Romance all’italiana

“Ti piace leggere? Ma non leggerai mica gli Harmony!”

Da decenni in Italia il libro Harmony, meglio noto come romanzo rosa, è considerato letteratura di serie Z, e se il giallo e il fantasy sono riusciti a salire, anche se a fatica, la scala della considerazione letteraria, questo non è ancora riuscito ai romanzi rosa, considerati da tanti, troppi ad uso e consumo di ragazzine sciocche, casalinghe disperate, donne di basso livello culturale.

Ma forse sarebbe ora di correggere il tiro riguardo ad un genere che all’estero, anche solo oltralpe, ha considerazione e rispetto, e che offre una gamma di storie non certo più riconducibili allo schema ritrito ragazza timida e romantica incontra uomo sicuro di sé e vissero felici e contenti. In particolare, ovunque, risulta essere molto amato il filone dei romance storici, in cui la ricostruzione d’epoca, dal Medioevo alla Reggenza inglese (il periodo dei primi decenni dell’Ottocento, lo stesso delle guerre napoleoniche, lo stesso di Jane Austen), dal Rinascimento alla Seconda guerra mondiale, è essenziale e curata per lo svolgimento di storie interessanti e appassionati, intriganti e non solo stucchevolmente sentimentali.

Ad aiutare nella rivalutazione del genere ci sono tre autrici italiane, che pubblicano nei romanzi Harmony e in altre collane della Mondadori da edicola (grosso limite di questa letteratura, che meriterebbe una distribuzione nelle librerie), che presentano storie interessanti e avvincenti, ben documentate e non scontate e che sono solo un campione per conoscere meglio il genere e la scrittura al femminile del nostro Paese.

Mariangela Camocardi dovette oltre vent’anni fa reinventarsi una vita quando l’azienda per cui lavorava, nella zona del Verbano in Piemonte, la lasciò a casa, e decise di sfruttare la sua passione per la scrittura e la storia locale. In questi anni ha pubblicato per Mondadori una serie di romanzi d’amore, certo, a sfondo storico, ambientati in un’epoca che noi sottovalutiamo anche se siamo a ridosso dei festeggiamenti per il centocinquantenario d’Italia, e cioè il Risorgimento italiano. La sua è stata una scelta: “Ci sono storie splendide del nostro passato, perché andare tanto lontani nello spazio”, una scelta che si è rivelata vincente. Attraverso le pagine di libri come Nina del tricolore, I pirati del lago, Tempesta d’amore, Un’adorabile bugiarda e Appuntamento al buio ci si appassiona per storie e vicende, ma si scopre anche la Storia con la S maiuscola, tra moti carbonari e guerre d’indipendenza.

Sylvia Z. Summers, pseudonimo della milanese Silvia Zucca, preferisce invece andare in Inghilterra, nell’Ottocento, tra l’epoca della Reggenza e il lungo regno della regina Vittoria. Scorrendo le pagine di Di tenebra e d’amore (ambientato al tramonto dell’era vittoriana, 1896), D’amore e altri sospetti (piena Reggenza) e Il profumo dell’anima (che porta nell’Inghilterra dell’esposizione universale del 1851) si trovano intrecci romantici, ma anche descrizioni d’epoca, intrighi, sette segrete, dettagli non scontati e poco noti della società dell’epoca, a volte anche scabrosi. Il tutto restituisce un’epoca come l’Ottocento, vittima di stereotipi e pregiudizi, in cui è nata la società in cui ancora oggi noi viviamo, con tutte le sue grandezze e i suoi limiti, in cui è nato il vivere moderno, che ha un fascino romantico indubbiamente irresistibile ma dove tutto non si ferma certo a quello.

Elisabetta Bricca vive in Umbria con la sua famiglia, dove insegna anche scrittura creativa, e adora la Storia in generale, spaziando su diverse epoche, amate magari grazie a film e romanzi  o su cui si sa poco. In Sangue ribelle porta le sue lettrici (e anche i lettori, perché no) nella Francia del Re Sole ma anche nel Mediterraneo e nell’Irlanda dell’epoca, in D’amore e ventura immerge in mezzo alle lotte intestine dell’Italia del Quattrocento comandate dai capitani di ventura. La sua prossima fatica si svolgerà nell’Irlanda dell’Ottocento, all’epoca della nascita del movimento indipendentista Sinn Feinn. Toni forti, avventura, anche amore e passione ma non solo, e la Storia sopra tutto, tra grandezze e miserie, senza nascondere anche gli aspetti più cupi, truci e tragici.

Ci sarebbero altri nomi, ci saranno altri nomi perché tante italiane stanno pensando di seguire l’esempio di Mariangela Camocardi e di reinventarsi con la scrittura, ma forse è ora di cominciare a prendere in mano un genere vituperato e a cominciare a leggerlo in maniera diversa, scoprendo davvero un mondo di passioni, di emozioni ma anche cultularmente stimolante e valido.

 

Elena Romanello