Pippi Calzelunghe, 65 anni e non sentirli!

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Pippi, Pippi, Pippi è un nome che fa un po’ ridere…: quando la tv per ragazzi cominciava alle cinque del pomeriggio questo era un ritornello comune per i bambini o meglio ancora per le bambine degli anni Settanta, che scoprivano Pippi Calzelunghe, bimba dalle trecce rosse e dal volto sbarazzino pieno di lentiggini, che viveva nella famosa Villa Villacolle, con un cavallo e una scimmietta, sola ma non solitaria, coinvolgendo nelle sue avventure i due più conformisti fratellini Tommy e Annika.

In realtà tutto non era cominciato con la serie televisiva (a cui fecero seguito tre lungometraggi, sempre con gli stessi attori), anche se indubbiamente contribuì a rendere popolare il personaggio in tutto il mondo, tagliando però le gambe all’attrice protagonista Inger Nillson, una dei tanti bambini prodigio spariti nel nulla perché prigionieri del successo a vita, salvo poi ricomparire quando ci sono delle trasmissioni commemorative. Nel 1945 la scrittrice Astrid Lindgren, ragazza madre cresciuta tra la Depressione e le ristrettezze degli anni della guerra, pubblicò il libro in cui aveva raccolto le storie su Pippi che raccontava alla figlia Karim. Il successo fu enorme e fece dell’autrice uno dei nomi più popolari della letteratura per l’infanzia del dopoguerra, con opere come Emil, Karslon sul tetto, Vacanze sull’isola dei gabbiani, Britt marie, Ronya, alcune delle quali trasposte in serie televisive nello stesso periodo di Pippi. Astrid Lindgren è morta nel 2002, dopo aver avuto la soddisfazione di vedere i suoi libri tradotti in tutte le lingue, dall’arabo allo zulù, e quest’anno Pippi festeggia l’ingresso nella terza età, anche se non dimostra i suoi anni.

 

Pippi Calzelunghe presenta una bambina non come una ninfetta in erba e nemmeno piccola samaritana, piena di voglia di vivere e di fare, di sovvertire le regole e di reinventare gli schemi senza essere una ribelle e basta: un modello interessante per la Svezia sulla strada della socialdemocrazia ma ancora molto conformista degli anni Quaranta, e ancora più intrigante per gli anni Settanta, come contraltare per le piccole lettrici e spettatrici alle battaglie femministe e per l’affermazione di se stesse che facevano le loro sorelle maggiori e mamme per le strade e che oggi sembrano purtroppo tanto lontane.

Pippi ha senz’altro ancora molto da dire oggi, e non solo per l’effetto nostalgia: in periodo di veline e fatine ammiccanti propone un modello di ragazzina diverso, divertente e anticonformista, capace di cercare le sue strade ribellandosi in maniera decisiva ma mai traumatica, ma creando nuovi schemi e regole in cui vivere.

Il libro con le sua avventure è reperibile presso Salani, dopo l’edizione storica con le immagini dello sceneggiato televisivo della Vallecchi, con i disegni invece dell’edizione originale, mentre la serie televisiva è disponibile in dvd e periodicamente viene proposta in televisione. Pippi è un personaggio da riscoprire per ritrovare se stesse e il contatto con i propri sogni per chi seguiva le sue avventure da piccola o da incontrare per la prima volta per trovare e praticare nuove strade e per cercare una propria dimensione, non contro la società, non con la società, ma alternativa.

E quale migliore occasione che i suoi 65 anni?

 

Elena Romanello