{Nuove Voci Letterarie} Il nettare degli Dei

il nettare degli dei

Alla morte del padre, Julia è costretta a tornare a casa, nella bellissima tenuta vinicola di Magnolia Manor, dopo un lungo periodo trascorso a Londra come moglie di un vecchio duca, scomparso a pochi anni dal matrimonio. Ad accoglierla nella casa paterna troverà l’odiata matrigna ed il di lei figlio, il rude Kyle Kendricks, sovrintendente della tenuta. Inizierà così un’aspra battaglia per l’eredità ed il possesso dei vigneti, tra vecchi e mai sopiti rancori, improbabili alleati e nemici dichiarati. Riuscirà Julia a mantenere la sua eredità ed a riconoscere l’amore negli occhi di chi riteneva un nemico giurato?

Come avrete capito, oggi parliamo di un romanzo nettamente rosa, abbiamo con noi Angela Dionne, autrice de “Il nettare degli Dei”, edito dalla casa editrice Edigiò nel 2010 nella collana “le giraffe”.

Basta leggere la quarta di copertina per capire che ci troviamo davanti ad un romance, e Il nettare degli Dei non tradisce queste aspettative. Ambientato nella California di fine ‘800, Il nettare degli Dei presenta tutti i canoni tipici di un romance, dalla bella ed indomita protagonista, pronta a tutto pur di difendere quello che ritiene appartenerle di diritti, con cicatrici mai guarite che nasconde sotto una studiata freddezza, al bello e tenebroso protagonista maschile che dietro lo sguardo ed il comportamento strafottente cela un cuore tenero e innamorato, il tutto condito con intrighi, invidie, falsità velenose e verità mai dette, in un cocktail che come tutti i buoni romance mantiene il lettore incollato alle pagine fino all’immancabile lieto fine.

Non traggano in inganno queste mie parole il lettore, poiché, nonostante i canoni ci siano tutti, gli amanti del genere non potranno non apprezzare Il nettare degli Dei dalla prima all’ultima pagina. Infondo è proprio questa la magia del romance: nonostante gli stereotipi, nonostante le apparenti banalità ed apparenti ugualianze; tutti più o meno, in base alle capacità dell’autrice, tengono con il fiato sospeso e sono capaci di far emozionare il lettore. E cosa c’è di meglio di un libro capace di suscitare emozioni?

Lo stile della Dionne, salvo qualche periodo o frase strutturati con accurato studio, tanto da sembrare costruiti con il dizionario, scorre rapido e fluido con un giusto alternarsi di belle descrizioni e di dialoghi incalzanti e mai scontati.

Angela Dionne

Benvenuta nella rubrica di Pensorosa Angela, per prima cosa pongo sempre la stessa domanda, sarò ripetitiva ma trovo che ogni romanzo abbia una storia tutta da scoprire, quindi ti va di raccontarci come nasce“Il nettare degli Dei”?
Nasce dalla voglia di cimentarsi in una forma di scrittura diversa, dopo aver provato quella cinematografica. E’ stato un esperimento, in verità. Trama, intreccio e personaggi sono stati solo uno strumento, frutto di pura fantasia, della mia sperimentazione.

Quali sono i tuoi autori/autrici preferiti? Che libri ci consigliersti?

E’ un po’ come per gli abiti,esiste un libro adatto ad ogni occasione, dipende dal nostro stato d’animo. Per evadere dal grigiore della realtà quotidiana non c’è nulla di meglio di un bel romanzo d’amore, come quelli di Kathleen Woodiwiss, Lisa Kleypas o Brenda Joyce. Per sorridere ed azionare qualche neurone cerebrale mi butto su Andrea Camilleri, che adoro (“La concessione del telefono” e “Il birraio di Preston” sono fantastici). Se, infine, è la pura delizia che si cerca, ma anche il masochismo per un aspirante scrittore, non c’è nulla di meglio dei classici di Manzoni, Verga o Pirandello. Ancora oggi non ho trovato un’opera che sia perfetta quanto “I promessi sposi” o “I Malavoglia”. L’unico difetto di questi capolavori è che ti costringono a leggerli a scuola, quando invece ci si dovrebbe avvicinare ad essi solo per scelta.

Sei già autrice di due sceneggiature e di un altro romanzo, saresti capace di eleggere la tua opera preferita? Perchè?

Nessuna delle tre. Scrivere è come vivere una storia d’amore, l’attuale è sempre migliore delle precedenti. In questo momento sono innamorata di ciò che sto scrivendo ora. Poi, quando avrò finito e sarò pronta ad una nuova storia, dimenticherò la precedente.

E’ diverso scrivere una sceneggiatura o un romanzo? Ti va di raccontarci le due esperienze?

Scrivendo una sceneggiatura non puoi dimenticare che ciò che scrivi deve essere raccontato per immagini, quindi i personaggi non possono raccontare le loro emozioni, ma devi far loro compiere un gesto o un’azione che dimostri ciò che sentono e ciò che sono, come e meglio delle parole. Sceneggiare è scrivere con gli occhi, questa è l’unica vera difficoltà. Scrivere un romanzo è del tutto diverso, e non solo perchè non puoi spezzare il racconto in scene. E’ olto più coinvolgente, perchè è sempre un viaggio nell’anima, dei personaggi ma anche dell’autore stesso.

Che consigli daresti a un’aspirante scrittrice?

Non sono tanto arrogante da credere di poter dare consigli ad alcuno. Se si sente il bisogno di raccontare una storia, bisogna farlo e basta. Senza dare ascolto a nessun altro se non a se stessi.

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

Riuscire a scrivere una storia da poter amare anche quando ho finito di scriverla, e che, magari, riesca a superare la prova del tempo. Ma questo è davvero un sogno.


Che noi ti auguriamo di realizzare, infondo un mondo senza sogni, che mondo sarebbe? Il nettare degli Dei è acquistabile tramite il catalogo online della casa editrice Edigiò, in molte librerie online, come Feltrinelli o Ibs e non dimenticate di chiederlo alla vostra libreria di fiducia… potrebbe essere arrivato anche lì!

 

Flavia Pellegrino

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