E anche Vogue si maschera

pensorosaVersailles 1788. Si festeggia il compleanno della lussuriosa regina di Francia, la controversa Marie Antoinette con un ricercato ballo in maschera. Centinaia le carrozze che si susseguono all’ingresso, vestiti drappeggiati di eleganti signore ricoperte di trine e merletti.

Gli aristocratici di tutta la Francia brindano, festeggiano ignari di quello che sarebbe poi successo l’anno seguente.
Paris, Ottobre 2010. Il traffico in tilt, il grande faro della Tour Eiffel sbraita illuminando la citè e invadendo il lontano orizzonte. Per alcuni è una serata come altre, si ritorna a casa in metropolitana dopo una faticosa giornata di lavoro. Per altri invece è una notte di follia in cui esaltare il proprio lato creativo e la propria autoironia.
Carine Roitfeld è il direttore di Vogue Paris, giornale storico, quasi biblico che ha festeggiato i suoi lunghi 90 anni d’età, portati splendidamente. Come festeggiare un evento simile? Con il solito party tutto lustrini e champagne? Chi invitare oltre alle “socialitè” che si farebbero anche il giro del mondo in due ore pur di partecipare ad una festa? L’idea di un grande ballo in maschera è stata eccezionale. Tradizione di quei lontani balli francesi che si tenevano all ‘Operà di Paris, ai quei Carnevali di Venezia famosi in tutto il mondo in cui poter eccedere nell’estro, nel lusso e anche nel cattivo gusto. Tutto è lecito se il proprio viso è nascosto da una maschera.
Un pò burlesque, un pò Eyes Wide Shut, un pò di Gossip Girl volendo essere più contemporanei e attirare l’attenzione di adolescenti impazzite.
La location molto esclusiva e blindata è in pieno centro. Rue de L’Unversitè 51, Hotel Pozzo di Borgo. Un palazzetto settecentesco in cui i saloni, le camere hanno mantenuto l’antico splendore con stucchi dorati e specchiere luccicanti. Scelto anche da Kar Lagerfeld come sua dimora parigina.
Specchi che se potessero parlare farebbero sicuramente i complimenti a molte dame invitate a questo gran ballo, ad altre direbbero di coprirsi altrimenti si prenderanno la broncopolmonite.
Vedendo le foto in esclusiva su Vanity Fair mi sono emozionato, un’atmosfera incantata, sembrava davvero di assistere ad una parata elegante, ad un ballo organizzato in onore di una regina. In fondo non è poi così diverso, il direttore di Vogue Francia è per il mondo della moda una delle regine del glamour internazionale.
Tra gli invitati spicca Anna Dello Russo con un abito simil sposa di Emilio Pucci, un lungo strascico e una maschera da Gladiatore romano ornato di piume lunghissime, Diane Von Fustenberg splendida e di gran classe con un copricapo di almeno dieci tonnellate. Gli stilisti di Dsquared Dean & Dan che sorridono all’obiettivo sempre con la stessa espressione, MariaCarla Boscono o quel che si vede di lei visto che in testa ha un intero stormo di corvi.
Davanti a Gisele io avrei chiesto l’assunzione al cielo. Mai vista creatura più femminile, semplice e meravigliosa. Sempre sorridente e con una maschera-scultura. Tripudio di Italia con Bianca Brandolini D’Adda che è presente ovunque, la invitassero anche al parto del primo canguro clonato in Australia ci andrebbe sicuramente. Accompagnata da Lapo che per l’occasione ha sfoggiato una maschera dorata con inserti bianchi, insieme a loro ha posato anche Defina Delettrez Fendi con un abito di buon gusto, ha un’aria particolarmente elegante. Bianca Balti, molto bella, indossava un abito riccamente lavorato con una sorta di pannello solare al collo, pareva uno di quei collari per cani per evitare che si grattino quando hanno le pulci. La nostra Franca Sozzani ha optato per un abbigliamento sobrio, un vestito classico nero, triplo filo di perle rosate con una grossa maschera viola con molti punti luce brillanti. La mia preferita, tutti si aspettano che si esageri in un’occasione di questo genere, per attirare l’attenzione, in realtà sarà balzata agli occhi più lei che qualunque altro invitato. Ha seguito il dress code ma con sobrietà, con charme.
Io non c’ero, penso l’abbiate capito, però uso molto l’immaginazione, come quando si legge un libro e ci si immagina di vedere i luoghi descritti, lo scorrere del tempo in posti in cui siamo stati e che ci vengono in aiuto per fornirci l’ambientazione adatta. Sento il tintinnio dei calici pieni di champagne, il fruscio degli abiti,il profumo di quelle composizioni di macarons e tante risate. C’è un’aria allegra qui a Parigi, non si celebra Vogue come rivista ma come testimonianza di epoche attraverso l’occhio elegante della moda.

 

 

Lorenzo Bises

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