{Nuove Voci Letterarie} Ghiacciolo alla Nutella

ghiacciolo alla nutellaMarianna, una giovane donna siciliana come tante altre forse, colta ma molto insicura, una “single pasticciona”, è la protagonista di una storia che si potrebbe definire “generazionale” per frequenti riferimenti ase contesti quotidiani, dalla moda al gusto corrente, fino all’adozione di modi espressivi tipici, che strizzano maliziosamente l’occhio all’attualità in modo tanto esclusivo che questa vicenda non potrebbe essere narrata in altro modo che così…

 

 

 

Ghiacciolo con Nutella è il romanzo d’esordio di Silvia Scibilia, pubblicato nel 2008 dalla casa editrice Il Filo.

Marianna Fonte è una donna come altre, forse apparentemente “scialba” o indegna di particolari attenzioni, forse senza grandi qualità e doti, forse una semplice e “scontata” baby-sitter ed insegnate del doposcuola. Quanti forse… come nella vita normale, quando accompagnando i bambini all’asilo o imbattendoci nell’impiegata del Mac Donald capita di fantasticare sulla vita altrui riempiendo di “Forse” i nostri pensieri, ma Marianna come tante altre è molto più di un “forse” ed è molto più che un semplice “apparentemente”. Attraverso il romanzo delle Scibilia scopriamo Marianna ed un po’ tutte le donne insicure che come il brutto anatroccolo imparano a guardarsi nello specchio e scoprirsi Cigni. Attenzione però, non cigni per il gusto degli altri, ma cigni per sé stessi. Solo quando Marianna impara a guardarsi allo specchio e scoprire nel suo piumaggio l’incantevole cigno, riuscirà a prendere le redini della propria vita e le chiavi della propria felicità. Marianna è il “ghiacciolo” che impara a sciogliersi, ma andiamo a scoprire chi è la “Nutella”. La Nutella è Marco, aitante medico in carriera, innamorato, passionale, geloso al limite del maniaco, solare, infantile, spigliato e con grandi abilità amatorie. Ebbene si, dobbiamo dire la verità, Marco è l’uomo che tutte le donne vorrebbero, o meglio è il “bambolo” che tutte le donne vorrebbero per riaccendere un po’ di passione nei propri letti, ma non per sposarlo e condividere con lui una relazione fuori dalle lenzuola. Il romanzo infatti, o per meglio dire, la storia d’amore fra Marco e Marianna si snoda quasi esclusivamente a letto ( o in posti simili), sembra che per la loro coppia l’intimità sia l’unico modo per conoscersi, apprezzarsi, stimarsi, litigare e crescere insieme, e se in concreto non vivono in rapporto intimo comunque ne approfittano per parlare di rapporti e lanciarsi doppi sensi maliziosi. L’impressione che ho avuto è che effettivamente la relazione fra i due sia basata unicamente sull’intimità senza un qualche altro interesse che ne possa alimentare il sentimento. Marianna stessa in alcune occasioni descrive gli “amori-intimità” come qualcosa che non può durare perchè non costruiti su basi solide, ma nell’analizzare così “razionalmente” i legami di coppia, non si rende conto che il suo è il primo in esame. Mi viene in mente un esempio che in altre circostanze ho sentito, ci si riferiva ai gusti alimentari assurdi: “se il cornetto con la panna è buono, e se il wrustel con i crauti è buono, allora il cornetto con la panna, i wrustel ed i crauti sarà buonissimo!” Questo è il classico esempio in cui 2 + 2 non fa 4. Ci sarebbe da domandarsi… “se il ghiacciolo è buono, la nutella è buona, il ghiacciolo con la nutella sarà veramente buonissimo?”

Marianna è un personaggio affascinante, simpatica, stimolante, a volte “troppo perfettina” per essere una “insicura”, contraddittoria ma soprattutto vera. E’ una donna che potresti incontrare passeggiando per strada, è la donna che vuole schiudere le proprie ali e con determinazione e qualche incoraggiamento trova la forza di farlo. Un po’ meno ho apprezzato gli altri personaggi descritti, le amiche seppur simpatiche e divertenti, rimangono personaggi secondari, comparse da far apparire a seconda della necessità, ora sono Clown per “abbassare la tensione e risollevare gli animi” ora sono “i saggi” pronte a dispensare perle di saggezza per riportare su i giusti binari la narrazione. Marco è un personaggio così particolare che non saprei descriverlo, è pieno di difetti, e questo gioca a suo favore rendendolo reale, ma al tempo stesso è talmente contraddittorio ed “insopportabile” caratterialmente che mi auguro quasi non ne esista uno in carne ed ossa. Tutti gli altri e numerosi personaggi rimangono in ombra come semplice scenografia. Logicamente non ci si può aspettare che tutti i personaggi intervengano e risultino vivi e reali in un romanzo, ma forse al lettore sarebbe piaciuto approfondire qualche conoscenza in più.

E’ un romanzo piacevole che si legge in breve tempo, e lascia un sapore agrodolce nel chiudere l’ultima pagina. Fortunatamente l’autrice ha scritto il seguito, dal titolo “Odio amare” , di cui parleremo prossimamente in questa rubrica, che non vedo davvero l’ora di leggere.

I miei complimenti a Silvia Scibilia perchè per essere un’autrice esordiente ha tutte le carte in regola per migliorarsi ed esplodere in un prossimo grande successo letterario. Non aggiungo altro e lascio invece un po’ la parola a questa autrice, che gentilmente mi ha concesso una breve intervista.

 

silvia scibilliaCiao Silvia, grazie per aver collaborato con Pensorosa, la mia prima domanda è sempre la stessa, ma mi piace ogni volta scoprire come nascono i romanzi, quindi anche a te… come nasce “ghiacciolo con nutella”?

Ghiacciolo con Nutella nasce da un insieme di esperienze, quella di educatrice perché da sempre volevo condividere gli strafalcioni più divertenti dei miei ragazzi e quella di amica di diverse ragazze che in quel momento vivevano un momento di anoressia sentimentale.

 

Come mai il titolo “ghiacciolo con nutella”? Credo che ogni lettore abbia dato la sua personale interpretazione ma mi piacerebbe sapere il parere dell’autrice.

Ghiacciolo con nutella è l’incontro di due anime diverse, quella apparentemente razionale di Marianna e l’anima calda e avvolgente di Marco.

A chi ti sei ispirata per descrivere i personaggi? Le amiche di Marianna mi hanno fatto sorridere ricordandomi le mie tre più care amiche, anche tu hai delle “copie” originali a cui come Marianna sei legata?

Il romanzo è dedicato a mia sorella minore, sempre alla ricerca del ragazzo perfetto per lei, le amiche rappresentano delle diversità caratteriali facilmente riscontrabili nella realtà, come Giulia l’amica sincera dal carattere vulcanico oppure Mariella, dolce e disponibile.

 

A quale personaggio sei più legata, escludendo ovviamente la protagonista?

Alessandra, senza dubbio. È l’amica che tutte noi vorremmo accanto grazie alla capacità di focalizzare il cuore del problema e di darci il consiglio più saggio.

 

Perdonami se la domanda è personale, ma c’è qualcosa di autobiografico in questo romanzo?

Può sembrare un luogo comune ma è la realtà, in ogni romanzo c’è qualcosa di autobiografico. Nel mio ci sono gli errori divertenti dei miei alunni, qualche immagine buffa come l’imbarazzo di trovarsi al pronto soccorso con della lingerie inadatta, c’è l’incipit di Occasioni perdute (il romanzo scritto da Marianna), c’è il senso di rinascita di Claudia nell’epilogo. Ghiacciolo con Nutella è stato importante per la mia vita personale perché mi ha dato la possibilità di capire che potevo essere qualcosa di più che una casalinga e una madre.

 

Leggendo il tuo romanzo più di una volta mi sono trovata davanti a dei nuovi spunti narrativi, ad esempio la relazione di Alessandra con Gianni, il “Tipo di Mariella” o altri avvenimenti che mi hanno fatto immaginare un seguito, ma poi non sono stati ripresi. Come scrittrice capisco che a volte la nostra mente va da una parte immaginando e tracciando sentieri, ma poi i personaggi ci guidano verso strade nuove che non avevamo neanche immaginato di percorrere. Da qui la mia domanda, quanti episodi avevi “pensato” e non sei riuscita a scrivere? Troveranno un posto nel prossimo libro?

Sì, in Odio amare, nel sequel i personaggi secondari diventeranno centrali nella narrazione al punto da interferire nel rapporto tra Marianna e Marco.

 

Come è iniziata la tua passione per la scrittura?

È sempre stata parte di me, a volte l’ho messa da parte presa da altri impegni, adesso fa parte integrante della mia vita. Non posso fare a meno di scrivere altrimenti non mi sento completa. Non posso fare a meno di leggere allo stesso tempo. Credo che la lettura sia fondamentale per uno scrittore, non solo per la formazione del suo stile ma per dargli una visione della vita aperta al mondo, alla libertà di pensiero.

 

La rubrica ha la funzione anche di supportare le giovani autrici nel loro cammino letterario, ti va di aiutarci, consigliando quelli che secondo te sono i punti fondamentali per “Cercare” di scrivere un buon romanzo, punti che magari si danno per scontati ma che invece si rivelano importantissimi?
È evidente che Ghiacciolo con Nutella è stato scritto di getto e l’occhio di un lettore raffinato è in grado di cogliere le ingenuità stilistiche presenti nel romanzo. Da allora ho cercato di raffinare il mio stile e dalle impressioni dei lettori-cavia posso affermare di essere sulla buona strada. Per me è fondamentale la motivazione che spinge a scrivere un racconto, infatti cerco di raccontare delle storie che pur divertendo spingano alla riflessione. È importante avere un’idea chiara dei personaggi, di chi sono e che cosa hanno fatto prima di approdare alla nostra storia. Bisogna farli vivere come se fossero reali, in modo che diventino i nostri migliori amici o nemici, dedicare a loro ogni attimo libero del nostro pensiero affinché che non si allontanino da noi quando non si ha la possibilità di scrivere. È molto triste lasciarli quando si finisce il romanzo, questa è l’altra faccia della medaglia.


Come hai conosciuto la casa editrice il Filo? Come ti sei trovata? Il tuo secondo romanzo è pubblicato da un’altra casa editrice, come mai?

Ho conosciuto il Filo on-line e non è stata una esperienza positiva. Ormai è noto che si tratta di un’auto-pubblicazione che comporta l’acquisto di un ingente numero di copie, che sono riuscita a vendere nonostante fossi all’esordio. Quello che non mi ha convinto è il totale disinteresse della casa editrice dopo la pubblicazione. Al contrario mi sono trovata bene con la 0111, sia grazie alla collaborazione delle amiche Samanta Catastini e Cristina Contilli della Collana Rosso Cuore, sia per la trasparenza e la professionalità della redazione della 0111. Il problema delle case editrici è molto serio e aprirebbe una discussione senza fine. Allo stato attuale il problema più grande per uno scrittore che non ha un’agenzia letteraria alle spalle non è farsi pubblicare ma farsi leggere. Io stessa mi ritrovo con un’opera di qualità nettamente superiore rispetto a quelle pubblicate e con nessuno che voglia leggerla perché sommerso da montagne di materiale. È frustrante, credimi. Nonostante ciò continuo a scrivere e non demordo. Ho tutte le intenzioni di dare l’occasione a Pensorosa e agli altri siti specializzati di scrivere ancora su di me. In attesa di quel momento ti ringrazio per lo spazio che mi hai dedicato.

 

Nella copia che ho ricevuto per leggere “ghiacciolo con nutella” ho notato che ci sono diverse annotazioni a matita, è prevista una nuova ristampa? Se si con quale casa editrice?

Ghiacciolo con Nutella ha partecipato al concorso Chickcult per ARPANet del 2010 ed essendo arrivato in finale sarà pubblicato a giorni come e-book.

 

 

In attesa di poter leggere in questa rubrica l’articolo dedicato ad “odio amare” il sequel di “ghiacciolo con nutella” vi invito a curiosare nel blog (silylu.splinder.com ) di Silvia Scibilia.

 

Flavia Pellegrino