{Nuove voci letterarie} Tokyo night

Un viaggio nella notte di Tokyo vista attraverso le stazioni principali della metro, ognuna delle quali racchiude in sé un frammento di vita passata. Keiko, stilista alla soglia dei trent’anni, fa rivivere i ricordi della madre attraverso le proprie creazioni, ispirate ai suoi dipinti. I vividi flashback di un ragazzo insolito e affascinante, in lotta continua per trovare una sua identità, accompagnano la vita quotidiana della protagonista, che riesce in questo modo a superare il suo abbandono. Nei luoghi e nei momenti più impensabili, un misterioso ambasciatore italiano appare e scompare come un fantasma.

 

 

 

 

 Infine, un ragazzo normale ma allo stesso tempo unico, che segnerà le sorti di ogni esistenza intorno a sé, fino a prevalere fra tutti. Una generazione di giovani disincantati, persa nel presente incerto, che vive di ricordi mentre cerca la sua strada nel mondo.
Il dolore per la perdita delle persone care, la loro lontananza o la loro assenza, rimane sempre in sottofondo durante tutto il racconto. I rapporti umani che si intrecciano nei quartieri più frequentati della città scorrono via lentamente, fragili come petali di ciliegio nella stagione della fioritura.

 
 

 

 

Tokyo Night, edito nel 2010 tramite ilmiolibro.it, è il primo romanzo pubblicato da Chiara Gallese, anche se non il primo scritto dall’autrice.

Attraverso venti capitoli, l’autore è catapultato in venti stazioni della metropolitana della capitale Giapponese e viene letteralmente risucchiato nella cultura Nipponica, seguendo passo passo la protagonista Keiko, “gaijin” giapponese suis generis fortemente occidentalizzata, nel suo passaggio dalla vita di ragazza alla vita di adulta, dalle delusioni all’amore, dal lavoro alla passione.

Venti stazioni della metropolitana, legate in qualche modo alla vita di tutti i giorni della protagonista, ad episodi del suo passato e del suo presente.

L’autrice osa immedesimandosi nel pensiero di una donna con un bagaglio culturale ed un vissuto sociale totalmente diverso dall’ordinario, ed il suo osare si dimostra un buon successo, anche se personalmente non amando particolarmente la cultura Nipponica, ho trovato qualche difficoltà sia nel far scorrere la prosa sia nell’immedesimarmi e lasciarmi coinvolgere dalla trama.

Tokyo Night sarà sicuramente più apprezzato dai Nippofili, ma ora passiamo all’intervista con l’autrice per curiosare ancora un po’ nella sua passione e nella sua opera.

 

 

Ciao Chiara, benvenuta nella rubrica di Pensorosa, raccontaci un po’: come nasce Tokyo Night?

Nel 2007 ho vissuto per due mesi a Tokyo, che sono stati davvero intensi e importanti per la mia vita. Dopo un paio d’anni, dato che iniziavo a dimenticare alcuni particolari, ho deciso di fissare tutto su carta, nei minimi dettagli.

La storia è venuta un po’ da sé, visto che si trattava solo di una scusa per descrivere la vita quotidiana a Tokyo.

 

Non di rado si vedono e conoscono amanti, come te, della cultura nipponica, il tuo amore per il Bel paese del sol levante com’è nato?

Alle medie, attirata dai cartoni animati, mi sono interessata alla cultura giapponese e in particolare alla lingua e letteratura, iniziando a leggere autori famosi, libri sul tema e reperendo informazioni ovunque le riuscissi a trovare.

 

E più in generale a cosa credi sia dovuto questo fenomeno di Nippofilia?

Alla visione distorta del Giappone che viene dai manga e dai cartoni animati, in cui tutto è portato all’esasperazione.

 

Ti va di smentire qualche luogo comune che il mondo Occidentale si racconta da anni sulla cultura e società Giapponese?

Con molto piacere! Quello che mi irrita di più è la convinzione che le geisha siano prostitute, perché in realtà sono persone molto colte e in vista.

 

Com’è stato, letterariamente parlando, immedesimarsi nel pensiero di una donna giapponese, con una cultura completamente diversa dalla nostra?

Ho studiato per anni questo paese, perciò non è stato assolutamente difficile. una volta che conosci qualcuno, ti basi sulle loro opinioni e le integri con le tue conoscenze.

 

Mi è parso di capire che tutti i posti citati e descritti nei minimi particolari, siano stati i “tuoi” luoghi nei mesi in cui ti sei trattenuta in Giappone, quale fra questi ti è rimasto più nel cuore?

Si, esatto: il posto a cui sono più legata è Hatagaya, cioè quello in cui vivevo. Si trova nel quartiere di Shibuya.

 

Nella postfazione citi Banana Yoshimoto e Murakami Haruki, quali autori preferiti nipponici, vuoi consigliare ai nostri lettori un libro di ciascuno di loro che reputi il più bello, il cosidetto “libro da leggere assolutamente”?

Scontatissimi: Tsugumi della Yoshimoto e Norwegian wood di Murakami.

 

Ci consiglieresti un manga e un anime?

Manga: Video Girl Ai; Anime: tutti quelli di Miyazaki!

 

Ti va di condividere con noi i tuoi prossimi progetti o sogni, letterari o meno?

Intanto sto per laurearmi di nuovo, poi vorrei iniziare a lavorare e trasferirmi in una casa nuova col mio fidanzato e mia figlia ^_^

Per quanto riguarda la scrittura, sto scrivendo un libro a quattro mani che mi interessa tantissimo.

 

Colgo l’occasione per ringraziare Chiara per aver partecipato alla rubrica letteraria di Pensorosa, e ricordo ai nostri lettori che il Tokyo Night è stato autopubblicato tramite il servizio offerto da ilmiolibro.it e quindi, si può acquistare una copia visitando semplicemente il sito. Per ulteriori informazioni su Chiara Gallese, visitate il suo blog.

Nel 2013 Tokyo Night è stato pubblicato dalla casa editrice Cerebro (copertina rigida, 15 euro, 218 pagine), ed è attualmente acquistabile su amazon o ibs.it.

Flavia Pellegrino