{Nuove Voci Letterarie} Il silenzio Perfetto

il silenzio perfetto“Da un certo punto della vita in poi avevo avuta ben chiara in mente la strada da seguire in tutte le situazioni, anche perché ero stata molto attenta a pianificare qualsiasi cosa. Gli imprevisti li avevo ignorati, accantonati o addirittura distrutti, procedendo come un carro armato verso… verso cosa?

“Sulla sua strada Ginevra incontra infine imprevisti troppo grandi da aggirare: la scomparsa del fratello e un nuovo amore, un dolore troppo forte e una passione così intensa che sembra impossibile da credere reale. Divisa tra la tentazione di lasciarsi andare e la volontà di reagire, deve trovare comunque la forza di affrontarli e di riprendere a vivere. Una storia che racconta il dolore con leggerezza e coraggio, avvolgendolo con le parole fino a relegarlo entro un “silenzio perfetto”.

 

Il Silenzio Perfetto, pubblicato dalla casa editrice Intermezzi, è il romanzo d’esordio di Ilaria Mazzeo, già autrice di alcuni racconti pubblicati in due antologie del collettivo Scrittori Sommersi.

Il romanzo, di appena 122 pagine, è un romanzo breve che si legge rapidamente in poco meno di un pomeriggio, ma che lascia una traccia interna per molto di più. L’unica protagonista è Ginevra che, accompagnata da una serie di “comparse”, si ritrova a percorrere una strada interiore emotivamente forte, una strada che deve percorrere da sola e con le proprie forze deve riuscire a superare arrivando all’agognata meta della pace interiore.

Nel forte dolore per la scomparsa e poi la morte del fratello Giorgio, Ginevra trova un po’ di conforto nel grande amore con Gianluca, un amore illegale, un amore ( seppur sbocciato e descritto in pochissime pagine ) da sogno che come tutti i sogni è destinato a svanire al risveglio, lasciando nel cuore un unico bel ricordo.

Il dolore per la morte di Giorgio è invece più che reale, in circostanze a me personalmente dolorosamente note, un dolore con cui si impara a convivere ed è impossibile dimenticare, solo quando Ginevra riuscirà a comprendere questa atroce verità potrà finalmente ritrovare sé stessa e riprendere in mano le redini della propria esistenza.

Il silenzio perfetto è un romanzo breve che ti trascina rapidamente nel vortice del dolore per poi adagiarti, come un’ onda leggera, sulla superficie del lieto fine. Il romanzo è talmente breve, che fortunatamente ti permette solo di cogliere la superficie della profondità insondabile del dolore, fisiologicamente nato dalle vicende di Ginevra, per cui il lettore riesce a non affogare nella profonda angoscia di un lungo naufragio, ma riesce ad emergere rapidamente tirando un sospiro di sollievo al lieto fine.

Ma il lieto fine è davvero così lieto? Fino a qualche anno fa non l’avrei definito così, fino a qualche anno fa avrei preteso il ritorno del principe azzurro sul cavallo bianco, per salvare l’eroina.

Ginevra non ha bisogno di un “salvatore” né di un “Principe”, e nelle ultime pagine si rivela la vera forza di questo romanzo: Ginevra è reale, è una donna vera, come la nostra vicina di casa o la nostra collega. Affronta la propria vita, il dolore inconsolabile e la passione travolgente, ma riesce a tornare con i piedi per terra, riprende in mano il timone e con coraggio torna a guidare la propria esistenza da unica vera protagonista.

 

Tramite la gentilissima redattrice della casa editrice Intermezzi, Chiara Fattori, sono riuscita ad entrare in contatto con Ilaria Mazzeo ed a porle qualche domanda.

 

Ciao Ilaria, grazie per aver voluto partecipare alla nuova iniziativa di Pensorosa, per prima cosa vorrei sapere da dove è nato questo romanzo? Un’idea, un sogno, un’esperienza personale o di chi ti è vicino?

Il romanzo è nato dall’esigenza di elaborare e superare alcune sofferenze personali; tuttavia la storia non è in alcun modo autobiografica. Mi ero posta come obiettivo quello di esplorare il tema del dolore, ed ho scelto di far vivere a Ginevra, la mia protagonista, alcune situazioni che mi avrebbero permesso di affrontare questo argomento sotto diversi aspetti.

 

Mi sono permessa di dare un’interpretazione al titolo, ma io ho una fantasia eccessiva e non vorrei aver preso una cantonata, dunque risolvi il mio dilemma, perché questo titolo: “il silenzio perfetto”?

Le interpretazioni che i lettori danno sono comunque valide e degne di rispetto, comunque nelle mie intenzioni “Il silenzio perfetto” è quello che ognuno di noi trova dentro di sé quando riesce a superare esperienze difficili e a trovare un po’ di pace interiore, un percorso che anche la protagonista del romanzo tenta di intraprendere.

 

Quando è stato presentato l’avvocato Mancuso, sinceramente avevo intuito tutto l’intrallazzo amoroso, compresa la triste fine della loro storia, come mai hai deciso di aggiungere una nuova sofferenza a Ginevra già per altro distrutta?

Come ho detto prima, m’interessava parlare di diversi tipi di dolore, quindi ovviamente non poteva mancare quello derivante da una storia d’amore tormentata e difficile. Purtroppo accade spesso anche nella realtà di essere sottoposti a prove molto dure a breve distanza di tempo l’una dall’altra. Credo che chi si stupisce delle tante “disgrazie” che capitano alla mia protagonista sia molto fortunato, perché evidentemente ha sofferto poco nella sua vita.

 

Ho apprezzato la brevità di questo romanzo, perché altrimenti, come già scritto, temo sarei affogata nel dolore della protagonista e poi lo Xanax avrebbero dovuto prescriverlo a me, eppure ho letto che molte critiche che ti sono state mosse riguardano proprio questa brevità, tacciata un po’ per “superficialità”. Vuoi dire qualcosa in proposito? Spiegare il perché della tua scelta di un romanzo breve?

Essendo il mio primo romanzo, scrivere di più avrebbe potuto costituire un rischio dal punto di vista della tenuta della trama, e poi ho ritenuto di aver raccontato la mia storia nelle 120 pagine del libro, e di non avere granché da aggiungervi senza temere di incorrere nell’orribile effetto “brodo allungato”. Non credo, comunque, che un numero di pagine ridotto sia sinonimo di superficialità; chi non ha apprezzato il romanzo, probabilmente, non lo avrebbe amato neanche se fosse stato lungo 500 pagine.

 

Hai progetti per il futuro? Un nuovo romanzo, una collana di racconti ( ho visto che ne hai già pubblicati due ) o qualcos’altro?

Al momento sto scrivendo racconti, alcuni dei quali compaiono poi su riviste letterarie on line (Fuorilemura.it, Terranullius.it) e blog collettivi (Scrittori Precari, Sette Per Uno). Appena possibile inizierò il mio secondo romanzo, che sarà molto diverso da questo, dato che sicuramente cercherò di sviluppare ulteriormente la vena ironica della mia scrittura. Si tratterà, comunque, di una storia “al femminile”, perché le donne non sono mai abbastanza raccontate! Poi, continuo a recensire libri di esordienti per il sito del collettivo di scrittura di cui faccio parte da più di due anni, Scrittori Sommersi.

 

 

Per ulteriori informazioni o acquisti del romanzo di Ilaria Mazzeo è possibile contattare la casa editrice www.intermezzieditore.it , che colgo l’occasione per ringraziare per la disponibilità e la collaborazione.

 

 

Flavia Pellegrino