{Nuove Voci Letterarie} La bambola di Vetro

La bambola di VetroIn un’intervista rilasciata a La Repubblica delle Donne, lo scrittore olandese Karel van Loon ha affermato: “Il fatto è che non sappiamo niente della persona che amiamo, ma tendiamo a ricordare le storie passate come le migliori della nostra vita”. Una buona chiave di lettura per questo romanzo fantasy. Sembra di essere in un microcosmo delicato e sottile come una ragnatela. Dove i luoghi descritti sono ovattati in una irreale atmosfera.

 

 

 

Tutto ha inizio con un viaggio per cercare quel qualcosa che non si possiede. Un giovane ricerca avventure, ma diventa una pedina della scacchiera che farà muovere l’intrigato gioco della vita di un anziano scrittore.
I loro dialoghi nel presente sono una scusa per raccontare la storia del passato. E, di volta in volta, ramificazioni del passato di ciascun personaggio.
Un punto di non ritorno, verso cui tenere fisso lo sguardo per scoprire il dolore degli uomini di fronte ad eventi più grandi di loro…

 

Oggi parliamo di La bambola di vetro, pubblicato dalla Montedit nel 2007, romanzo d’esordio di Teresa De Gaetano, già autrice di antologie di racconti come “bubble bubble! Dodici racconti” e “Conchiglia…e altri racconti”.

In effetti non esiste una quarta di copertina e quello che avete letto in corsivo non è altro che la prefazione ed introduzione al romanzo.

Reinhold Kyd è un ventenne alla ricerca di avventure, e per un gioco del destino si troverà a scoprire che è lui stesso un’avventura in quanto è un cavaliere di Kronos, il cavaliere del passato, incaricato di tornare nel passato e rivivere le stesse storie fino a quando i sentimenti non torneranno ad equilibrarsi, fino a quando l’equilibrio fra odio ed amore verrà restaurato. Insieme a Reynold troviamo Samantha guerriera di Kronos del presente, Latakia, guerriera del futuro, un fantomatico Meinecke ed l’anziano scrittore Thomas. Tutti intrecciati alla vita di Virginia, la bambola di vetro, e del conte di Horgan.

Vi è mai capitato di svegliarvi la mattina e passare mezz’ora, mentre bevete il caffè e fate colazione, cercando di dare un senso logico al vostro sogno, in cui vi è apparso il bianconiglio di Alice nel paese dell Meraviglie che di fretta nuotava nell’oceano mentre al suo fianco sfrecciava Luna Rossa che andava più veloce della Ferrari di Schumaker che, si, è un gran bell’uomo, ma non può essere paragonabile a George Clooney e no Martini no Party? Insomma per quale motivo il bianconiglio andava così di fretta, se non c’era il Martini la festa non si poteva fare comunque… o no?

Beh non mi vergogno a dire che questo libro mi ha lasciato la stessa sensazione addosso, lo stile onirico, poetico rende confusa la lettura, e molti intrecci originali della trama avrebbero probabilmente avuto diritto ad un maggior respiro.

Mi è sembrato di leggere un libro di Baricco (ed a questo punto a seconda del proprio gusto letterario, potete considerare questa mia affermazione come una critica o un elogio all’autrice) in cui nella confusione creata dallo stile letterario, si finisce di leggere il libro e tutto rimane sospeso nell’aria, come uns sottile nube formata dai personaggi, le loro emozioni, le loro vicende, tutte lì impalpabili e oniriche.

Probabilmente anche “La bambola di Vetro” come per Alessandro Baricco o lo si odia o lo si ama.

C’è sicuramente da notare l’originalità della trama e lo stile senza dubbio particolare e ben strutturato, che non rende l’opera etichettabile semplicemente come “romanzo” ma la svincola da ogni tipo di cataloghizzazione, aperta a tutte le interpretazioni che la sensibilità di ogni lettore riuscirà a darle.

Senza attardarmi oltre, vi lascio subito all’intervista con l’autrice.

 

Ciao Teresa, grazie per aver aderito all’iniziativa di Pensorosa, innanzi tutto, raccontaci un po’: come nasce “La bambola di vetro”? Un sogno, un film, un libro…

“La bambola di vetro” nasce dalla mia passione per la lettura e in particolar modo per Oscar Wilde. Quando ho iniziato ad avere l’idea di scrivere questo libro stavo leggendo “Il fantasma di Canterville”. La storia del castello, di Virginia, sono proprio nate leggendo questo libriccino. Correva l’anno 1985. Poi, ho accantonato l’idea, annotandola in un foglio, e così l’ho ripresa solo quando stavo scrivendo il mio primo libro di racconti (Bubble, Bubble! Dodici racconti). Volevo infatti inserire questo lungo racconto nella raccolta. Ma poi mi sono resa conto che comunque i racconti presenti già la completavano e così ho deciso di pubblicare a parte la storia.

 

I nomi che vengono scelti dall’autore per ogni singolo personaggio riflettono sempre qualcosa che è nel suo pensiero, un’idea, un’immagine, dunque come mai la scelta di questi nomi tanto particolari come “Reinhold Kyd” “latakia”?

Una mia caratteristica è che mi piacciano i nomi un po’ strani, ed è per questo motivo che li scelgo per tutti i miei personaggi. Forse per un’esigenza di originalità del personaggio, quindi per renderlo unico agli occhi di chi legge. Credo, infatti, che sia difficile trovare in letteratura un altro personaggio con un nome simile: Latakìa.

 

Chi si nasconde dietro “Virginia”? Come nasce il suo personaggio, attorno al quale poi tutta la storia ruota?

Virginia simboleggia la bellezza. Secondo il concetto più classico, in filosofia, la bellezza è sinonimo di bontà (καλόϛ και αγαθόσ dal greco), cioè chi è bello è necessariamente buono. Ho ribaltato un po’ questo concetto così elementare ponendomi come urgenza l’altro aspetto della bellezza, cioè se chi è bello e amato è anche malvagio? Perché attorno a tutto il libro ruota una domanda esistenziale: quanto bene e quanto male è presente in ognuno di noi? La risposta non tarda ad arrivare. Nel dialogo tra il vecchio Thomas e il giovane Charles emerge infatti a chiare lettere la risposta: in egual misura, grazie al libero arbitrio. Infatti, lo stesso Thomas, il personaggio cattivo, prova un po’ di rimorso anche lui per quel che sta facendo. Il personaggio di Virginia, in realtà, non è proprio in primo piano. Più che altro lo sono i suoi sentimenti, quello che ha provato e quello che provano gli altri nei suoi confronti. Sentimenti che rivive il povero Reinhold su di sé essendo il guerriero di Kronos del passato. Quindi, malinconia, rammarico, senso di colpa: Virginia rappresenta tutto questo e molto di più.

 

Parliamo un po’ di te, chi è Teresa De Gaetano?

Amo moltissimo scrivere e leggere libri. Sono giornalista pubblicista dal 2004. Ho scritto tre libri (due di racconti “Bubble, Bubble, Dodici racconti” e “Conchiglia… e altri racconti” e un breve romanzo fantasy, “La bambola di vetro”) ed ho viaggiato molto. Amo la Moda, fare fotografie, i gatti, il pattinaggio sul ghiaccio. Mi piace stare in compagnia dei miei amici, ascoltare musica . Il mio sogno del cassetto è diventare una  brava scrittrice e spero tanto che si avveri!

 

Quali sono i tuoi autori e le tue letture preferite?

Personalmente non mi chiudo a nessun genere letterario. Sono molto curiosa e, quindi, amo leggere un po’ tutti i generi. Anche se i gialli e i thriller non li amo molto, leggo tutto, soprattutto per ora fantasy. Ma non disdegno di leggere (anzi ne sono appassionata) romanzi rosa (che tra l’altro scrivo). Comunque, i miei autori preferiti sono: Jean Paul Sartre, Fedor Dostevskij e Oscar Wilde.

 

Qual è stata la tua esperienza editoriale, per rendere “La bambola di vetro” un “Libro Vero”?

Mah! Avevo già provato a pubblicare con la Montedit e siccome mi ero trovata davvero molto bene, ho deciso di riconfermarla per il mio libro. Spero comunque di trovare adesso un nuovo editore per “La sabbia delle streghe”, la mia saga fantasy. Vorrei questa volta fare una cosa che non ho fatto per il primo: presentarlo nelle città e nelle varie librerie. Credo, infatti, che il contatto con il pubblico sia fondamentale per stabilire un rapporto tra chi compra e legge il libro e chi lo scrive. Spero di realizzare questo mio piccolo sogno, nel frattempo incrocio le dita!

 

Hai un nuovo progetto, un sogno nel cassetto? Ti va di condividerlo con noi?

Sto attualmente lavorando al secondo e al decimo libro della mia saga fantasy, “La sabbia delle streghe”. E’ ovvio che non posso svelare tutto per non rovinare la sorpresa. Però posso svelare, solo per i lettori di Pensorosa, che per quanto riguarda il secondo libro della saga attorno alla trama principale ruoteranno altre due storie che si innestano con quella principale, rendendo questo libro un po’ più complesso del primo. In particolare, ci sarà un principe di un altro regno che cercherà la principessa Primrose insieme al suo servo per trovare una cura per la sua figlioletta. Si scoprirà dopo perché è importante salvarla, mentre altri tre personaggi si metteranno in viaggio per portare alla principessa qualcosa. Nel filone principale della storia, protagonista indiscussa sempre Primrose, la principessa che si conosce nel primo libro (già scritto). Comunque, per anticipazioni sulla saga ecco il link al blog ufficiale: http://lacrimedicristallo.blogspot.com/. Se avete anche voi un blogspot seguitemi come lettori fissi!!! Vi aspetto numerosi…

Oppure se volete seguire la mia “avventura” di aspirante scrittrice… Il diario di Teresa, ecco il link: http://ildiarioditeresa.wordpress.com/

Ringrazio Pensorosa per la bella intervista e spero di tornare presto per raccontarvi tutto sul nuovo libro (La sabbia delle streghe – La leggenda di Primorse). Alla prossima!

 

 

Ed a me non resta che ringraziare Teresa per la sua gentile disponibilità ed augurarle in bocca al lupo per i suoi prossimi lavori, ed invitare tutti i nostri lettori a seguirci anche la prossima settimana per una storia “squisitamente” al femminile!

 

Flavia Pellegrino