Memoria o Ipocrisia?

Il Giorno della Memoria è una ricorrenza istituita con la legge n. 211 del 20 luglio 2000 dal Parlamento italiano che ha in tal modo aderito alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio come giornata in commemorazione delle vittime del nazismo e del fascismo, dell’Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati.  

 

Una Giornata della Memoria affinché le atrocità commesse dalla Dittatura Nazista non vengano dimenticate, perché quello che è accaduto NON SI PUO’ e NON SI DEVE DIMENTICARE, ma soprattutto perché ricordare i propri errori significa non commetterli in futuro.

E’ ancora questo,oggi, il senso della Giornata della Memoria?

 

Personalmente ritengo che questa giornata sia importantissima eppure che sia la fiera dell’ipocrisia.

Il 27 gennaio i media riempiono i loro palinsesti di immagini toccanti, film, biografie, servizi e documentari che riguardano la shoah. Il 27 gennaio nelle scuole i ragazzi fanno un minuto di silenzio, ed in base alla sensibilità ed al ritardo sul programma dei professori, dedicano più o meno un quarto d’ora per informarsi e “ricordare” qualcosa che non hanno vissuto. I teatri si riempiono di conferenze con testimoni diretti e indiretti ed una platea che ascolta silenziosa, ma appena uscita dalla sala già ha in programma un pomeriggio di divertimento. E poi magicamente, il 28 gennaio il mondo si “risveglia” e dell’olocausto, dei 17 milioni di uomini, donne, bambini ed anziani uccisi barbaricamente nel cuore della civilissima Europa nessuno ricorda più niente, salvo quei poveri ragazzi che ha fine anno avranno gli esami di stato.

Qual è dunque il senso di questo 27 gennaio?

Attualmente ritengo che sia un bel giorno per mettersi a posto la coscienza. In un giorno ci concentriamo tutti, rivediamo quelle immagini, ricordiamo quel poco che ci hanno raccontato i nonni o i genitori, quel poco studiato a storia, ci ripetiamo l’un l’altro ottimisticamente “non succederà più, noi non dimentichiamo” e poi ricominciamo come se niente fosse.

Quanti di noi benpensanti, avrebbero aperto la porta agli ebrei, zingari, testimoni di Geova, omosessuali, portatori di handicap e, a rischio di andare contro il pensare comune, li avrebbero dato la protezione delle proprie case e della propria amicizia?

Quanti di noi, benpensanti, che ci ripetiamo l’un l’altro “non accadrà più” in quel momento avrebbe fatto in modo che NON ACCADESSE?

La risposta è tanto ovvia, Tutti. Tutti noi, sapendo cosa stava accadendo, sapendo che quei vagoni non andavano in vacanza alle Bahamas, avrebbero salvato il più possibile di innocenti.

Ora sappiamo cosa è accaduto, la Storia e la Memoria ci insegna come tutta questa inimmaginabile mostruosità abbia messo le radici e come si sia propagata portando nel fondo dell’umanità mezza Europa.

Ora lo sappiamo, e No, “non accadrà mai più”, perché “abbiamo imparato”. Davvero?

In effetti, siamo pronti a sparare a zero, a criticare ed a guardare con disprezzo chiunque osi usare termini come “sporco ebreo”, chiunque all’alba del 2010 osa ancora disegnare le svastiche su i muri. Ma i nostri occhi si fermano solo agli “ebrei”, nelle nostre regioni c’è chi vuole proporre leggi per dividere l’uso degli autobus cittadini fra “italiani” e “immigrati”. Nelle nostre regioni non vogliamo gli immigrati, li ghettizziamo sempre di più in baracche e “campi” d’accoglienza. Non ci ricorda niente? Dov’è la differenza fra “razza ariana” ed “ebrei”? Quanto breve è il passo fra queste discriminazioni, ed i lager?

Gli ebrei hanno subito un torto enorme… ma il mondo sapeva ed ha fatto finta di niente fino all’ultimo… forse non immaginava fino a che punto si fosse spinta la pazzia tedesca, ma il mondo sapeva.

Il mondo sa che in Uganda c’è una guerra feroce che non risparmia nessuno? Che i bambini usati nell’esercito sono costretti ad uccidere i propri genitori ed amici per non avere più nessuno da cui tornare? Che le bambine poco più che dodicenni sono utilizzate come prostitute dagli alti gradi dell’esercito? Che ogni giorno viene versato sangue, che per generazioni questi bambini e bambine porteranno cicatrici fisiche e psicologiche indelebili? Il mondo sa. Basta scrivere su google “Uganda” per scoprirlo. Il mondo sa, il mondo conosce, il mondo fa finta di niente… ma è bravissimo a ricordarsi e “commuoversi” il 27 gennaio.

Credo che il problema più grande di questa “memoria” sia quello di voler ripetere ossessivamente data e luogo. Questa mostruosità è stata nel 1943 in Germania, il razzismo era nel 1943 in Germania, i ghetti erano in Germania nel 1943. Gli assassini? Tedeschi. “Ah…gli anni bui del ‘900”.

Impariamo a capire che questa “Memoria” deve servire per cambiare il “qui” ed “ora”.

 

 

                                                                            Flavia Pellegrino