{Nuove Voci Letterarie} Prendimi l’anima

prendimi l'anima

Il titolo è un invito, un monito ad accogliere i pensieri e le emozioni della giovane autrice, Argeta Brozi. È lei stessa a chiarirne il significato: “Prendimi l’anima perché chiunque legge il libro – e quindi lo ‘prende’ – si appropria di una parte di me: legge le mie emozioni, i miei sentimenti, i miei personaggi…”.
I racconti vanno intesi quindi come doni, oggetti di condivisione con il lettore, al quale offre attimi strappati al suo vivere quotidiano, il sentire di una giovane donna, la cui identità è divisa tra gli echi delle sue origini e il presente.

 

I personaggi delle storie mostrano un repertorio di situazioni e universi da conoscere e comprendere, in una raccolta di fugaci ma intensi frammenti, narrati con immediatezza, sincerità e ironia.

 

Prendimi l’anima, pubblicato nel 2007 dalla casa editrice IL FILO, è il primo libro scritto da Argeta Bronzi, giovanissima autrice che si racconta in una raccolta di racconti. Come da titolo, l’autrice ci spiega che ogni racconto è un frammento di sé, ed allora a noi lettori non resta che immergerci nella lettura di questo breve libro per cercare di scoprire un po’ meglio questa giovane scrittrice.

Quarantatré racconti per tutti i gusti, racconti di uomini e di donne, racconti belli e brutti, racconti dolci ed amari, racconti dal finale lieto e racconti dal finale tronco, un po’ come la vita. Questo libro è davvero per tutti e di tutti, poiché ciascuno nelle quarantatré storie narrate, con semplicità e maestria, può rivedere sé stesso, il proprio passato, un sogno nel cassetto o un desiderio mai infranto.

Personalmente non amo le collane di racconti, non amo interrompere le atmosfere create da una narrazione dopo poche pagine per crearne altre con altri racconti, eppure la semplicità e l’eleganza nello stile di narrativo della Bronzi mi ha permesso tranquillamente di saltare da una storia all’altra apprezzandole tutte a pieno. Mi ha colpito particolarmente la percentuale, nei racconti, di narrazione dedicata agli uomini in maggioranza meschini, fedifraghi, approfittatori, “eterni bambini”, sono poche le figure maschili che emergono positivamente nel suo narrare. Per ogni figura maschile negativa ne è affiancata una femminile “sottomessa” “succube” dell’amore e totalmente cieca ed incapace di cambiare strada e camminare da sola senza il “marito traditore” o simile.

Dicevo il libro è per tutti e di tutti, ma mi auguri vivamente che in questi “tutti” ci siano anche Uomini-con-la-U-maiuscola e Donne capaci di scegliere e costruire la loro felicità senza metter da parte il loro amor proprio per “amor di qualcun’altro”.

 

argeta bronziRingrazio nuovamente Argeta Bronzi per aver voluto partecipare all’iniziativa di Pensorosa e ne approfitto per farle qualche domanda.

 

Ciao Argeta, grazie per aver partecipato a questa rubrica, per prima cosa mi piace scoprire cosa porta un autore a far nascere un libro, di qualsiasi genere esso sia, ti va di rispondermi anche tu? Da cosa o come nasce “prendimi l’anima”?

Ciao Flavia e ciao a tutti!:-) Grazie di avermi ospitato nel tuo sito! Beh, le mie storie nascono all’improvviso, come fulmini. Quando mi prende l’ispirazione sono in grado di finire un romanzo in due mesi, ma non so quando questo accadrà, è una sopresa anche per me. Basta una frase, uno sguardo, un ricordo, un profumo, una musica, qualsiasi cosa a far scaturire in me una storia. Prendimi l’anima è nato per volontà di mia madre: prima lettrice e critica di tutto quello che scrivo. A casa avevo un quaderno con circa un centinaio di racconti, scritti nell’arco di 8 mesi. Mia madre ne aveva apprezzati diversi e un giorno mi propose: “Perchè non li metti insieme e li pubblichi in un libro?”. Io non ci avevo mai pensato, anche perchè in quel periodo ero concentrata a scrivere un romanzo e volevo pubblicare quello. Ma poi ho dato retta a mia madre e ho scelto alcuni racconti che potevano avere un filo conduttore e quindi che potessero formare una raccolta e li ho spediti a una casa editrice, non nutrendo poi grandi possibilità. Si sa che i racconti vanno molto meno dei romanzi e io temevo di fare fiaschio… e invece, con mia grande sorpresa, il libro è piaciuto davvero e ora è alla 5° ristampa e continua a vendere grazie al passaparola dei lettori. Se sono arrivata a questo devo ringraziare per prima mia madre e poi tutti quegli sconosciuti che hanno comprato il libro di una esordiente ad occhi chiusi: non so come ringraziarvi!Spero di regalarvi nuove emozioni con i libri di prossima pubblicazione 🙂

 

Quasi tutti i tuoi racconti, se non proprio tutti, hanno il minimo comun denominatore dell’ “amore” in parecchie forme, e con diversi sentimenti ad esso legati. Cos’è per te l’amore?

Oddio, che domanda difficile! Non vorrei sembrare banale, ma l’amore… è tutto. E’ contenuto in ogni cosa, persino nell’odio (del resto arrivi ad odiare qualcuno solo perchè un tempo c’è stato l’amore). Anche nell’invidia c’è un pizzico d’amore, non trovi? Io volevo solo raccontare la vita, con i suoi alti e bassi, ma con un messaggio di fondo: per quante cose brutte succedano nella vita bisogna guardare tutto con ironia, non prendersi troppo sul serio e guardare avanti. Un po’ come il bambino, protagonista del primo racconto, che quando i genitori gli dicono che stanno per divorziare, lui – sempre col sorriso sulle labbra – dice: “ […] Per me va bene, basta che state sempre insieme! […]” Ecco. Proprio questo volevo dire: ogni più piccola cosa che vi capita nella vita è importante, perchè vi forma e influenza chi vi sta intorno; non solo, bisogna amare anche la quotidianità, la semplicità, fatta dalle piccole cose, ma che poi portano ai grandi cambiamenti. Senza arrendersi, mai, anche quando la vita prende una brutta piega e vedete tutto nero, perchè la vita non è facile. Ma è meglio così… altrimenti sapete che noia?;-)

 

E’ impossibile non notare quanti “Uomini-negativi” siano presenti nei tuoi racconti, traditori, padri-inesistenti e simili. Come mai?

Scommetto che anche tu avrai sentito la magica frase: “Gli uomini sono tutti uguali!” Non è così?:-) E comunque sono stata buona… su 43 racconti solo 21 parlano di “uomini-negativi” 🙂

 

Mi ha colpito particolarmente il racconto legato alla tua infanzia, a quell’epoca io avevo circa tre anni, e non ricordo molto, ma ricordo che dopo poco mi colpì un video proprio su quell’argomento http://www.youtube.com/watch?v=oQHZUCeDmOI . All’epoca eri “straniera” ora sei Italiana, presto laureata, autrice di ben due libri. Vuoi approfittare di questo spazio per dire qualcosa agli Italiani? A tutti coloro che ieri additavano gli albanesi, oggi i cinesi ed i rumeni, e domani additeranno qualcun’altro come straniero ed indegno di vivere nel cosiddetto “belpaese”?

Beh, quel video non è niente, non rappresenta nemmeno la millesima parte di quello che abbiamo vissuto. A quel tempo, noi due eravamo coetanee, io avevo 5 anni. Molti non lo sanno, ma ancora adesso l’Albania viene considerato il paese più povero d’Europa, per cui non siamo venuti qui per “rubarvi il lavoro” ma per sopravvivere, che è diverso. Ovviamente quando non si è vissuto una certa situazione non la si può capire. La mia famiglia era molto povera, il regime era duro e spietato, quando cadde però fu ancora peggio. Quel periodo di confusione ha lasciato molte persone senza lavoro (i miei compresi), non che quando lavoravano si aveva tutti i giorni da mangiare… il problema del mio paese era che non c’era abbastanza cibo (neanche soldi, quindi né una né l’altra!), ogni famiglia aveva diritto di tot cibo al giorno, non di più, sia che la famiglia fosse composta di tre persone sia che fossero di dieci, per intenderci. Vi faccio qualche esempio: se volevamo comprare la carne la davano solo una volta al mese e ne davano esclusivamente un chilo a famiglia (ogni famiglia aveva un tesserino che provava se aveva già comprato la carne o no, così non potevano sbagliare a darlo due volte al mese!), e così per ogni cosa. Per non parlare dell’acqua che veniva una volta al giorno (adesso viene due volte al giorno, se tutto va bene!) solo per due ore e quella stessa acqua la si usava per cucinare, per bere, per lavarsi, per il bagno, insomma, si usava per tutto col contagocce!! E anche la luce per la maggior parte del tempo mancava. La mia famiglia è composta da 5 persone, ai tempi vivevamo tutti in una stanza di 3 metri x 3.20 (secondo me le camere delle carceri sono più grandi!), mio padre ha lavorato 3 o 4 ore al giorno (gratuitamente!) per 5 anni consecutivi (oltre l’orario normale di 8 ore giornaliere dell’altro lavoro che faceva) per poter prendere una casa in affitto, ma non ce l’ha fatta perchè è caduto il regime. Quindi poi siamo rimasti anche senza casa, perchè una volta perso il lavoro non avevamo soldi per pagare neanche l’affitto della camera dove vivevamo! Nel 1991 si è presentata l’occasione di fuggire e quindi siamo partiti con la nave, senza niente, perchè non avevamo niente! Solo i vestiti che avevamo addosso (ai tempi la valigia non serviva a nessuno, si avevano solo due vestiti a testa, chi ne aveva tre era “ricco”!). E vorrei anche sottolineare che tutti gli albanesi venuti in Italia nel 1991 NON HANNO PAGATO UN SOLDO. (semplice: non li avevamo! Altrimenti ce ne stavamo al nostro paese!) I veri poveri sono poveri! Quindi prova a immaginare quando siamo arrivati al porto italiano e non ci volevano far scendere e, anzi, si parlava di rimandarci tutti indietro… eravamo disperati. In quel momento, sono sicura che la maggior parte degli albanesi – come la mia famiglia – ha visto scorrere tutta la propria vita davanti agli occhi… come succede prima di morire.

 

La pubblicazione di questo libro è stata, come da te scritto nei ringraziamenti, la realizzazione di un sogno, ora quali sono i tuoi sogni nel cassetto? Che progetti letterari e non stai alimentando?

I sogni sono sempre tanti e non basta un cassetto per contenerli tutti!:-D Adesso devo iniziare la specialistica in Psicologia Criminale e Investigativa, anche questo il sogno di una vita!:-) Per i libri le idee sono tante… ho tre romanzi già finiti che sto aspettando di pubblicare e questo dovrebbe succedere a breve. Due romanzi quasi finiti e altri quattro appena abbozzati. Vorrei continuare a farmi conoscere con i miei libri e magari poter lavorare in una casa editrice (fino adesso ho contribuito gratis!). In attesa di questo… sono disponibile per qualsiasi lavoro!!!ahahahahahah

Se volete acquistare “Prendimi l’anima” potete provare ad ordinarlo su www.ibs.it per ilteriori informazioni e conoscere meglio questa gentilissima autrice, date una sbirciata al suo blog http://sussurridalcuore.splinder.com/

Flavia Pellegrino