*Romanzo a Puntate* The Queen (11)

vascelloCapitolo 11

 

Avevano attraccato al molo di un piccolo paesino, già da due giorni. Il secondo pomeriggio, Helena aveva avuto nuovamente l’ordine di passeggiare tranquilla sul ponte, in compagnia dei fratelli Kutosky, mentre gran parte dell’equipaggio era sceso a terra per svolgere tutti i servizi necessari prima di ripartire.

 

Pasha si puntellava su un bastone con sempre maggior agilità, tanto che sembrava fosse talmente affezionato al bastone da non volerne più fare a meno. Erano due giorni che passeggiava su quel maledetto ponte senza poter far niente, conosceva a memoria tutte le assi di cui era formato, aveva imparato a riconoscere anche da lontano tutti i funzionari del porto che si avvicendavano sui piccoli moli, e non ne poteva più di stare lì ferma. Non credeva fosse possibile, ma doveva ammettere che le mancava il mare aperto.

«Sbaglio, ma questo non è il porto dove ci fermammo l’altra volta…» asserì Helena per interrompere il noioso silenzio calato improvvisamente sul ponte.

«No, ma siamo a poche ore di viaggio dalla città.»

«Non ci fermiamo mai due volte di seguito nello stesso posto, sono troppi i rischi di essere scoperti.» spiegò meglio Boris «Una volta attracchiamo più a nord, una volta più a sud, qualche volta mandiamo a terra solo una scialuppa da qualche baia deserta e qualche altra vola attracchiamo al porto della città in pompa magna.»

«Ma se non potete attraccare sempre nello stesso posto, perché non cambiate proprio città?» domandò la giovane perplessa appoggiandosi con i gomiti al parapetto.

«Perchè il Signor William ha degli affari importanti in questa città, e come tale il nostro capitano gli permette di attraccare spesso nelle vicinanze…»

Al sentir nominare il marito la curiosità della ragazza si ravvivò, in effetti sospettava qualcosa, ma voleva delle certezze.

«Affari dite? Che tipo di affari potrebbero far mettere a rischio tutta la ciurma?» continuò sperando di ricevere maggiori informazioni.

Boris e Pasha si guardarono e scossero la testa in contemporanea.

«Ci dispiace, ma non ne sappiamo niente, il Signor William è sempre molto riservato, solo il capitano sa tutto. »

Helena sospirò appoggiandosi nuovamente al parapetto ed osservando oltre il molo la piccola cittadina, William non era lì, lui era tornato in quella città dove chissà cosa o chi lo aspettava.

Il giungere trafelato del dottor Seymour dalla banchina sul ponte, la riscosse dai suoi pensieri.

«Vieni cara! Guarda cosa ho trovato!» esclamò mostrando una serie di boccette e sacchetti pieni di erbe. «Andiamo a preparare i nuovi medicinali…» la esortò nuovamente precedendola sotto coperta.

Helena guardò i due fratelli rossi, per avere una conferma e si affrettò rapidamente a seguire il medico inglese, per lo meno avrebbe occupato il suo tempo in maniera più costruttiva.

Si stava dirigendo direttamente verso l’infermeria a prua quando delle voci concitate le fecero cambiare direzione verso la cucina.

Fey con in mano un mattarello ed un mestolo da zuppa impediva ad Oscar di entrare nella sua cucina.

«Devo preparare dei nuovi medicinali, forza Fey fammi passare…»

«L’ultima volta che hai preparato i tuoi medicinali io mi sono ritrovato la cucina sottosopra per due settimane! Scordatelo!»

«Non mi costringere ad andare dal capitano, Fey! Sai quanto sono importanti le medicine!»

«La gente se mangia bene non si ammala!»

«Se tu fossi malato e senza medicine, nessuno potrebbe mangiare!»

«Io mi ammalo se vedo la mia cucina a soqquadro dopo il tuo passaggio!»

Il battibecco sembrava non aver fine e nessuno dei due accennava a voler retrocedere di un passo e darla vinta all’altro.

«Che succede qui?» intervenne la giovane inserendosi nello spazio fra i due, costringendoli ad indietreggiare un po’ per rispetto alla sua persona.

«Ho delle erbe da mettere in infusione e setacciare, ma l’unico focolare si trova qui!»

«Ogni volta che Seymour usa la cucina me la lascia un disastro! Nessuno può entrare nella mia cucina!»

Helena cercò di non far trapelare il suo divertimento, evidentemente quella non era la prima volta che la pantomima si ripeteva, e probabilmente neanche l’ultima.

«Va bene, con calma… io farò da garante!» pronunciò solenne guardando entrambi.

I due pirati rimasero in silenzio, ammutolito per qualche istante, nei loro battibecchi non si era mai inserito nessuno, nessuno si era mai offerto come garante, neanche il capitano stesso. Si guardarono a vicenda per un brevissimo istante ed annuirono rassegnati.

«Perfetto!» esultò la giovane «Possiamo iniziare!»

Liberato il tavolaccio di legno grezzo da tutti gli attrezzi inutili, Seymour lo occupò con un grosso tagliere, e diversi tipi di coltelli, di cui uno a mezzaluna, posizionò con ordine davanti al tagliere tutti i sacchetti e con minuzia iniziò a calcolare le dosi corrette delle erbe da appoggiare sul tavoliere, solo allora si dedicò a sminuzzare alacremente mischiando bene tutte le essenze.

«Vedi» disse verso Helena «C’è chi le taglia separatamente e poi sistema il dosaggio e le mette in infusione, in realtà sminuzzarle insieme aumenta il grado di fusione fra le loro essenze, è un po’ come se le mischiassi due volte: una volta tagliandole, ed una volta in infusione, aumentandone il potere curativo.» spiegò con orgoglio.

«Ci voleva una laurea in medicina per capirlo» commentò sarcasticamente Fey «Io lo faccio con le spezie tutti i giorni, senza tante cerimonie.» sbuffò lasciandosi cadere su una sedia leggermente distante dal tavolo, ma in posizione centrale per poter controllare tutto il suo regno.

«Credo che voi due dovreste collaborare un po’ di più…» mormorò sorridendo la ragazza, continuando ad osservare con attenzione il medico, che dopo aver sminuzzato le erbe per bene le aveva travasate nel pestello e stava continuando a lavorarle.

«Non ci possono essere due re in un regno…» sentenziò Fey

«Ne tanto meno due galli in un pollaio.» soggiunse Oscar non prestando molta attenzione al cuoco.

«Mi stai dando del pollo?» Samir alzandosi di scatto dalla sedia e facendola capitolare alle sue spalle. «Per tua informazione, questo non è un pollaio! La cucina è la mia donna, ed è risaputo una donna non può avere due uomini!»

«Ma un uomo può avere due donne?» sussurrò Helena attirando l’attenzione dei due su di sé.

Cuoco e medico si guardarono interdetti, l’argomento era virato totalmente, e probabilmente non erano calme le acque che li attendevano.

«Se ti riferisci ai pirati, mia cara, è risaputo che abbiano molte donne, una in ogni porto, ma… come dire, anche le donne dei pirati, beh non sono delle più fedeli.» intervenne Oscar con la muta approvazione di Feydan.

«E’ se invece un pirata è sposato sulla terra, può sposarne un’altra donna in un’altra nazione? O sulla nave?» continuò timidamente la giovane stropicciandosi la veste in grembo.

«No, anche ai pirati non è concesso sposarsi due volte, magari un bel paio di corna… però non due matrimoni!» asserì Fey convinto scuotendo la testa, facendo tintinnare le perline che adornavano le sue treccine.

«Samir ha ragione, cara, il capitano non può sposare uomini bigami, non sarebbe legale… a meno che…»

«A meno che?» insisté la ragazza

Fey lanciò una rapida occhiata di rimprovero al medico e poi gentilmente riprese verso Helena.

«A meno che uno dei due matrimoni non è legale.»

La ragazza tacque per un po’, occupando il tempo iniziando a sminuzzare a sua volta erbe secche secondo lo schema del dottor Seymour.

«Cosa rende legale un matrimonio?» domandò a fior di labbra senza sollevare lo sguardo dal tagliere.

«Beh, che due persone rispondano “si” alla domanda dell’officiante, che ci siano testimoni pronti a giurare di averlo sentito bene, e che… beh che le due persone consumino il matrimonio…» spiegò Fey, e notando lo sguardo confuso di Helena continuò «Consumino il matrimonio andando a letto insieme, non per dormire.»

Helena avvampò del tutto e distolse lo sguardo imbarazzata.

Oscar la guardò a lungo, meditando silenzioso ed infine parlò, rompendo il penoso silenzio che si era creata.

«Temi che il signor William abbia già un’altra moglie o una donna in questo porto?»

La ragazza si limitò ad annuire, serrando le labbra con forza.

«Puoi star tranquilla, il vostro matrimonio è più che legale noi eravamo tutti testimoni al si… ed anche ai rumori dopo in cabina.» riprese tranquillo Feydan.

A quelle parole la giovane per poco non si tagliò un dito, ripose per sicurezza il coltello, ed iniziò a raccogliere i frammenti di erbe con le mani tremanti.

«Era una finta… non c’è mai stato… nulla» mormorò al colmo dell’imbarazzo.

Nuovamente i due pirati si guardarono perplessi, stavano navigando in acque ben poco sicure, su questo non vi erano più dubbi.

«Va bene, calmiamoci…» riprese le fila il medico indicando a tutti di sedersi «Il signor William ha degli impegni in questo porto da parecchio tempo, quasi due anni circa, più o meno da quando lo conosciamo e da quando ha iniziato a viaggiare sulla Regina, giusto?» ad un cenno affermativo di Fey, Oscar riprese «Potrebbe avere qui una donna, o una moglie, ma se così fosse perché sposare te qualche mese fa?»

«Da quello che ci dici è chiaro che non gli interessavi solo fisicamente, probabilmente c’è dell’altro» aggiunse Samir disinvolto, ignorando totalmente il rossore della ragazza.

«Lui mi ha detto…» iniziò la giovane balbettando «Che mi ha sposato per non farmi diventare la prostituta della nave e darmi protezione, ma che ha anche altre motivazioni, che però non mi ha ancora rivelato…»

«Esatto!» concluse sorridendo il medico «Il signor William ti ha concesso la protezione e la libertà su questa nave, che nessun altro pirata avrebbe mai potuto darti. Ora non ti resta che fidarti… e magari provare a chiedergli in futuro qualcosa in più.»

«E se per caso tu voglia consumare un matrimonio, beh io sono sempre disponibile!» aggiunse Feydan scherzando.

«Grazie…ma credo che rinuncerò all’offerta.» concluse ancora paonazza la giovane, prima di allontanarsi dalla cucina. Aveva bisogno di pensare e riflettere.

Perchè mai le dava così tanto fastidio il fato che William avesse una donna in quel porto? William non era nessuno per lei, solo la sua ancora di salvezza in attesa di poter tornare sulla terra ferma e riprendere la sua vita da dove l’aveva interrotta.

Helena raggiunse il ponte, aspirò l’aria fresca che le portò alle narici anche il disgustoso olezzo di un peschereccio appena attraccato.

Tutto il disgusto per l’odore di pesce marcio, svanì immediatamente quando vide William giungere a cavallo sul molo, lasciare il cavallo ad un uomo pagandolo in denaro e salire a bordo della Regina.

Il suo mondo in quel momento era solo lui, non poteva più illudersi che tornare sulla terra ferma le avrebbe concesso di riprendere la sua vita, la vecchia Helena non esisteva più, nei suoi pensieri Messer Lodovico, il suo promesso sposo, non era altro che un minuscolo ostacolo alla sua vita con William. Non avrebbe più pensato a Messer Lodovico, non esisteva veramente, non era mai esistito se non nei racconti dello zio Aurelio. William invece era reale, ed era lì innanzi ai suoi occhi. William era l’uomo che la nuova e vera Helena desiderava. Non c’era più spazio per le illusioni.

«Buon pomeriggio, mia cara, trascorso bene questi due giorni?» le parole di William la riscossero dai suoi pensieri.

«Io…io si, grazie, e tu?»

«Molto bene, grazie!» le sorrise, era felice davvero, felice di quei due giorni lontano da lei. Helena sentì una morsa alla bocca dello stomaco stringerle forte. «Perdonami cara, ora vado a parlare con Julian, ho buone notizie per lui. Ci vediamo per la cena.»

Senza poter far altro Helena lo vide andare sottocoperta verso la cabina del Capitano, si morse il labbro inferiore e volse lo sguardo verso il piccolo paesino. Chi era la donna per cui William l’abbandonava senza remore… chi era la donna che lo rendeva così felice da fargli brillare gli occhi?

Su una cosa era certa, era una donna, nessun altro affare avrebbe potuto renderlo così felice… o si sbagliava?

 

Capitolo 10                                                                                                                Capitolo 12

*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*

Chiedo scusa a tutti i nostri lettori per il ritardo mostruoso con cui ho pubblicato questo nuovo capitolo! Purtroppo il trasferimento mi ha causato problemi tecnici di internet ma anche carenza di tempo ed ispirazione per far vivere Helena, William e tutti i personaggi di questo racconto.

 

Aspettiamo con ansia i vostri commenti, critiche e consigli in questa sezione {Romanzo a Puntate} The Queen

 

 

                                                                                                  Flavia Pellegrino