{Nuove Voci Letterarie} Libero arbitrio

libero arbitrioIn un paesino della Calabria, un luogo non ben definito, dove lo spazio simbolico prevale su quello reale, inizia l’intreccio delle vite di alcune donne che vivono nello stesso condominio. Loro si aiutano, si odiano, si invidiano, fanno comunella tra loro.
Ogni donna ha una caratteristica ben specifica: Miriam desidera partecipare ad “Amici” nonostante abbia superato l’età e digiuna se Gigi d’Alessio tradisce la moglie. Gianna abortisce di nascosto dal marito perché non desidera più avere figli.

Cosima è convinta di meritare un marito dittatore e crudele e non si rende conto che sua figlia, adolescente, ha una vita sessuale attiva e usa spesso la pillola del giorno dopo. Raffaella vive sempre storie sbagliate perché desidera al più presto sposarsi. Marianna non accetta le convenzioni di una società che la vorrebbe sposata e accasata con un ragazzo che lei non ama.
Questi frammenti di vita sono il contorno della vera storia, raccontata da Rebecca, colei che porta in seno la maledizione che le fa perdere i figli prima che nascano. Rebecca narra la vicenda di Ester, la sua migliore amica, colei che vota la sua vita a un sogno che l’ha travolta e perseguitata per tutta la vita: in una notte catartica e senza luna, a Ester sembra che le membrane del tempo si siano squarciate, offrendole la possibilità di sbirciare nel futuro e consentendole di vedere il volto della sua futura bambina. Ma si accorgerà ben presto che questa meravigliosa visione resterà ciò che era, cioè un sogno e che, al contrario, la realtà ha in serbo per lei un tragico finale.

 

Libero Arbitrio, pubblicato nel 2010 dalla 0111 zerounoundici edizioni, nasce dalla penna di Caterina Armentano già autrice di Sotto l’albero di mimosa.

Confesso che quando ho visto la casa editrice, considerati i miei trascorsi con questa casa, mi sono un po’ preoccupata e mi aspettavo il peggio. Ed invece già dalle prime righe il romanzo mi ha soggiogato trascinandomi fino alla fine in un vortice di emozioni, pensieri e riflessioni. E’ proprio vero che in un libro, per quanto il corpo sia ben scritto è l’incipit a colpire il lettore. Caterina Armentano ha colto nel segno.

A ognuno di noi è capitato di sbirciare dal buco della serratura della porta e rimanere incuriositi o allibiti. Ma chi può affermare che nel momento in cui l’occhio si è posato sulla fessura, un altro mondo, un’altra dimensione, si siano aperti dinnanzi a noi, lasciandoci scrutare i futuro?

A Ester capitò.”

Se anche voi come me vi siete lasciati stregare da queste prime quattro righe, lasciate che vi parli ancora un po’ di questo romanzo prima di lasciare la parola all’intervista con l’autrice.

Il titolo è già esplicativo, questo meraviglioso dono l’abbiamo tutti ed ognuno di noi decide come utilizzarlo, così come tutte le donne che compaiono in questo libro, Ester, Miriam, Rebecca, Gianna, Cosima, Raffaella e Marianna, ed ognuna di loro cercherà di usufruire del proprio “libero arbitrio” al meglio, ma non sempre ciò che ci appare meglio lo è veramente, ed Ester in prima persona, dopo aver inseguito un sogno tutta la vita vi finisce completamente accecata, incapace di riconoscere la bivio la strada giusta, perdendo tutto e non riuscendo ad essere nemmeno più felice dell’unica cosa per cui tanto ha lottato e sofferto.

Un romanzo molto bello che tocca tante problematiche del mondo femminile, tanti “bivi” in cui noi donne spesso ci troviamo o potremmo trovarci.

Forse troppi i personaggi che avrebbero avuto diritto ad un maggior respiro ed una maggiore caratterizzazione, di alcuni per esempio non sono riuscita ad immaginarli fisicamente ne psicologicamente, solo qualche frase qui e lì che però non rende giustizia all’interezza del romanzo.

La narrazione avviene dagli occhi di Rebecca, la quale nonostante porti con se i dolori di diversi aborti naturali, mantiene la lucidità e la pacifica razionalità per fare da ago della bilancia fra bene e male, senza giudicare mai, Rebecca è la donna che mantiene saldo il suo “libero arbitrio” senza lasciarsi accecare da sogni fugaci, o dal dolore, ma rimanendo ancorata alla realtà vera.

L’ho leto tutto d’un fiato, salvo qualche interruzione per riflettere sulle vite e le scelte delle donne narrate dall’Armentano, ed erano in quei momenti che alzavo gli occhi dalle pagine, mi volgevo al mio fidanzato ed iniziavo a proporgli domande improbabili su sterilità, matrimoni, tradimenti, adozioni, fecondazioni in vitro etc etc.

Beh lui mi ha sopportato, ed a letto con me questo bel romanzo… e voi dopo questo mio lunghissimo articolo cosa ne pensate?

Raramente ho elogiato un libro pubblicato dalla 0111, beh questa volta lo faccio, e chi segue la mia rubrica dovrebbe riuscire a capire il valore di questo romanzo!

Beh, ora ho scritto davvero troppo, quindi lasciamo la parola all’autrice.

 

Ciao Caterina, grazie per la tua collaborazione con la nostra rubrica, la mia prima domanda è sempre la stessa, ma ogni libro ha un suo perché… e beh tutti ne hanno diritto, quindi… Come nasce “Libero arbitrio”?

Grazie a te per l’impegno e lo spazio che mi dedichi. “Libero arbitrio” è nato leggendo la “Lettera Scarlatta” di N. Hawthorne romanzo quest’ultimo che mi ha colpito profondamente, sia per la capacità dell’autore di cogliere le diverse sfumature dell’animo umano e sia per la perfetta descrizione che sta nella differenza che si pone tra individuo e comunità. Il punto focale della “La lettera scarlatta” è la presenza maniacale delle comari che vorrebbero morta la protagonista a causa del peccato commesso. Quando ho terminata di leggere il romanzo mi sono posta molte domande, prima tra tutte: “ Come può una comunità diventare un micromondo e condizionare le scelte di chi ci vive?” e ancora “Come può un’ossessione modificare completamente la personalità dell’individuo?” lavorando su questi interrogativi è nato “Libero arbitrio” concentrando però l’ossessione sul tema maternità.

 

In quale delle donne descritte nel tuo romanzo ti ritrovi maggiormente?

Ho una leggera affinità con Rebecca ma è quasi trasparente. Non mi riconosco in nessuna di loro e di mio c’è più uno sguardo d’insieme, una manciata di pensieri sparsi tra i diversi personaggi più che la mia personalità e le mie esperienze.

 

Rebecca nel suo dolore decide di fare una lista delle priorità, cosa portare sulla sua scialuppa di salvataggio. Ora a te la domanda: tre cose/persone che porteresti sulla tua scialuppa…

Senza pensarci:

mia figlia, mio marito e i miei libri.

 

Quali sono le tue letture preferite? E quali sono gli autori che reputi ispirino il tuo stile narrativo?

Adoro i classici, Anna Karenina in primis seguita a ruota da Jane Eyre. Adoro Tolstoj, la Allende, Calvino, Tolkien e la Funke ma il mio maestro è Dickens. Non esistono eguali: tratta temi sociali descrivendo la realtà in maniera così surreale da rendere il realismo magico una regola d’arte. Io mi ispiro a lui e alla Allende anche se non nego di apprezzare molto l’essenzialità di Maggiani e la forza empatica dei personaggi di Riccarelli.

 

Hai pubblicato tre romanzi fino ad ora, a quale ti senti più legata? Perché?

Mi sento più legata a“Libero arbitrio”, perché ha impegnato molti anni della mia vita e tanta energia. È un romanzo a cui ho dato buona parte di me e dei miei sentimenti. Tratta un tema a me caro: la maternità. Ho provato a descrivere questa condizione, questo stato dell’anima in tutte le sue sfumature e ho faticato tanto per non cadere nella banalità, spero di esserci riuscita.

 

Quali altri progetti letterari hai in lavorazione? Qualche anticipazione?

Sto lavorando a un romanzo che racconta quattro generazioni di donne attraverso un oggetto particolare. Non posso svelarti quale perché sembra sia un’idea originale.

Ho terminato di scrivere una raccolta di fiabe che necessita però del lavoro più faticoso: la revisione del testo e la rielaborazione di alcune parti.

E per finire un romanzo fantasy a cui mancano gli ultimi tre capitoli ma mi sa che con gli impegni che ho ci vorrà qualche annetto prima che riesca a finire di scriverlo e sistemarlo per bene.

 

Hai un sogno nel cassetto? Ti va di condividerlo con noi?

Uno grande, da tutta la vita: laurearmi. Tutto quello che faccio è indirizzato a questo spero tanto di riuscirci, un giorno.

 

 

 

Io ti auguro con tutto il cuore di riuscire a realizzare il tuo sogno ed invito i nostri lettori a seguire ancora questa bravissima autrice sul suo blog http://caterinaarmentano.splinder.com/ .

 

 

Flavia Pellegrino