loro non sono disponibili allora a cantare chiamiamo le Lollipop che sicuramente non hanno nulla da fare e costano pure poco.
Non voglio una rampa di scale come sistemazione casuale dell’altare, non bado a spese e quindi pretendo una cattedrale enorme, se a Latina non esiste e nemmeno a Fregene allora assumo un architetto che leggendo il romanzo di Ken Follett me la costruisca.
Il dramma sarebbe compilare la lista degli invitati. E qui chiamo in soccorso face book e le mie conoscenze altolocate. Due liste, una intitolata GGENTE GGIUSTA e l’altra GGENTE GGIUSTA PE’ GNENTE.
Nella prima: reali di pura razza con almeno quattro quarti di sangue blu nelle vene. [Indispensabile presentarsi con l’esito dei prelievi]. Tra questi la famiglia Serbelloni-Mazzanti-Vien-da-Beccalzù, I principi del Regno Sabaudo-Saudita di Pizzo Calabro e i Castellani della Rocca-Padana di Ponte di Legno. Solo se avanza posto i reali di Pontida quelli di Monte Cassino e della Val Brembana.
Il Sultano Mustfah Mustafallabih, l’imperatore di tutte le Cine Paolo Sarpi e la Granduchessa Anna Karenina, per non dimenticare poi la regina di Svezia, Clotilde Coureau e Paolo Limiti, fatto arciduca del Nullashire per l’occasione.
Nella seconda lista capeggiano le famiglie borghesi di tutte Europa, l’alta società ciociara e le famiglie patrizie romane. Marina Ripa di Meana, Patrizia e Giada De Blanck ed Elena Santarelli, show girl la cui fama giunge fino a Frosinone.
Ventidue maxi-schermi dovranno riprendere anche il mio risveglio mattutino, la gente del popolo dovrà allestire una tendopoli, saranno istituiti anche corsi intensivi di grammatica per evitare errori ortografici nei maxi cartelloni che si prepareranno nelle scuole di tutto il Regno. “SISSI SEI TUTTI NOI” urlerà la macellaia Bettina, “SISSI SEI TROPPO GNOCCA” impazzirà il muratore del paese.
La cerimonia celebrata dal parroco deve essere veloce e indolore perché tutte le donne della mia famiglia hanno un problema di caviglie gonfie e talloni screpolati quindi non vorrei che ci fossero svenimenti multipli. La protezione civile dovrà distribuire acqua, tazze con la faccia degli sposi, magliette, gadgets e cuscini per la cervicale. Pagamento in contanti, non si devono accettare assegni di alcun tipo. Lo sposo deve entrare un’ora e mezza prima di me, deve sudare freddo, avere convulsioni mentre alle donne (cappello obbligatorio per tutte) è proibito l’uso delle carte da canasta durante la cerimonia.
Siano proibiti i sonniferi, gli stuzzicadenti, non voglio invitate che discutono di permanenti o di Botox mentre io sto attraversando la navata.
Quando entro a braccetto con Elton John voglio che la musica all’organo intoni “ Who Do you Think you are?” delle Spice, in versione delicatissima, deve sembrare quasi un solfeggio prima che a Elton scatti l’anca e voglia farci pure il balletto.
Io devo sembrare un’enorme meringa, la tiara di quella racchia di mia suocera deve risplendere in tutto il mondo così che a Cher caschi il naso per l’invidia. I bracciali e i 30 fili di perle devono apparire in primo piano quando muovo il mio primo passo. Il mondo deve fermarsi.
Quando sospiro con estrema eleganza ciociara il mio “Sì, te vojo” deve essere liberato uno stormo infinito di colombi verniciati a colori fluo. E poi il bacio, un vero bacio, con la lingua si intende.
Le campane a festa, il lancio di un riso smaltato d’argento e la scena finale, da gran sogno. Un tripudio di favola, di altissimo firmamento artistico. La carrozza.
Charlene, mia cara, hai voluto fare l’ecologica con una macchina elettrica, io invece aumento le tasse dei miei sudditi perché è giusto che loro mi paghino la carrozza.
E non una carrozza qualsiasi, voglio 20 cavalli purosangue bianchi lavati con candeggina, su cui verranno incise a fuoco le mie iniziali e il giglio d’oro, non sono Caterina De Medici ma lei è tumulata da tempo e non può farmi causa.
Manco Cenerentola. Nemmeno Grace Kelly. Kate Middleton chi?
Partenza immediata per Marina di Grosseto al villaggio della Ventaglio con promozione della settimana All inclusive. Balli di gruppo e corsi di Burraco tre volte a settimane.
Ah, che bellezza essere Regine.
Lorenzo Bises