Sette giorni per…

Dio e il diavolo hanno finalmente trovato un accordo su qualcosa: stanchi della loro continua lotta, vogliono determinare una volta per tutte chi, tra il bene e il male, deve trionfare sul mondo per l’eternità. Per la loro partita finale hanno pensato a tutto: sette giorni di duello tra i loro due migliori agenti, un duello a colpi di buone e cattive azioni. Zofia è l’inviata da Dio, o Signore, come è conosciuto dal suo team, un creatore u npo’ strambo che vive all’ultimo piano di un grattacielo a San Francisco. E Lucas è il suo avversario, l’agente di Lucifero, o Presidente, che vive, naturalmente, più in basso nello stesso edificio. Tutto è pianificato al dettaglio ma accade l’imprevisto: i due agenti si incontrano e si innamorano.


La lunga ed eterna lotta fra i bene ed il male ci viene presentata dalla penna leggera, dall’umorismo e dal romanticismo di Marc Levy, nel romanzo Sette giorni per l’eternità. 
Zofia, membro della CIA, è la campionessa del Signore in una scommessa fatta con il Presidente, che mette in campo il suo miglior agente Lucas. Chi dei due vincerà avrà il predominio su San Francisco, sulla Terra intera e sul destino dell’umanità.
Zofias e Lucas, rivali ed antagonisti, lo ying e lo yang, il bianco ed il nero, il bene ed il male, si ritroveranno a combattere una battaglia ben più grande della Scommessa fra il Signore ed il Presidente, quella di un sentimento assurdo ed impensabile che non possono permettersi, che non è concesso a due come loro!
In sette giorni, sette capitoli, si intricherà e scioglierà la matassa, in un susseguirsi di colpi di scena, di emozioni contrastanti e tentativi di salvare ciò che ormai è perduto.
sette Capitoli per ridere con i battibecchi fra il Signore ed il Presidente, sette capitoli per riflettere sul Bairchert ( il cerchio perfetto formato da due semicirconferenze), sette capitoli per emozionarsi.
Quando ho letto il riassunto a fronte temevo di trovarlo così banalmente banale da farmi crollare il mito di Marc Levy, eppure sono arrivata tutto d’un fiato alla fine fra le lacrime di commozione e le risate.
Inutile dire che è stilisticamente leggero e ben curato, senza appesantire nessun paragrafo in particolare, ma è quasi una carezza che sfoglia ogni pagina fino all’ultima, una brezza leggera che ci racconta dei protagonisti e di tutti i personaggi che si trovano sulla loro strada, una melodia che ci attrae e culla fino all’ultima pagina.

Flavia Pellegrino