Il giardino delle vergini suicide

il giardino delle vergini suicide5“Nel corso degli anni sono state dette tante cose sulle ragazze, ma non abbiamo mai trovato una risposta. In fondo non importava la loro età, né che fossero ragazze. La sola cosa che contava è che le avevamo amate, e che non ci hanno sentito chiamarle, e ancora non ci sentono che le chiamiamo perché escano dalle loro stanze, dove sono entrate per restare sole per sempre e dove non troveremo mai i pezzi per rimetterle insieme”

Un dolce saluto care lettrici di pensorosa, il film che vi propongo questa settimana è: Il giardino delle vergini suicide”.

Il giardino delle vergini suicide” è il primo film da regista di Sofia Coppola (prima aveva diretto solo due cortometraggi e fatto la comparsa in diversi film del padre), che prima ancora dell’oscar per la sceneggiatura di “Lost in Translation – L’amore tradotto”, e del Leone d’oro a Venezia per Somewhere”, con questo film, dimostra di avere ereditato il talento del padre, Francis Ford Coppola.

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Questa pellicola è tratta dall’omonimo romanzo, pubblicato nel 1993, di Jeffrey Eugenides, e narra la tragica storia di cinque sorelle, legate dalla stessa fine, come potrete dedurre dal titolo.

La protagonista del film è una giovanissima e già talentuosa Kirsten Dunst, scelta da Sofia Coppola anche per interpretare, alcuni anni dopo (2006), il ruolo di Maria Antonietta nel film, “Marie Antoinette”.

Mentre Josh Hartnett, interpreta, “casualmente”, il bello della scuola, del quale perderà la testa, nel film, Kristen Dunst.

Ambientato nell’America degli anni settanta, la storia è raccontata da una voce narrante, quella di un gruppo di amici delle cinque sorelle Lisbon.

Il film si apre con la morte, nell’estate, della sorella più piccola, Cecilia, che si getta dal balcone.

La vicenda non sembra turbare la vita del paese e dei genitori della ragazza, che continuano a condurre la vita che hanno sempre fatto.

Finita l’estate le sorelle ritornano a scuola e Lux (Kristen Dunst), la sorella più “frizzante”, inizia una relazione con il bel Trip Fontaine (Josh Hartnett).

Nonostante la bigotteria e l’eccessivo controllo della madre, Lux riesce ad andare al ballo della scuola con Trip, e trova altri tre accompagnatori per le sorelle.

Ma durante il ballo le cose non vanno come dovrebbero e le ragazze ritornate a casa, praticamente all’alba, vengono, punite severamente dalla madre, che oltre a vietarle di uscire, le vieta di andare a scuola e di ascoltare musica.

Ma questa prigionia, eccessiva per delle adolescenti, condurrà le ragazze al gesto estremo.

Il giardino delle vergini suicide non è propriamente un film bello e spensierato, quindi, non è consigliabile per una sera d’estate con gli amici.

Ma comunque è un film che merita di essere visto, per la bravura dei suoi interpreti e per la regia della Coppola, che riesce a rendere il contrasto tra i vestiti così luminosi e chiari, che ci fanno sembrare le sorelle come dei bellissimi angeli, all’anima così oscura e disperata delle ragazze.

Quindi care lettrici di pensorosa, guardatevi questo film, anche se il finale è, oltre ad essere scontato, non proprio un lieto fine.

 

Carmen Sassanelli

 

Il giardino delle vergini suicide

Il giardino delle vergini suicide

Regia: Sofia Coppola

Interpreti: Kristen Dunst e Josh Hartnett

Genere: drammatico

Durata: 95 minuti

Data di uscita: 1999