{Nuove Voci Letterarie} All’aria di servizio fra bombe carramba e rock’n’roll

all'area di servizio fra bombe carramba e rock'n'roll

In “All’area di servizio fra bombe carramba e rock’n’roll”, Donatella Canepa coglie suqrci di emozioni, sensazioni, pensieri ed esperienze di vita raccolte ed immagazzinate lungo la strada. Ad accompagnare la ricerca della liberà interiore e la fuga dall’omologazione voluta dal sistema – “La diversità sarebbe la dimostrazione di avere un cervello scollegato dal vostro sistema binario” – sono un sottofondo di Rock’n’Roll e una chitarra che prende vita. Ne vengono fuori racconti mai banali, scritti con uno stile originale, sospesi in quello spazio indefinibile tra il reale e il surreale, il ricordo e la riflessione.

 

 

 

All’area di servizio fra bombe carramba e rock’n’roll è l’esordio letterario, edito dal gruppo Albatros, di Donatella Canepa, giovanissima autrice di diciotto anni appena.

Accidenti, sono passati poco cinque anni dai miei diciotto eppure mi sembrano così lontani, questo libro mi ha riportato indietro di un po’ di tempo, ai tempi del liceo, ai tempi delle “convenzioni” e degli “anticonvenzionali”, ai tempi delle scarpe giuste e delle etichette, ai tempi di Ligabue e di Lenny Kravitz. Ai tempi delle lezioni di storia e filosofia, quando, se la prof. era di buon umore, ascoltavi a bocca aperta le correnti filosofiche cercando fra i tanti nomi e teorici quello che parlasse per te, la tua filosofia di vita, e fra i numerosi dati storici ti inchiodavi davanti al libro non riuscendo a dare una spiegazione logica, ed allora ne aprivi un altro e poi un altro ancora… perchè per la storia del ‘900 da qualche parte qualcuno che abbia scritto il “perchè” di tante atrocità deve pur esserci.

Mi ha riportato ai periodi “dark” o “metal” di tanti amici, ai periodi “fighetti” ed a tutte quelle correnti che vuoi o non vuoi ti prende con se, che tu sia “conformista” o “anticonformista” c’è sempre una corrente che stai seguendo.

E’ difficile definire “All’area di servizio fra bombe carramba e rock’n’roll”, non è un romanzo ne tanto meno è una raccolta di racconti, come scritto nella quarta di copertina, è una raccolta di “pensieri sparsi”, raccolti qua e là lungo la strada e rilegati insieme in un breve momento di pausa, in un’area di servizio appunto.

Originale e maturo lo stile della Canepa rende questo libro un degno esordio letterario, meritevole d’esser letto ed apprezzato.

 

donatella canepaCiao Donatella, grazie per aver partecipato alla rubrica di Pensorosa, raccontaci, come nasce questo libro e come mai il desiderio di pubblicarlo?

Non si può dire che abbia deciso di scrivere il libro: è una cosa che mi viene molto naturale. Quando ho un’emozione da raccontare, qualcosa di forte che sento ronzare dentro e non posso soffocare, prendo la penna o la chitarra e la scompongo in parole, nel caso della scrittura, o la traduco in suoni nel caso della musica. Solo dopo ho notato che i miei racconti stavano bene insieme e c’era un filo conduttore che li teneva legati. Come in un disco: le tracce sono apparentemente indipendenti, in realtà l’inserire un pezzo sbagliato può compromettere la bellezza dell’intero album.

Non avevo mai pensato di pubblicare le mie opere fino a quando non vidi in treno la pubblicità del Gruppo Albatros che selezionava opere letterarie. Dovevo fare solo la fatica di mandare un’email. “Provare non mi costa niente” mi sono detta!

 

 

Solitamente non amo le introduzioni ai libri, ed invece le poche parole che hai scritto mi sono piaciute molto, e mi hanno fatto decidere di fermarmi ad una mia area di servizio per gustarmi il tuo libro prima di riprendere la strada. Parlaci di te, della tua strada e delle tue aree di servizio…

Credo che stiamo percorrendo tutti una strada dura. Ora non inizio la polemica su come gira male in mondo in questi tempi ed invece prima.. E’ sempre stata dura stare al mondo, dalla nascita della società è sempre esistita la corruzione e i vari problemi legati all’organizzazione sociale stessa. Il fatto di uscire dallo stato animale ci ha reso capaci di fare grandi cose ma anche di pensare in maniera diabolica. Ci siamo creati da soli delle gabbie d’oro. Non si può uscire da questo circuito se non ritornando allo stato primitivo.

Credo che il problema maggiore del mondo attuale sia l’incapacità di salvaguardare ciò che abbiamo. Siamo in uno stato di distruzione, abusiamo delle nostre capacità, sfruttiamo più risorse delle nostre disponibilità.

Io soffro di questa situazione e nello stesso tempo convivo con una società dove le opportunità sono sempre meno e dove sta svanendo il senso del condividere, inteso anche come emozione.

Fortunatamente il fatto di riuscirsi a ricavare un’isola felice nella propria famiglia e nel proprio spazio quotidiano, fa prendere le cose in maniera diversa. Il continuare a sognare aiuta a vedere il mondo con più colore..io credo che al di là delle difficoltà e del senso di vomito che ogni tanto lascia in bocca, il mondo sia davvero meraviglioso!

 

 

In quarta di copertina il tuo libro viene definito “una raccolta di racconti”, confermi questa tesi? Tu come lo definiresti?

Una raccolta di suoni ed odori dalla strada

 

 

Torno a parlare di te, sei giovanissima e mi ricordi un mondo che seppur lasciato da pochi anni mi sembra lontanissimo, com’è stato pubblicare un libro, gestire tre (?) band e sederti al banco di scuola?

La società tende ad ingrandire le difficoltà. Specialmente se sei giovane cercano di convincerti che tutto è troppo grande per poter essere gestito e se ci riesci iniziano a guardarti come un animale strano.

Io credo che a 18 anni una persona sia in grado di gestire una famiglia, studiare o lavorare, suonare, scrivere ecc. Non è una cosa strana o troppo impegnativa, è la vita! Purtroppo il sistema ha convinto i ragazzi di essere ancora “troppo giovani per” , di non essere ancora adulti: è un modo per sfruttarli come consumatori, per plasmare meglio le loro abitudini e renderli dei diligenti produttori nel futuro. D’altra parte i giovani fanno il gioco del sistema: è conveniente non prendersi responsabilità e non doversi sudare la pagnotta.

Io ho un brutto rapporto con l’istituzione scuola. Credo che essa contribuisca largamente a far sentire i giovani immaturi ed incapaci. Priva i ragazzi della loro dignità e sottrae loro le responsabilità. Per fare un esempio, se a diciott’anni decidi di non fare i compiti, la scuola ti sgrida e ti punisce. Così si tratta un animale, non una persona adulta: se l’alunno, adulto, ha deciso di non fare i compiti la scuola non deve permettersi di dare giudizi o fungere da educatrice: sarà l’alunno a prendersi le conseguenze della sue azioni nei risultati finali.

La musica è la mia ora d’aria, suonare mi fa stare bene, mi da speranza.

Le tre band di cui parlo nel mio libro sono ormai un filmino ricordo della mia adolescenza, un periodo che ricordo divertita ma con una certa malinconia. A quell’età sembrava tutto semplice, il rumoreggiare in sala prove con gli amici ti rendeva già una rockstar. C’era più incoscienza, non ci si vergognava di fare brutte figure. C’era più voglia di sognare.

Crescendo prendi coscienza delle tue capacità e dei tuoi obbiettivi: il fare la rockstar non ti interessa più, ma vuoi scalare la montagna delle esperienze musicali e delle tue competenze.

Questo per me non è stato possibile: nella zona dove ho vissuto fino ad ora (Chiavari,GE) fare musica in modo serio è impossibile. La speranza comunque non l’ho ancora persa, spero di trovare una situazione migliore in altre parti d’Italia..

 

 

Dal libro si capisce il tuo amore per la lettura, chi sono i tuoi autori preferiti, cosa cerchi e trovi in un libro?

Sono esterofila e divoro principalmente classici. L’autore che mi ha aiutato maggiormente nella mia crescita espressiva e colui che mi ha iniziato alla lettura è Dostoevskij. Da lui sono passata attraverso gli altri Russi, per poi passare per gli Europei ed infine, sfociare negli Americani. Kafka mi ha colpito per la sua capacità di esprimere grandi cose nella concisione di un racconto, Kerouac per i suoni e i profumi delle route americane, Bukowski per il realismo esasperato di un’esistenza tormentata.. Non so esattamente cosa cerco in un libro, ma credo che esso sia uno specchio dove ognuno cerca e trova se stesso.

 

 

La lettura e la scrittura sono come la musica? Una droga senza quale non si può vivere?

In un certo senso sì, la musica però mi arriva in modo più diretto, perché non passa attraverso dei filtri. Nella scrittura,l’emozione subisce una scomposizione e viene ricomposta attraverso le parole, perciò viene sintetizzata ed al momento della lettura, il lettore immagina nella sua testa l’emozione provata dallo scrittore,ma non è a contatto diretto con essa. La musica, invece, si limita a tradurre l’emozione in una forma di energia diversa, senza smorzarne l’intensità.

 

 

Ai tanti “adulti” che nella loro strada non hanno ancora avuto il tempo ed il coraggio di fermarsi in un’area di servizio e realizzare il loro sogno, di la tua…

Non me la sento di dare consigli ad altri, credo che sia fin troppo difficile darli a se stessi. Il desiderio di fermarsi a riflettere deve nascere da dentro, non può essere imposto dall’alto.

 

 

Vuoi condividere con noi i tuoi sogni e progetti per il futuro? Siano essi letterari, universitari, musicali etc etc…

Non parlo mai dei miei progetti per scaramanzia. Posso dire che non frequenterò l’università e non punto ad una vita di successo e carriera. L’unico grande desiderio è quello di non farmi mangiare dalla grande macchina produttiva.

 

Ringrazio nuovamente questa giovanissima autrice, ed invito i nostri lettori a visitare le sue pagine in internet su facebook e myspace www.myspace.com/frecciacanepa, www.facebook.com/donatellacanepa il libro è acquistabile tramite il catalogo online della casa editrice IL FILO.

 

 

Flavia Pellegrino

 

 

p.s. Sei un’autrice esordiente? Hai pubblicato il tuo libro e vuoi pubblicizzarlo? Non esitare a contattare la nostra redazione, e sarai subito inserita nell’agenda della rubrica {Nuove Voci Letterarie} del 2011!

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