*Romanzo a Puntate* The Queen (14)

the queen lettoCapitolo 14

 

Si svegliò con il profumo dei capelli di Helena nelle narici, aspirò profondamente quella piacevole fragranza aprendo lentamente gli occhi. Il corpo nudo di Helena era rannicchiato contro si lui, si erano addormentati abbracciati dopo quella notte che li aveva visti uniti più di una volta, ansimanti, accaldati e doveva ammetterlo estremamente soddisfatti.

 

Delicatamente si scostò dalla giovane, distendendo i muscoli indolenziti, allungò il braccio sotto il cuscino e la mano sfiorò il sottile fazzoletto di cotone.

Il contatto con quel semplice quadrato di stoffa lo scosse come un rapido e violento fulmine.

Che aveva fatto? Non era per quello che l’aveva sposata. Non era quello il motivo.

Si alzò dal letto, e si vestì in silenzio, controllando di tanto in tanto che la giovane dormisse ancora, poi rapidamente raccolse parte delle sue cose e lasciò la cabina.

Aveva bisogno di pensare ed un po’ di tempo lontano da Helena l’avrebbe aiutato.

Erano le prime luci dell’alba quando senza bussare entrò nella cabina del capitano, richiudendo con un tonfo la porta dietro si sé.

Julian Jackson ancora dormiente nel suo letto sobbalzò, aprì gli occhi e focalizzò la figura del fratello.

«La nave sta affondando?» domandò tirandosi a sedere fra le lenzuola

«No.»

«La marina ci ha appena arrestati tutti?»

«Hem…no» mugugnò William ancora nei pressi della porta.

«E allora, diamine, perchè mi hai svegliato?»

«Devo parlarti… cioè devo parlare con qualcuno… ho…»

«Hai risolto l’enigma del Re?» domandò speranzoso Jackson sporgendosi verso di lui.

«No…io…»

«Beh allora non mi interessa, parliamone dopo colazione…» lo interruppe Julian, tornando a stendersi.

«Sono andato a letto con Helena.» disse tutto d’un fiato William.

«Sono il Capitano, sono tuo fratello, ma davvero non è necessario che mi tenga aggiornato della tua vita intima.» mugugnò l’uomo nascondendo il capo, come un bambino, sotto le lenzuola.

«Per la prima volta.»

Quelle parole bastarono a far scattare Julian, che sobbalzando tornò seduto dritto sul materasso.

«Per la prima volta?»

William si limitò ad annuire.

«Diamine. Te la sei sposata due mesi fa, solo ora ti decidi a consumare il matrimonio?Ti hanno evirato e non lo sapevo, o lei è talmente tanto frigida da fartelo ammosciare?»

«Non volevo parlare con te di questo…» mormorò arrossendo di colpo alle parole del fratello.

«Ah no?» borbottò alzandosi rassegnato il capitano «E di cosa vorresti parlarmi allora?»

William sospirò abbassando lo sguardo, si mosse all’interno della cabina e si andò a sedere su una poltroncina posizionata di fronte alla vetrata di poppa, dove il sole iniziava a comparire all’orizzonte.

«Non lo sposata per questo…»

Julian scoppiò a ridere talmente forte, tanto che per alzarsi dal letto dovette aggrapparsi ad una sedia.

«Tu mi farai morire un giorno di questi! Non ho mai sentito uno che si sposasse per “non avere un rapporto”! Al massimo ho sentito chi non si sposava per poter continuare a fare il mandrillo con molte più donne…»

«Non so per quale motivo io sia venuto qui…»

«Me lo domando anche io! Al posto di svegliare me non potevi continuare con tua moglie?» Julian sottolineò le ultime parole con il tono della voce.

«L’ho sposata per poter avere legalmente diritto a Claire. Il mio programma era farle firmare tutte le carte necessarie e passati i mesi di riti, concederle il divorzio e la libertà. Non ho bisogno di un’amante ma solo di una moglie su carta.»

«Non perderai Claire se vai a letto con tua moglie, William.»

«No… ma…»

«Ma perdi Silvya vero? Credi di averla tradita stanotte?» incalzò Jackson vestendosi.

William non rispose nascondendo il volto fra le mani pensieroso.

«Credi che Claire ti amerà di meno, per questo? Credi che Silvya ti amerà di meno per questo? William, nessuna delle due lo farà! Diamine sei un uomo, è normale che accadano queste cose… un rapporto non ha mai fatto male a nessuno.»

«Non era solo intimità, Julian…»

Il capitano tacque un istante rimanendo quasi senza parole.

«Ecco qual è il problema, te ne sei innamorato vero? Ti sei innamorato della bionda… ma sei ti sei innamorato di Helena, hai dimenticato Silvya… e…»

«basta Julian! Ho fatto male a venire da te… non fai che peggiorare tutto!» lo interruppe William.

«Io peggioro tutto? A conti fatti, tu sei andato a letto con Helena, tu l’hai sposata, tu hai Claire a cui pensare e Silvya sempre in testa… e tu mi hai svegliato all’alba per dirmi che hai scopato, mentre io non vedo una femmina nel mio letto da troppo tempo ormai. Beh perdonami, ma fai tutto da solo William…» Jackson si calcò il cappello sulla testa. «Rimani qui, schiarisciti i pensieri, prenditi il tempo che ti serve, ma ricordati che se quella ragazza deve firmare i tuoi documenti, avrà diritto di saperne di più…»

Dopo queste parole la porta si richiuse alle spalle del capitano, e William rimase di nuovo in balia dei suoi unici pensieri.

Che aveva fatto? Perchè aveva permesso ad Helena di entrare nel suo cuore? Silvya… Silvya, l’unico grande amore della sua vita, l’avrebbe mai perdonato?

 

 

Capitolo 13                                                                                                          Capitolo 15

 

*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*

Aspettiamo con ansia i vostri commenti, critiche e consigli in questa sezione {Romanzo a Puntate} The Queen

 

 

 

                                                                                                                                                         Flavia Pellegrino

 

N.B. Sei uno scrittore? Ti piacerebbe pubblicare online il tuo romanzo? Contatta la redazione di Pensorsa oppure partecipa al concorso promosso dal nostro portale: http://www.pensorosa.it/libri/719-basta-ai-qsogni-nel-cassettoq.html