Se solo fosse vero: dal romanzo al grande schermo

se solo fosse veroUna sera d’inverno, a San Francisco, Arthur e Laureen fanno la loro conoscenza. Arthur é un giovane architetto che ha traslocato in un nuovo appartamento. Laureen, trentenne, un tempo faceva il medico, mentre ora è un fantasma fuggito dal suo corpo che giace in coma in un letto d’ospedale. Un fantasma di quelli che di solito non si vedono, passano attraverso le porte e non riescono a comunicare con nessuno.

Ma per uno strano scherzo del destino, Arthur vede benissimo Laureen, e può sentirla parlare, ridere e raccontare, al punto da innamorarsene, alla follia. Così, proprio quando il sentimento sbocciato tra i due si trasforma in un legame profondo, i medici decidono che per quella ragazza è giunto il momento di staccare il respiratore.

 

Se solo fosse vero è in assoluto il mio libro preferito senza uguali ne pari meriti, niente può competere con queste poche pagine cariche di così tante emozioni. Per cui, devo ammetterlo, sarò molto molto parziale in questo commento.

Un libro è bello per me, se è capace di emozionare, di scavarsi un cantuccio dentro di te e li rimanere per sempre. Anche avendolo letto più volte, ogni volta che lo rileggo, che mi immergo fra le sue pagine e la sottile poesia delle sue parole, io mi appassiono. Sono capace di ridere alle stesse battute lette e rilette, sono capace di emozionarmi nei momenti tragici, pur conoscendo il finale. Vivo, scopro e mi emoziono con i protagonisti ogni volta come la prima.

Il riassunto anticipa solo due delle mille sfaccettatre del romanzo: la storia d’amore fra i protagonisti ed il tema delicato dell’eutanasia, ma dentro il romanzo c’è molto, molto di più.
Bisogna aprire la “valigetta dei ricordi” per scoprire il dolcissimo passato di Arthur, l’esilarante amico Paul, la sofferenza della scelta della signora Kline, il burbero ispettore Plinguez e la “acida” Nathalia.

Ogni pagina è una nuova scoperta, una nuova emozione, una nuova poesia. All’inizio laalt foga di scoprire la trama porta a leggerlo velocemente, ma consiglio vivamente una seconda lettura lenta, per gustarne ogni singola frase.

Da questo libro è stato tratto anche un film distribuito dalla DreamWorks dall’omonimo titolo “Se solo fosse vero”. E’ tutto sommato una piacevole commedia, che,ad onor del vero, andrebbe etichettata come “ispirata molto liberamente” al romanzo di Marc Levy. Lo spessore dei personaggi, i personaggi stessi, la trama e le situazioni sono diversi. Unica somiglianza è la presenza del fantasma di una donna in coma.

Flavia Pellegrino

 

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