{Nuove Voci Letterarie} La Catena Alimentare

la catena alimentareA distanza di sei mesi dalla perdita del posto di lavoro, otto ex-dipendenti si ritrovano in occasione di un pranzo. In apparenza sembra trattarsi di un’innocua rimpatriata tra vecchi colleghi, in realtà uno di loro nasconde estremi e inaspettati propositi.

 

La catena alimentare, edito dalla casa editrice Edigiò, è il primo romanzo di Barbara Accossato, già autrice di una raccolta di racconti, edita Ennepilibri, dal titolo “C’est la vie”.

 

Un romanzo breve molto attuale, ambientato nella crisi economica e nell’era della cassa integrazione, in cui spiccano i personaggi del Rassegnato, l’idealista, l’inventore, l’organizzatore, l’ameba, la lamentosa, il sovversivo, sette persone che nulla hanno in comune se non il semplice fatto di aver condiviso per alcuni anni uno stesso ambiente di lavoro, accomunati, seppur nelle differenti mansioni, dall’essere tutti dipendenti della “tal dei tali” azienda.

Come i personaggi creati da Barbara Accossato, così in ogni ufficio ed ambiente lavorativo o scolastico si possono ritrovare gli stessi medesimi “stereotipi”, gli stessi medesimi uomini o donne che il nostro cervello tende ad “etichettare” in quella determinata maniera.

In un mondo dove tutte le certezze crollano, la carriera non è da meno ed ecco che non potendo contare sul lavoro, la protagonista cerca le sue certezze, i suoi capi saldi, il suo motivo per svegliarsi ogni mattina in qualcos’altro, in qualcosa di più profondo e forse più vero. Ma quando anche questo crolla, beh, la protagonista si comporta esattamente come tutti noi, cerca un assassino delle proprie certezze, cerca il colpevole che ha distrutto la sua vita. Perchè, è inutile negarlo, nessuno ha mai il coraggio di ammettere di aver suicidato le sue certezze, nessuno ha mai il coraggio di ammettere che si è scavato una fossa da solo, mentre credeva di mettere le fondamenta del proprio futuro.

Scritto bene, la narrazione si sussegue scorrevole, lasciando nel lettore capitolo dopo capitolo un pensiero, un sorriso, una riflessione e perché no, a volte anche un giudizio, perchè in fondo siamo tutti bravi a giudicare “per partito preso”.

 

barbara accossatoAttraverso la redazione della casa editrice Edigiò ho avuto modo di conoscere ed intervistare Barbara Accossato, una simpaticissima autrice che per rappresentarsi ci presenta Miranda la sua affezionatissima gatta. Attraverso gli occhi dolci di questa micina, scoprite con me l’autrice de “la catena alimentare”…

 

Ciao Barbara, grazie per esserti resa disponibile a questa iniziativa di Pensorosa, la mia prima domanda è sempre la stessa, ma ogni autrice ha diritto alla propria risposta, dunque, come nasce “La catena alimentare”?

Grazie a te per avermi concesso la tua attenzione e uno spazio sul tuo sito. La catena alimentare nasce dall’opportunità concessami dall’editore Edigiò, che premiandomi al primo posto in un concorso di narrativa, mi ha offerto la possibilità di pubblicare un romanzo breve. La scrittura è per me una grande passione, alla quale dedico il mio tempo libero dal lavoro. Ho scritto La catena alimentare la scorsa estate, durante il periodo di ferie. Volevo onorare l’opportunità che mi veniva concessa da Edigiò con qualcosa di nuovo, scritto apposta per l’occasione, e non pescando tra i tanti racconti ultimati in questi anni. La storia, anche se frutto della mia fantasia, tratta volutamente uno dei problemi più grandi che ultimamente sta colpendo tutta l’Italia e in particolare la mia regione: la perdita del posto di lavoro. Un problema che ha toccato da vicino anche la mia famiglia; è stata proprio Paola, mia sorella, dopo essersi ritrovata senza lavoro, a spronarmi a scrivere una storia sulle persone che si ritrovano, dall’oggi al domani, “fuori dai cancelli”.

 

Mi ha colpito molto il paragone con il libro Cuore, come mai hai scelto di inserire questo paragone?

Perché Cuore è il libro “buono” per eccellenza, dove si parla di solidarietà, di tolleranza e altruismo. Citarlo nel contesto della mia storia mi sembrava il modo giusto per sottolineare come il cinismo degli adulti che vivono una situazione di difficoltà si discosti totalmente dai buoni sentimenti dei bambini di De Amicis.

 

Parliamo del titolo “la catena alimentare”, ci insegnano alle elementari che esiste una piramide alimentare al cui apice c’è l’uomo che mangia tutti, così anche nel lavoro all’apice c’è la classe dirigenziale che “mangia” i semplici impiegati. Ma ci insegnano anche che alla fine di tutto i vermi, il più basso gradino della piramide si ciba dei resti dell’uomo. Può questo ragionamento adattarsi al tuo romanzo?

In un certo senso sì. La perdita del posto di lavoro condiziona negativamente la vita di qualsiasi lavoratore, ma credo, anche se può sembrare un controsenso, che per chi appartiene ai primi gradini della scala gerarchica sia più doloroso e devastante. In quanto chi si trova a comandare non perde solo lo stipendio, perde anche un ruolo di prestigio, un’identità e il rispetto dovuto dai subalterni. Al pranzo de “La catena alimentare” non sono stati invitati rappresentanti della classe dirigenziale. Il bisogno di tagliarli fuori rappresenta forse l’ultimo gradino della catena alimentare.

 

Ho apprezzato quasi tutti i personaggi, caratterizzati e “stereotipati” proprio per essere facilmente riconoscibili anche nei nostri colleghi o compagni. Personalmente a quale dei tuoi personaggi sei più affezionata?

Sono affezionata a tutti i personaggi nello stesso modo, perché sono nati tutti insieme nel soggiorno di casa mia, lasciando libero spazio alla fantasia creativa. Dovendo però sceglierne uno, citerei “l’Organizzatore”, perché, da grande ammiratrice della saga di Fantozzi, ho sempre adorato il personaggio di Filini e l’organizzatore, da un certo punto di vista, lo ricorda.

 

Cambiando argomento, parliamo di te, se dovessi usare un capitolo del tuo libro per descriverti ai nostri lettori dandoti un soprannome, cosa useresti e come ti racconteresti? Vai, questo spazio è per te.

Il soprannome che forse più mi si addice è RazionalSognatrice. Nel senso che appartengo alla categoria di persone che sognano sempre, su tutto, di tutto, ma che vivono la propria vita consci del fatto che sognare è bello fintanto che non ci si aspetta niente. Il motto è Gioire di tutto quello che arriva senza aspettarselo o pretenderlo. Forse per paura di soffrire, o rimanere delusi i razionalsognatori peccano di eccessiva umiltà e poca intraprendenza, ma è difficile che volando basso ci si possa fare tanto male!

 

Ho notato che in pochi hanno questo libro nelle biblioteche di anobii, come mai? Non è stata fatta un’adeguata campagna pubblicitaria? Come ti sei trovata con la casa editrice Edigiò?

I piccoli editori sono gli unici che consentono a scrittori sconosciuti come me di pubblicare i propri scritti. Sono molto contenta del lavoro dell’editore Edigiò, che mi ha offerto questa opportunità, sobbarcandosene tutti i costi che, altrimenti, non avrei potuto sostenere. E’ chiaro che la potenzialità di un piccolo editore è sicuramente inferiore rispetto a chi ha gli strumenti e i mezzi necessari per promuovere a tappeto un nuovo libro. Io stessa, impegnata quotidianamente con il mio lavoro, non avrei né il tempo né l’occasione di partecipare ad una campagna promozionale del mio libro. Ma la gioia di ricevere una totale approvazione da chi decide di pubblicarti, anche senza la luce della ribalta, è impagabile.

 

Dopo questo romanzo, hai altri progetti letterari?

Continuo a scrivere, sperando di continuare ad ottenere consensi. E poi, come tutti, ho un sogno nel cassetto: quello che un giorno, un mio libro venga apprezzato da un regista italiano disposto a trasformarlo in un film. Fino a prova contraria i sogni sono gratis… Il giorno che tasseranno anche quelli, sarò rovinata!

 

 

E’ proprio vero, il giorno in cui ci tasseranno anche i sogni saremo tutti sul lastrico! Ringrazio Barbara per la sua gentilezza, simpatia e disponibilità, e rinnovo il ringraziamento di Pensorosa alla casa editrice Edigiò per aver voluto aderire alla nostra iniziativa lanciando questa nuova autrice! Potete acquistare “la catena alimentare” tramite il catalogo online della casa editrice www.edigiò.it oppure ordinandolo in una qualsiasi libreria ben fornita.

 

 

 

Flavia Pellegrino