*Romanzo a Puntate* The Queen (15)

scialuppaCapitolo 15

Le prime luci dell’alba filtrarono dall’oblò andando a posarsi sul suo viso. Helena si stiracchiò leggermente e sorrise, William non era accanto a sé, probabilmente la stava guardando in piedi o seduto un po’ distante. La giovane mantenne gli occhi chiusi e le labbra disegnarono un tenue sorriso, magari le sue labbra l’avrebbero baciata di nuovo per completare il suo stato di beatitudine.

Niente.

Timorosa e perplessa aprì prima una palpebra poi la seconda, William non era in cabina.

Sbuffò, non era proprio il risveglio che si era immaginata, si guardò attorno, nessun biglietto per lei, niente che potesse anche solo sembrare un messaggio rivolto a lei.

Lentamente si sollevò a sedere e poi in piedi, si sciacquò usando la brocca e la bacinella in un angolo della cabina, e si vestì.

Aveva trascorso una notte bellissima, la sua effettiva prima notte di nozze, per una vita aveva temuto quel giorno, spaventata dai racconti della balia e dello zio Aurelio, ed invece quella notte era stato un sogno. Ancora ora poteva sentire tutto il suo corpo ipersensibile che desiderava solo il contatto con la pelle maschile di suo marito.

Ma, prima di ciò, ne era certa avrebbero dovuto parlare, forse dopo la notte appena trascorsa William le avrebbe detto per quale motivi l’aveva sposata.

Se aveva bisogno di soldi, non sarebbe stato un problema, lei in quanto maggiorenne avrebbe avuto diritto ai beni dei suoi genitori, e li avrebbe volentieri dati a suo marito, per costruire insieme la loro vita, magari sulla terra. In quel momento avrebbe dato e fatto tutto pur di poter giacere ancora con lui, una notte dopo l’altra per tutta la vita, protetti da un matrimonio che non sarebbe stato solo di convenienza ma anche d’amore, ne era certa.

Si vestì sorridente, avrebbe trovato William sul ponte e ne avrebbero parlato tranquillamente, magari con un po’ di imbarazzo iniziale, ma poi sarebbe tutto filato liscio.

Ora erano veramente marito e moglie, il loro matrimonio era stato consumato ed ora era perfettamente legale.

Quando arrivò sul ponte il sole era già sorto ed il cielo iniziava a tingersi di un bel celeste vivo e luminoso, il mare era calmo e la terra si intravedeva non molto distanza offuscata dalle ultime foschie dell’alba.

La Regina era ancora dormiente, solo il mozzo era impegnato a pulirne il ponte, ed il Capitano poco distante si affacciava al parapetto di prua armato di cannocchiale.

Si avvicinò al capitano lentamente assaporando a pieno la brezza mattutina.

«Buongiorno capitano…»

L’uomo si voltò, la guardò attentamente non mascherando un sorriso divertito e tornò a mirare l’orizzonte.

«Mi domandavo se aveste visto mio marito questa mattina, si è svegliato molto presto e gradirei parlargli quanto prima…»

Julian cercò di non ridere, si morse il labbro inferiore e continuò a mantenere l’attenzione sull’orizzonte per controllarsi prima di risponderle.

«Vostro marito è ospite della mia cabina attualmente…» Helena scattò immediatamente per tornare sottocoperta «ma ritengo non sia il caso di disturbarlo, sta lavorando ad un progetto che mi è molto caro e non desidero che nessuno interferisca.» continuò l’uomo bloccandola per un braccio.

I due si guardarono silenziosi, ed infine la giovane annuì. Aveva inteso perfettamente il monito del capitano.

D’altronde però nessun compito di Jackson avrebbe tenuto tanto lontano William, non dopo quello che era accaduto fra di loro.

Rinfrancata da quei pensieri si avviò sottocoperta, avrebbe trascorso la giornata ad aiutare Fey ed il dottor Seymour, e non appena William si fosse liberato avrebbero parlato tranquillamente.

A mezzogiorno William non si fece vedere a mensa, il cuoco le disse che avrebbe mangiato nella cabina del capitano, così Helena si offrì per portare lei il vassoio, sperando di essere ricevuta da Jackoson.

In effetti fu ricevuta, ma lasciato il vassoio sul tavolo fu invitata ad allontanarsi, William le porse le spalle per tutto il breve tempo che trascorse all’interno della cabina, né uno sguardo, né una parola le giunsero in soccorso, quasi come se la notte trascorsa non fosse significata nulla.

Nel pomeriggio un pirata, inciampò in delle cime lasciate in disordine sul ponte, e si lussò una spalla, questo spiacevole evento assicurò ad Helena un impegno prolungato come infermiera del dottor Seymour, e più lavorava meno pensava. Avrebbe resistito fino a sera, non oltre.

Le stelle erano già alte e luminose nel cielo scuro, dopo la medicazione del pirata era rimasta sul ponte, con l’idea che prima o poi suo marito avrebbe cercato il piacere di un po’ d’aria fresca, e lì l’avrebbe incontrata, ma di William nessuna traccia. Sospirò appoggiandosi al parapetto, aveva forse fatto qualcosa di sbagliato? Quale poteva essere il motivo tanto importante da tenerlo lontano da lei?

La terra non distava molto dalla Regina, stavano navigando parallelamente a delle terre disabitate ricche solo di vegetazione, le aveva osservate durante il pomeriggio ed ora con il beneficio della notte sembravano tutt’uno con il manto blu del mare.

Sospirò nuovamente, era arrivato il momento di tornare in cabina, riattraversò la nave soffermandosi qualche istante di troppo dietro la porta della cabina del capitano dove si sentiva un discreto parlottare, ma altri rumori di sottofondo le impedirono di comprenderne le parole. Arrivata nella sua piccola stanza, si sistemò il vestito e si pettinò i lunghi riccioli biondi con cura, voleva che quando William sarebbe tornato l’avrebbe trovata desiderabile.

I minuti e le ore passarono senza che nessuno aprisse la porta della sua cabina, William non tornava ancora, era notte fonda ormai e la Regina dormiva placida cullata dalle onde del mare.

Era inutile continuare ad illudersi, William non sarebbe tornato da lei quella notte, e per tutta la giornata non aveva fatto altro che ignorarla.

Helena si alzò dal letto e girovagò inquieta in quel piccolo spazio angusto in cui viveva da un po’ di tempo ormai, lo sguardo le cadde sulle pergamene bianche appoggiate sulla scrivania.

William scriveva e scriveva tutto il santo giorno, ma cosa scriveva?

Si sedette davanti allo scrittoio ed iniziò a guardare tutte le pergamene appoggiate sulla scrivania, molte erano vuote, altre riportavano annotazioni riguardanti la filastrocca che aveva letto la sera precedente.

Si era sempre accontentata tutta la vita, aveva sempre ubbidito a suo zio Aurelio, alla balia, e se non fosse stato per i pirati avrebbe ubbidito anche a suo marito. “Non domandare troppo” le diceva suo zio, lei era una donna, non doveva domandare, non doveva sapere troppo, doveva semplicemente accontentarsi di quello che le dicevano gli uomini ed accogliere le loro parole come verità esatte.

Da quando viveva sulla Regina aveva capito che il mondo non era così, aveva capito che poteva pretendere di più, e suo marito non avrebbe fatto eccezione, non si sarebbe accontentata della sua “verità esatta” ma avrebbe preteso fino all’ultimo di capire da sola quale fosse a verità.

Con meticolosità iniziò ad aprire ad uno ad uno tutti i cassetti dello scrittoio, guardando con attenzione tutto il contenuto, fino a quando non trovò quello che cercava, un plico di lettere chiuse da un nastro di seta rosa.

Ne aprì una ed iniziò a leggere:

 

Mia adorata,

sono passate solo poche ore dal nostro incontro, ho ancora il tuo profumo nelle narici, ed il dolce suono dei tuoi gemiti nelle mie orecchie. Se chiudo gli occhi ti vedo, vedo la tua pelle così chiara e e delicata, i tuoi occhi grandi e curiosi che mi guardando come se fossi l’uomo migliore del mondo.

Oh come mi fanno sentire importante i tuoi sguardi.

Mia adorata, non sono l’uomo migliore del mondo, ma per te lo diventerò, ogni scelta che ho compiuto fino ad ora l’ho fatta solo per avvicinarmi ogni giorno un po’ di più a te, fino a quando potremo finalmente godere semplicemente della nostra vicinanza, e vivere insieme per sempre, perchè non temere, quel giorno arriverà ed anche prima che tu possa immaginare…”

 

Con le lacrime agli occhi Helena non riuscì a terminare la lettera, quello che c’era stato fra di loro la notte prima era stato chiaramente un errore, suo marito portava nel cuore un’altra donna, il cui solo profumo lo inebriava, ed i cui unici gemiti avrebbe sempre ascoltato.

Abbandonò il plico e la lettera sullo scrittoio, senza pensarci molto, raccolse il suo mantello ed a passo svelto, cercando di essere ugualmente silenziosa, raggiunse il ponte.

La terra non era lontana, l’aveva vista quel pomeriggio, l’avrebbe raggiunta e da l’ avrebbe iniziato la sua nuova vita, lontana da Zio Aurelio, lontana da Messer Ludovico e purtroppo lontana anche dalla Regina e da William, suo marito… William.

Calò con un po’ difficoltà la scialuppa in acqua, cercando di non scivolare scese la scaletta di babordo e salì sulla piccola barchetta di legno in balia delle piccole onde notturne, con le lacrime agli occhi, iniziò a remare verso quella che le sembrò essere la direzione per la terra ferma.

 

Capitolo 14                                                                                                               Capitolo 16

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Ed eccoci qui con un altro episodio di questa saga, a breve il prossimo capitolo…

 

Aspettiamo con ansia i vostri commenti, critiche e consigli in questa sezione {Romanzo a Puntate} The Queen

Flavia Pellegrino

 

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