{Nuove voci letterarie} Prigioniera del tempo

 Elisa è una studentessa liceale con tutti i normali problemi delle ragazze della sua età: la famiglia, i ragazzi, la scuola. Ma un giorno si ritrova catapultata in un’ altra epoca, la Roma dei Borgia e deve imparare a sopravvivere in un mondo completamente diverso dal suo. Mentre cerca disperatamente una soluzione per tornare nella sua epoca, due giovani si contendono il suo amore: l’affascinante e crudele Cesare Borgia e l’onesto e leale Cristiano. Il primo è disposto ad uccidere pur di possederla, il secondo darebbe la vita per lei. Chi riuscirà a conquistare il suo cuore? In un crescendo di colpi di scena, questa storia vi terrà avvinti dalla prima all’ultima pagina

Prigioniera del tempo pubblicato dalla Boopen è il sesto romanzo scritto da Laura Gay, autrice di romanzi storici fra i quali “La figlia del re di Francia” e “La rosa di Parigi”.

Il fascino del time travel si insinua fra le pagine di questo breve romanzo, facendoci sognare ed agognare una porta nel tempo anche per noi, da attraversare per poter vivere una nuova avventura, con tanto di batticuori e passioni pericolose.

Elisa è una giovane liceale che viene catapultata in un tempo che non le appartiene, nonostante le difficoltà riesce a sopravvivere alla Corte dei Borgia per tre anni prima di… Vi piacerebbe sapere il finale? Beh non sta a me raccontarvelo, vi basti sapere che “prigioniera del tempo” è un romanzo da cui difficilmente ci si stacca, e che si chiude a malincuore all’ultima pagina sperando in un seguito.

L’autrice afferma di essersi appassionata al Time Travel dopo aver letto la Saga de “la straniera” di Diana Gabaldon, credo che ogni autrice dopo aver letto la Gabaldon senta il desiderio di scrivere una storia ad un così alto contenuto emotivo ed adrenalinico e Laura Gay riesce nel suo primo esperimento “storico-temporale”. Esperimento che mi auguro venga ripetuto con un sequel affascinante ed intrigante come il primo.

Lo stile narrativo è scorrevole anche se a tratti un po’ acerbo, sarebbe stato bello veder maggiormente ampliati alcuni nodi importanti della storia quali gli innamoramenti o gli omicidi, oppure perdersi un po’ di più nelle descrizioni storiche ed emotive. Insomma, lo dico raramente, ma ci volevano un centinaio di pagine in più per rendere completa giustizia ai personaggi di questa storia.

Mi permetto un’ultima aggiunta, un complimento, prima di lasciar parlare direttamente l’autrice, a lei vanno i miei complimenti per aver saputo scrivere un romanzo ambientato mescolando sapientemente gli aspetti storici reali alla libera fantasia, senza scadere mai nello “Sfoggio di conoscenza” o nella “banalità”.

 

Ciao Laura, grazie per aver partecipato alla rubrica di Pensorosa, in parte alla mia prima domanda c’è una risposta sul tuo blog, ma io ci provo lo stesso, magari hai qualcos’altro da voler aggiungere… come nasce “prigioniera del tempo”?

Diciamo che sono sempre stata affascinata dai viaggi nel tempo e quindi ho sempre avuto il progetto di scrivere un romanzo che parlasse di questo tema. Quando lessi “La straniera” di Diana Gabaldon mi dissi: “Ecco, un giorno voglio scrivere una storia come questa!” Solo che non sapevo ancora in che periodo ambientarla, né come dovesse essere la mia protagonista. Poi, durante il mio viaggio di nozze, passai da Roma e visitai Castel Sant’angelo e non so perché o in che modo ma mi venne l’idea! Chiamala folgorazione, non saprei in quale altro modo definirla, ma è stato
proprio così.

Come mai proprio la Roma dei Borgia?

Alcuni anni fa avevo letto un romanzo sui Borgia e ne ero rimasta colpita. Soprattutto mi aveva intrigata la malvagità di Cesare e mi ero chiesta se un personaggio del genere avrebbe potuto far innamorare una ragazza dei nostri giorni. Pertanto, quando ho deciso di ambientare la mia storia a Roma, mi è sembrato naturale coinvolgere anche il nostro Cesare, eh eh eh.

 

Arrivata a pagina 230 ho cercato se dietro ce ne fosse nascosta qualcun’altra che mi desse qualche notizia di Cristiano o Cesare, poi non trovandola ho riletto tre volte l’ultimo capitolo cercando fra le righe qualche parola che potesse farmi capire il reale accaduto… morale della favola: quando uscirà il sequel? Puoi farci qualche spoiler?

In effetti, quando scrissi la parola fine, avevo già in mente un seguito e questo è il motivo per cui il lettore rimane un po’ spiazzato, come se si aspettasse ancora qualcosa dai personaggi. Il sequel l’ho terminato di scrivere da poco ed ora è in revisione. Si intitolerà “Ovunque sarai” e vedrà il nostro Cristiano alle prese con l’idea di raggiungere Elisa nella sua epoca. Contemporaneamente, Cesare
comincerà a progettare la sua vendetta. Non aggiungo altro per non svelare troppo, eh eh eh.

 

Questa rubrica ha anche la funzione di supportare le autrici esordienti o le aspiranti tali, parlaci della tua esperienza con Boopenled e con le altre case editrici con cui hai pubblicato fino ad ora.

Con Boopen mi sono trovata bene. Paradossalmente, mi sono trovata meglio con una casa editrice on demand che non promette nulla e lascia tutto il lavoro all’autore, piuttosto che con un editore che promette mari e monti e poi sostanzialmente non fa nulla di diverso, anzi talvolta chiede addirittura un contributo in denaro o copie da acquistare.

 

So che è una domanda difficile, perchè “ogni scarrafone è bello a mamma sua”, ma fra i tuoi romanzi, quale ti è rimasto più nel cuore? Quali personaggi senti più vicini?

Sento abbastanza vicini a me Philippe e Julie, i protagonisti de “La rosa di Parigi”.Lui perché ha le mie stesse idee di libertà e uguaglianza, lei perché somiglia a me, quando ero adolescente: ingenua e un po’ timida. Fra i personaggi che ho amato di più invece metto due “cattivi”: Cesare di “Prigioniera del tempo” e Alain de Saint-Fraycourt de “La rosa di Parigi”. Mi sono rimasti dentro perché sono molto umani. Possiedono delle debolezze, ma non sono esseri unicamente malvagi. Nel loro petto batte un cuore che palpita per la donna che amano.E, a giudicare dai commenti delle lettrici, non sono l’unica a pensarlo. 🙂

 

Parliamo di letture, ho letto sul tuo blog che dopo aver conosciuto la saga de “la straniera” ti sei avvicinata al Time Travel, confesso che io dopo aver letto quella saga avrei sposato uno scozzese sedutastante, poi mi sono scontrata con la realtà non così affascinante ed ho cambiato mire, ora conto di andare al Cerchio di Pietre armata di una gemma, attraversarlo ed andare a sposare Jamie direttamente. ^_^ Scherzi a parte, oltre la Gabaldon quali autori o film hanno ispirato questo tuo ultimo lavoro? E quali ti “ispirano” nella tua vita da scrittrice? Chi sono i tuoi “guru” della letteratura?

Mmm, ma per sposare Jamie dovresti eliminare sua moglie Claire e non sarebbe carino far morire proprio la protagonista dei romanzi della Gabby! 😛 Scherzi a parte, oltre alla Gabaldon, per me rimane un guru della letteratura Emily Bronte. Ho amato svisceratamente il suo “Cime tempestose” e nei personaggi malvagi metto sempre un po’ qualcosa di Heathcliff, vedi il discorso che facevamo prima su Cesare e Alain. Poi un’altra scrittrice che per me è fonte di ispirazione, sebbene io non sia
degna neppure di baciarle le scarpe, è Cecilia Randall (ebbene sì, una scrittrice italiana perché non solo le straniere sono brave). Per chi non l’avesse letta consiglio vivamente la serie di “Hyperversum”.

 

Hai pubblicato sei libri, sei in procinto di lanciarne sul mercato un settimo, puoi considerarti un’esordiente di successo, cosa consiglieresti a tutte le scrittrici che faticano a trovare una casa editrice che le sostenga?

Innanzitutto di non mollare alla prima difficoltà. E poi di non lasciarsi irretire dagli editori a pagamento che pubblicano chiunque pur di guadagnarci.

 

Dopo il sequel  di “Prigioniera del tempo” hai altri progetti? Vuoi condividerli con noi?

Attualmente sto scrivendo un romance storico che ha per protagonista un personaggio realmente esistito e cioè la figlia di Luigi XVI e Maria Antonietta. Mi sono documentata su alcuni siti a lei dedicati e ho scoperto che c’è un mistero che la riguarda davvero molto affascinante. L’ideale per un
romanzo. Ovviamente la parte romantica è  di mia invenzione ma il bello della scrittura è proprio questo: permette di volare con la fantasia!

 

Ringrazio Laura per la gentilezza e disponibilità ed invito caldamente tutti i nostri lettori a visitare il suo blog  http://laureen.splinder.com

 

Flavia Pellegrino