{Nuove Voci Letterarie} Mai più senza rossetto

maipiùsenzarossettoAlice è una giovane donna che si ritrova improvvisamente a diventare mamma. Catapultata in questo nuovo mondo, fatto di pediatri, ansie e pannolini, si sente divisa in due: da una parte la mamma, dall’altra la donna. In questo conflitto interiore Alice si smarrisce e vive uno stato di confusione, che la fa mettere sempre nei pasticci. Non sono di molto aiuto la sua sfarfalleggiante madre, che combatte la vecchiaia a colpi di bisturi e nuovi amanti, e l’immancabile suocera gelosa. La vita, però, riserva sempre piacevoli sorprese… dall’omonimo blog, finalista al premio Donnaèweb 2008.

 

Mai più senza rossetto è un bellissimo chick-lit scritto da Amanda Gris, autrice diIl dolore Privato”, una raccolta di racconti dedicati all’universo femminile.

Il titolo già ci concede una prima idea del romanzo, e la quarta di copertina sembra spiegare tutto il resto. Ah, la maternità, che bel periodo, il sogno di quasi tutte le donne, sentir crescere il figlio del loro amore dentro di sé, vederlo nascere e aiutarlo a crescere, proprio come tutte le sorridenti ed impeccabili mamme della pubblicità della Plasmon, Mellin o Mulino Bianco.

Che belle quelle mamme sorridenti, che belli quei bimbi teneri e coccolosi… ma la maternità è poi davvero così rose e fiori?
Lasciatevi guidare da Alice nella scoperta della maternità del grande amore e del grande odio che il nuovo giunto in famiglia porta con sé.

Ma andiamo per gradi.

Alice non si aspetta un bambino, studia Biologia all’università, è fidanzata con Giorgio e tutto è perfetto così com’è. Poi ecco, arriva il test (preceduto da qualche segnale allarmante e non troppo piacevole) e la sua vita è destinata a cambiare. Alice è fortunata, perché Giorgio, nonostante sia distratto e mammone, è innamorato di lei e dell’idea di mettere su famiglia. Così inizia la nuova vita insieme di Alice e Giorgio, fra nausee mattutine, corse in ospedale, un lungo travaglio e poi i primi lunghissimi mesi con un neonato affamato e campione di urla e strilli.

È impossibile non concedersi una risata leggendo e le disavventure di Alice, che effettivamente si troverà a non sapere chi è, se è una mamma o una donna, e se per caso queste due “figure femminili” possano cercare di convivere nel giusto equilibro in se stessa.

Non sono ancora mamma, ma immagino che la vita di Alice descritta da Amanda Gris sia effettivamente molto vicina alla realtà, e non per questo troppo spaventosa, perché infondo tutte noi (o quasi) sappiamo che per un sorriso sdentato ed un “mam-ma” accennato vale tutta l’impresa, e magari anche più di una.

Un chick-lit italiano che non ha niente da invidiare alle autrici straniere, anzi sono convinta di affermare, che “Mai più senza rossetto” supera di gran lunga almeno il 50% dei romanzi chick-lilt di oltre oceano. Non è il solito romanzo in cui le protagoniste per quanto divertenti siano sono prive di spessore e valori, non è la solita tormentata e ridicola storia d’amore. È un romanzo autentico, una storia vera e reale che ieri, oggi e domani coinvolge le donne, gustata con un sano umorismo ed autoironia che permette alla protagonista ed al lettore stesso di saper cogliere il lato positivo in positivo.

Diametralmente opposto allo stile de Il dolore privato”, “Mai più senza rossetto” ci si presenta come un diario personale, leggero, divertente e frizzante, che si legge velocemente e con piacere.

 

amanda grisCiao Amanda, ancora una volta grazie per aver collaborato con Pensorosa, ora raccontaci, come è nato questo romanzo?

Grazie a voi. Questo romanzo ha una genesi molto particolare, che ora ti racconto: qualche anno fa ho proposto alle mamme dei compagni di nido dei miei figli di aprire un sito web per mamme e di “allegare” un blog, che fosse una sorta di romanzo a puntate, come i quotidiani facevano a fine ottocento/ inizi novecento con il feuilleton. L’idea era di scrivere una storia di maternità in modo ironico, sul genere della chick-lit (all’epoca non erano ancora uscite mummy-lit), a più mani. Questo lavoro doveva avere anche un valore “terapeutico” per noi autrici: farci sentire “connesse” nei lunghi inverni di malattie dei piccoli. Di fatto il progetto del sito non è partito ed io, supportata da una mamma (che è diventata poi una mia grandissima amica e co-autrice di molti progetti, ma che all’epoca conoscevo appena), che aveva le competenze informatiche per realizzare il progetto, sono partita col blog Mai più senza rossetto. All’inizio scrivevo solo i testi, poi ho cominciato a disegnare anche le vignette. Nel 2008 il blog è stato finalista al Premio Donnaèweb. Dal momento che alcune mamme mi hanno scritto ringraziandomi per il fatto che il blog le aveva aiutate ad affrontare la maternità e che Alice era stata una compagna preziosa, ho pensato di dare la possibilità di leggerlo anche alle mamme al di fuori dal web, trasformandolo in un libro.

 

Spero di non sembrare troppo invadente, ma mi pare d’aver capito che anche tu sei mamma, quindi beh la mia curiosità è inguaribile in proposito: quanto di Alice è autobiografico?

Non sei invadente. Penso sia legittimo chiedersi quanto ci sia di autobiografico in un romanzo e, specie quando è scritto in prima persona, la sovrapposizione tra autore e protagonista è inevitabile. Alice è più giovane di me e in qualche modo “più leggera”. Ho creato il suo personaggio per esorcizzare le mie ansie e per questo ho esasperato alcuni tratti del mio carattere. Ma c’è molto in lei anche del mondo di mamme e nonne che mi gira intorno. Una volta, mentre ero in settimana bianca, una mia amica mi ha mandato un messaggio: “Mi sono chiusa fuori casa con la bambina dentro e sono dovuta entrare dalla finestra del secondo piano. Guarda che mi tocca fare per offrirti degli spunti per il blog!” E così è nato l’episodio di catwo-mum. Comunque io devo moltissimo ad Alice: mi ha aiutato a vedere il lato divertente delle cose.

 

Parliamo di te, chi è Amanda Gris? Raccontaci qualcosa di te per farti conoscere dai nostri lettori.

Come Alice io vivo in campagna, ma di figli ne ho due. Amo molto la natura e la montagna, ma ogni tanto, da ex-cittadina, vado in crisi di astinenza e ho bisogno di farmi una sniffata dal tubo di scarico delle automobili in città. Ho lavorato per 18 anni in un ministero e poi ho lasciato tutto per dedicarmi alla mia passione: la scrittura. Altra mia grande passione è lo studio delle religioni e del rapporto col sacro nelle culture pre-religiose. E adoro ballare! (discoteca, non balli standard).

 

Cambiamo ancora argomento, in “mai più senza rossetto” si parla proprio di una mamma, una mamma vera non da pubblicità Mellin, una mamma in conflitto interiore con una donna. Alice impara, a sue spese, ad essere madre e donna allo stesso tempo. Come donna e mamma, cosa consiglieresti a tutte le neo-mamme in crisi o a tutte le giovani donne che giocano d’anticipo e si preoccupano già da ora in vista del futuro “fatidico momento”?

Trovo difficile dare un consiglio generalizzato per le neo-mamme perché le situazioni sono soggettive, però dovendo trovarne uno valido per tutti e breve direi di ascoltarvi: dal mondo arrivano molti consigli su ciò che è buono e giusto, ma il limite a tutto questo è che per star bene il bambino deve star bene prima la mamma. Un altro piccolo consiglio è quello di utilizzare il web: la community delle mamme è di gran sostegno. Alle aspiranti mamme consiglierei di informarsi e di leggere tutti i libri e blog sulla maternità che sono in giro in questo momento: credo che sapere cosa comporti avere un figlio possa dare il tempo ad una donna di prepararsi sia psicologicamente che dal punto di vista organizzativo all’evento. Il problema più grande è proprio che la coppia alla nascita di un figlio si trova catapultata in un mondo sconosciuto. E poi di avere fede, non in senso religioso, ma nella vita.

 

Per concludere, mi hai accennato, privatamente, alle difficoltà editoriali per un’esordiente. Questa è una rubrica dedicata a tutte le autrici esordienti e magari anche a tutte coloro che hanno un romanzo nel cassetto ma non sanno come muoversi in questo campo, che dall’esterno sembra essere una gabbia di leoni. Ti va di raccontare anche alle nostre lettrici e lettori la tua esperienza e consigliare a tutte le sognatrici un modo per realizzare il proprio sogno letterario?

Ho pubblicato un primo libro con un piccolo editore, senza pagare nulla, con un contratto standard. Il libro è uscito quando io ho avuto la mia prima figlia. Non è stato promosso né dall’editore, né da me, che in quel momento ero presa da altre cose. Inoltre, è stato distribuito come un libro di psicologia, mentre si trattava di narrativa e non è stato semplice, per circostanze fortuite, far correggere questo errore (ho impiegato 4 anni). Con “Mai più senza rossetto” ho deciso di provare con un editore on-demand. In fondo il libro è nato nel web e mi piaceva l’idea di continuare l’esperienza della rete. Inoltre, l’ho scritto nel 2007/2008; all’epoca l’ho mandato ad un paio di editori grandi, ma forse era troppo presto per la mummy-lit e per contenuti provenienti dal web (prima, naturalmente, sono dovuti arrivare i libri dall’estero) ed è rimasto lì; adesso è il momento: perdere tempo alla ricerca di un editore non sarebbe stato saggio da parte mia. “E se poi con un piccolo editore devo pensare da sola alla promozione, ho pensato, tanto vale che lo faccia da sola!” Per ora so che mi sono divertita moltissimo a costruire il libro, scegliere la copertina e a organizzare la promozione. I risultati si vedranno. A chi vuole scrivere posso dire che la stesura del libro è solo la punta dell’iceberg di tutto il lavoro che c’è dietro un successo. Quindi, quando avete finito, cominciate a rimboccarvi le maniche: nessuno verrà mai a chiedervi a casa se avete un libro nel cassetto!

 

Ringrazio ancora l’autrice per la sua piacevolissima collaborazione, potete, comunque, continuare a seguire questa autrice sul suo blog http://scrivoperchenonsoparlare.blogspot.com

 

Flavia Pellegrino