*Romanzo a Puntate* The Queen (16)

altCapitolo 16

«Capitano!» esclamò il mozzo entrando senza bussare nella cabina di Jackson.

I due uomini sobbalzarono voltandosi verso la porta, Julian aprì la bocca per rimprorare il pirata della sua irruenza e maleducazione, ma quest’ultimo lo precedette.

«Manca una scialuppa.» disse tutto d”un fiato.

William si alzò di scatto senza ascoltare il resto delle spiegazioni, lanciandosi velocemente verso la propria cabina, un bruttissimo presentimento si era impossessato di lui, ed ora gli stringeva in una morsa dolorosa lo stomaco.

Sena troppe cerimonie spalancò la porta della propria abitazione, trovandola, purtroppo, completamente vuota. Lo sguardò vagò in tutto l’angusto spazio, alla disperata ricerca di qualsiasi cosa che potesse confutare le sue conclusioni, la sua attenzione fu attirata da una moltitudine di pergamene sparpagliate sullo scrittoio. Quelle pergamene le conosceva bene, lasciò cadere il proprio sguardo sulla prima…

 

Mia adorata,

sono passate solo poche ore dal nostro incontro, ho ancora il tuo profumo nelle narici, ed il dolce suono dei tuoi gemiti nelle mie orecchie. Se chiudo gli occhi ti vedo, vedo la tua pelle così chiara e e delicata, i tuoi occhi grandi e curiosi che mi guardando come se fossi l’uomo migliore del mondo.

Oh come mi fanno sentire importante i tuoi sguardi.

Mia adorata, non sono l’uomo migliore del mondo, ma per te lo diventerò, ogni scelta che ho compiuto fino ad ora l’ho fatta solo per avvicinarmi ogni giorno un po’ di più a te, fino a quando potremo finalmente godere semplicemente della nostra vicinanza, e vivere insieme per sempre, perchè non temere, quel giorno arriverà ed anche prima che tu possa immaginare…”

 

Sciocca ragazzina, non aveva capito niente!

Senza ulteriori indugi tornò sul ponte dove ad attenderlo c’era già Julian ed un gruppo di pirati, intenti a scrutare l’orizzonte, fra cui il dottor Seymour e Fey.

«Fammi indovinare, la tua colombella non è nel suo letto questa mattina?» lo accolse sarcastico il fratello, senza attendere l’ovvia risposta continuò. «Poco male, gli squali avranno la colazione questa mattina! Issate l’ancora ripartiamo!»

Un lievissimo mormorio si levò sul ponte, ma nessuno osò contrastare apertamente il capitano.

«Avete sentito quello che ho detto?» sbraitò nuovamente Jackson «Hai posti di manovra voglio la mia nave al largo entro…»

«Non puoi!» lo interruppe William, guadagnando uno sguardo omicida da parte del fratello.

«Io posso eccome! Io sono il capitano, questa è la mia nave, e quella ragazza non ha fatto che danni da quando è qui! Ha fatto la sua scelta, ed io faccio la mia.»

«E’ mia moglie…» riprese il fratello.

«Felicitazioni, ora sei un uomo libero! E dato che è tua moglie, mi dovrai ripagare la scialuppa!»

William strinse i denti, Helena aveva superato il limite, Jackson non sarebbe tornato indietro; guardò la terra poco distante da loro iniziare ad allontanarsi.

«Così sia!» aggiunse, saltando sul parapetto e su una seconda scialuppa «Mettine un’altra nel conto!» senza attendere oltre iniziò a trafficare con il cordame per calare la scialuppa in acqua.

L’equipaggio si immobilizzò a quel gesto.

«Noi abbiamo un accordo William, non lo dimenticare…» riprese Julian accostandosi al parapetto.

«Lo ricordo, ti farò pervenire la soluzione all’enigma, quando avrò trovato mia moglie…non la perderò di nuovo.»

Le ultime parole risuonarono nell’aria insieme al cigolio della carrucola, man mano che la scialuppa calava.

«Lei non è Silvya, William!» riprese, con un tono più comprensivo, il capitano sporgendosi dalla balaustra.

«Lo Julian, e questa volta non la perderò!» rispose dal basso il fratello.

Jackson fece un profondo respiro, ed infine voltandosi verso la ciurma sbraitò.

«Calate l’ancora!Kutosky e voi due andate con William!» disse indicando i due fratelli ed altri due pirati.

«Probabilmente ci sarà bisogno di un medico…» mormorò Oscar avvicinandosi.

«Sta bene!» concluse Julian «Vi do meno di ventiquattro ore, il sole della prossima alba saluterà la Regina al largo, non aspetto più nessuno!»

I cinque pirati si calarono con la scaletta di cordame, sulla scialuppa ormai in acqua, e con un buon ritmo di remi, la scialuppa si mosse verso la terra.

William guardò la vegetazione avvicinarsi! Avrebbe trovato Helena, e non sarebbe tornato a bordo, non questa volta.

Quella ragazza aveva frainteso tutto, molte sarebbero state le spiegazioni, gliele doveva, finalmente l’aveva capito.

Arrivati sulla prima baia, non trovarono alcuna traccia della scialuppa, e con ogni probabilità non avrebbero trovato neanche Helena, Boris scese per fare un giro di perlustrazione mentre la barchetta proseguiva lungo la costa. Alla seconda baia si fermò un secondo pirata, alla terza un altro pirata inziò il giro di perlustrazione. Quando arrivarono alla quarta baia li accolse la vista dell’altra scialuppa inacagliata fra gli scogli appuntiti, un mantello squarciato galleggiante e nessuna traccia della ragazza. Un silenzio glaciale si diffuse fra i quattro pirati.

«Va bene, diamoci da fare…» mormorò Oscar mettendo i piedi sulla bianca spiaggia.

Si sparpagliarono in breve, infilandosi nella fitta vegetazione.

La baia era più grande delle altre, e la flora cresceva libera fino a raggiungere la spiaggia, numerose mangrovie prosperavano nella laguna rendendo sempre più arduo un qualsiasi movimento.

«Helena!» urlò William

«Helena!» rispose la voce del dottor Seymour da un punto imprecisato della foresta.

Di nuovo, fra i rumori della vegetazione sentì un’altra voce che la stava chiamando, tutti la cercavano. Sperava fosse ancora viva, sperava che non le fosse accaduto nulla di male, il solo pensiero gli stringeva lo stomaco e la gola facendolo quasi soffocare dal dolore.

Era tutta colpa sua, non avrebbe dovuto giacere con lei… non avrebbe dovuto allontanarsi da lei dopo aver condiviso così intimamente, non avrebbe dovuto nascondere la verità anche a se stesso.

Tutto questo era colpa sua, e se per colpa sua ad Helena era acaduto qualcosa non avrebbe mai potuto perdonarselo.

Camminava nella foresta, sradicando piante e tagliando rami per facilitarsi il passaggio, da non sapeva più quanto tempo, le chiome erano scosì fitte da impedire di scorgere il cielo ed intuire un orario, poteva essere passato poco più di un’ora o una mezza giornata, quando gli sembrò di intravedere una radura. Fiducioso aumentò il passo, inciampando e graffiandosi più volte, fino ad uscire dalla vegetazione e ritrovarsi, nuovamente di fronte al mare. Non era la stessa baia da cui erano arrivati, la spiaggia era più vasta e meno invasa dalla vegetazione.

Alzò lo sguardo verso il cielo terso, il sole non era a mezzogiorno, ma leggermente adagiato sulla curva celeste, solo che non sapendo né che ora fosse, né tanto meno dove si trovasse non seppe dire se fosse ancora tarda mattina ed il sole si trovasse ad est, o se fossero già le prime ore del pomeriggio e l’astro volgesse ad ovest.

Dei rumori dalla vegetazione lo riscossero dai suoi pensieri, si voltò brandendo il pugnale per sicurezza, ma non ci fu bisogno di utilizzarlo, Oscar Seymour, Pasha e l’altro pirata emersero, anche loro con gli abiti ridotti quasi a brandelli.

Dai loro sguardi fu più che chiaro che nessuno avesse trovato una sola traccia di Helena.

«Se avesse attraversato la foresta avremmo trovato qualche brandello di abito…» esordì Pasha a bassa voce.

«Quella maledetta foresta è talmente fitta che potrebbe aver fatto un’altra strada ed essersi persa lì dentro…» rispose l’altro pirata.

«Bene allora torniamo dentro, e cerchiamola!» concluse Oscar cercando un cenno di approvazione nello sguardo di William.

L’uomo accennò un si con il capo, e si voltò a guardare la spiaggia un’ultima volta prima di rimmergersi nella vegetazione di mangrovie, quando notò dei segnì sulla spiaggia.

«Aspettate!» urlò correndo verso quelle che si rivelarono essere impronte.

Sbucavano da dietro uno scoglio vicino all’acqua e proseguivano parallele alla parete rocciose fino a scomparire all’interno di un corridoio roccioso… una grotta.

«Oscar! E’ qui!» urlò entrando di corsa nella grotta, verso la sagoma di Helena distesa al suolo.

La ragazza giaceva raggomitolata su se stessa in un angolo dell’angusta cavità rocciosa.

William la raggiunse, buttandosi a terra e prendendola fra le braccia la scosse leggermente.

«Helena! Helena ti prego rispondimi…» la chiamò con forza scuotendola. In quel momento arrivarono anche gli altri tre pirati.

«Ma che succede…» la ragazza aprì gli occhi riconoscendo la figura di William scattò indietro andando a sbattere contro la parete.

«Helena, stai bene…»

«Si che sto bene! Stavo solo dormendo!» protestò lei, voltandosi a guardare il marito ed i tre pirati ridotti come dopo un naufragio.

«Ma voi che ci fate qui?»

«La domanda è che ci fai tu qui!» le rispose William a tono, mettendosi n piedi e cercando di riguadagnare un po’ di contegno.

Helena uscì dalla grotta, alla ricerca id un po’ d’aria per respirare, stavano succedendo troppe cose.

«Non sono la tua schiava! Sono una donna libera e nessuno può credere di umiliarmi come hai fatto tu!» gli urlò dietro quando William fece per raggiungerla.

«Beh, visto che Helena sta bene, noi torniamo sulla Regina… fra poche ore ci sarà il tramonto,» esordì Oscar schiarendosi la voce e guardando il suo orologio da taschino. «non c’è molto tempo.» concluse guardando William.

L’uomo gli rispose con un cenno d’assenso, l’alba era vicina dunque.

I tre pirati si incamminarono verso la vegetazione, quando la voce di Helena li bloccò.

«Dove state andando?»

«Abbiamo lasciato la scialuppa sull’altra baia, dall’altra parte dell’isola, vicino a dove abbiamo trovato la scialuppa tua ed il tuo mantello…» spiegò rassegnato Pasha.

Helena guardò la foresta e le condizioni dei pirati, e loro finalmente notarono che l’abito di Helena salvò un po’ di fanghiglia sulla gonna era del tutto intatto.

«Tu come sei arrivata qui?» le domandò perplesso William.

«Non mi sarei mai azzardata ad entrare in quella foresta,» spiegò la giovane «mi sono limitata a seguire la costa, la baia dove la scialuppa si è incagliata è dietro questa scogliera…» disse indicando uno scoglio poco distante «e l’acqua ieri era bassa, ora non so se…»

I tre si guardarono allibiti, avevano camminato per ore sfregiandosi e tagliandosi, quando la via era così semplice.

Oscar scosse il capo cercando di non ridere sulla loro sorte, e facendo un gesto agli altri due si incamminarono in acqua, verso l’altra baia.

«Per quanto mi riguarda…» disse Helena guardando William «Puoi andare anche tu, non ho bisogno di te…»

«Non ti lascio qui.» rispose risoluto

«Ed invece mi lasci in cabina, vero?» gli urlò contro.

William accorciò la distanza fra loro con due falcate e la prese per le braccia.

«Che ti è saltato in mente? Mi hai fatto morire di paura!»

«Lasciami! Non voglio più che le tue schifose mani mi tocchino!» urlò la giovane scostandosi bruscamente da lui «Schifoso!Vai dalla tua donna e lasciami in pace!»

«Non c’è nessuna donna, Helena, non più…»

«Non mentire! Ho letto le lettere, tutte quelle cose sui gemiti ed i profumi, avrei voluto vomitare, tanto più che la sera prima noi… noi…»

«E’ mia figlia.»

La ragazza pronta a rispondere a tono si ammutolì a quelle parole, guardandolo perplesso.

«Claire è mia figlia. Ora ha quasi due anni.»

«E… e sua madre…»

«Silvia è morta poco dopo la sua nascita…» rispose pacato avvicinandosi nuovamente.

«Io… io….» in quel momento Helena si sentì la donna più stupida dell’universo.

«Sediamoci» mormorò William accostandosi a lei «è arrivato il momento che tu sappia tutto…»

 

Capitolo 15                                                                                                               Capitolo 17 

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Flavia Pellegrino

 

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