{Nuove Voci Letterarie} Aphelion

altSiamo nella New York del 1905. Dreamland è un gigantesco parco dei divertimenti che sorge a Coney Island. Tra le varie attrazioni, il parco ospita anche un Freak Show dove si esibiscono mostruosi fenomeni da baraccone, tenuti in gabbia. In una di queste gabbie c’è il vampiro Goran. Mostra i denti, agita il mantello e fa del suo meglio per spaventare gli spettatori. Ad assistere alla sua esibizione ci sono Emil e Ailis, due giovani vampiri.

 Quando la bella Ailis decide di liberare il prigioniero, scopre che Goran è un uomo affetto da un lieve ritardo mentale e che non sa nemmeno di essere un vampiro. È semplicemente una creatura sfortunata che ha imparato a recitare una parte, senza sapere perché. Commossa dall’animo gentile di Goran, Ailis decide di aiutarlo. Decisione che, come prevedibile, darà il via a una serie di problemi e difficoltà che avranno il duplice effetto di stravolgere e arricchire l’immortale esistenza di entrambi. Un romanzo in cui la vera protagonista è la notte. Una favola gotica in una New York d’altri tempi.

Aphelion è uno dei romanzi di Kristle Reed, autrice esordiente eppure con già parecchie opere all’attivo.

Quando ho visto la copertina volevo mettermi a piangere, non so voi ma io non sopporto più i vampiri, tanto più tutti quei diabetici vampiri adolescenziali che infestano tanto la letteratura quanto il grande schermo. Eppure il lavoro è lavoro, per cui ho pigramente dato una sbirciata alla quarta di copertina giusto per prepararmi al peggio, che mi sembrava davvero inevitabile, ed invece il piccolo trafiletto in quarta mi ha incuriosito, e così, mettendo al bando tutti gli altri impegni, letterari e non, mi sono immersa nella lettura di questo breve ma intenso romanzo.

Finalmente dei Vampiri con la V maiuscola, animaleschi, violenti, disgustosamente-splatter, in lotta contro il sole (e non perchè sbrilluccicano), in lotta per la propria sopravvivenza, assetati di sangue umano e non diete vegetariane, eppure vampiri umani, con le loro debolezze e le loro sofferenze.

L’ambientazione gotica avvolge sin dalle prime righe il lettore accompagnandolo per le strade di New York, le descrizioni sono talmente belle ed oculate che non stupitevi se chiudendo il libro avrete ancora nelle narici gli odori di una New York sudicia, sogno di tanti immigrati morti di fame. La bravura dell’autrice rende la città palpabile e viva agli occhi del lettore, così come crea dei personaggi a tutto tondo per i quali è impossibile non emozionarsi.

Un bellissimo romanzo gotico che consiglio vivamente a tutti di leggere, sia per riscoprire i Vampiri con la V maiuscola, ma soprattutto per scoprire una nuova autrice che merita in assoluto maggiore visibilità.

 

altCiao Kristle, grazie per aver partecipato alla nostra rubrica, la mia prima domanda è sempre la stessa, come nasce “Aphelion”?

Aphelion nasce dal nulla, come tutte le mie storie. Nel senso che non so spiegare come mai in un dato momento alcune trame e alcuni personaggi spuntano tra i miei pensieri e chiedono a gran voce di essere messi nero su bianco. Posso limitarmi a dire che un libro può nascere da una specie di flash, una scena che apre il tutto, che dà il via alle danze. Non era mia intenzione scrivere una storia di vampiri, perchè pensavo di non avere tra le mani del materiale originale. Poi ho avuto il fatidico flash di cui parlavo prima, ho visto con gli occhi della mente la prima scena che apre il libro, ho visto Goran, e ho capito che c’era qualcosa di speciale che meritava di essere raccontato.

 

Ho trovato bellissimo il personaggio di Goran, così originale per un racconto di vampiri, e così reale e tangibile, come nasce “Goran”?

Goran forse nasce dalla fragilità insita in ciascuno di noi, dalla sensazione di smarrimento e impotenza che ogni essere umano sperimenta, prima o poi. È tutto il contrario del classico vampiro, e questo fa di lui un non morto che canta fuori dal coro.

 

Ti va di spiegarci la scelta del titolo?

Ho scelto questo titolo perchè volevo far cantare fuori dal coro anche il titolo. Annoiata dai soliti titoli che si riferiscono alla notte, alla sera, alla fine del giorno, sono andata in controtendenza e ne ho scelto uno che parla del Sole. Aphelion è infatti un termine astronomico con cui viene chiamato il punto in cui la Terra si trova più lontano dal Sole, il che accade in piena estate. Trovo affascinante l’analogia con la lontananza tra i vampiri e il sole. Tra l’altro, la storia si svolge d’estate, quindi la
cosa calza a pennello.

 

Hai molti altri romanzi all’attivo, ed immagino parecchi altri nel cassetto, a quale sei più legata, e perchè?

Sono legata a tutte le mie storie, perchè ogni singola pagina è frutto di ore di lavoro intenso, di immedesimazione in ciascun personaggio, di disperazione quando le parole giuste non arrivano, di euforia e soddisfazione quando la scrittura scorre via che è una meraviglia.

 

In quali autori maggiormente ti rispecchi, quali sono i tuoi preferiti, quali ispirano il tuo stile narrativo?

Il mio autore preferito è Stephen King, sono cresciuta con i suoi libri, mi ha insegnato parecchi trucchi del mestiere. Se si leggono i suoi libri con occhio attento, c’è da imparare una vagonata di cose riguardo trama, ritmo, personaggi, ambientazioni. Contrariamente a quanto molti credono, non è uno scrittore horror, ma un’artista completo, capace di far sorridere, di commuovere, di far riflettere, di spaventare in modo intelligente, giocando con i mostri della mente, i più terribili. Ovviamente ho letto moltissimi altri autori, ma pochi hanno saputo suscitare in me una forte ammirazione. Mi vengono in mente Richard Matheson, John Steinbeck, James Clavell, Oscar Wilde, William Shakespeare. Bisogna leggere per imparare dai grandi e cercare di trovare la propria voce, il proprio stile.

 

Kristle Reed è uno pseudonimo, come mai hai deciso di usarne uno?

Ho scelto di usare uno pseudonimo anglofono per una questione di “musicalità”, perchè mi piace la lingua inglese e di conseguenza i suoni che vengono prodotti mentre la si parla. L’ho scelto per spiccare un pochino di più tra la marea di scrittori che cercano di emergere come me. Ultimo
motivo, l’ho scelto perchè tra le mie ambizioni c’è anche quella di sbarcare all’estero con i miei libri.

 

Possiamo conoscere chi c’è dietro Kristle Reed?

Dietro Kristle Reed c’è una persona che spera di avere il talento necessario per arrivare a vivere della sola scrittura. Sono una persona che può essere normalissima e stramba allo stesso tempo. Potrei definirmi camaleontica. Il fatto di essere sempre al lavoro sulle mie storie mi porta ad avere spesso la testa tra le nuvole. Per il resto, ho gli stessi pregi e gli stessi difetti di tante persone.

 

Come Kristle Reed hai altri progetti per il futuro? E Con il tuo vero nome conti di apparire mai nel mondo letterario?

Sto lavorando a due romanzi in contemporanea, non so decidermi a quale dedicare tutta la mia attenzione. Il mio nome vero resta sui documenti ufficiali, mentre sulla copertina delle mie creazioni apparirà sempre il nome di Kristle Reed.

 

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

Il mio sogno nel cassetto è sempre stato quello di potermi mantenere con la scrittura e smetterla di arrabattarmi in lavori poco gratificanti solo per portare a casa la pagnotta. È il sogno che illumina la mia vita, che mi fa respirare. D’altronde, cosa siamo senza sogni?

 

 

Kristle Reed la trovate su Anobii, dove avrete lapossibilità di leggere le recensioni ai suoi libri di tanti altri lettori, o nel suo blog http://kristlereed.blogspot.com/ . Per chi fosse interessato ad acquistare Aphelion o qualche altro libro di questa meritevole autrice, la può contattare direttamente al suo indirizzo di posta elettronica kristle.reed@libero.it.

Buona settimana e buone letture.

 

Flavia Pellegrino