L’ereditiera americana di Daisy Goodwin

lereditiera americana di daisy goodwinIl successo del serial Downtown Abbey , impareggiabile ritratto dell’alta società britannica tra Otto e Novecento, sta portando alla ribalta tutta una serie di storie con ambientazione simile, alcune anche molto interessante, come L’ereditiera americana, primo libro della giornalista inglese Daisy Goodwin, già autrice di libri di poesie e di saggistica.

Alla fine dell’Ottocento l’aristocrazia inglese aveva sontuose dimore in rovina testimonianza di una gloria ormai perduta e tanti debiti, e per questo motivo si rivolse ai nuovi ricchi d’oltre Oceano, stringendo alleanze anche matrimoniali, in particolare con le ereditiere statunitensi, particolarmente ambite per il loro patrimonio e loro stesse affascinate da questo mondo pieno di Storia e tradizioni.

Questo periodo è stato raccontato da autori come Henry James e Edith Wharton, ed è anche a loro che Daisy Goodwin si richiama, raccontando la storia di Cora, ricchissima figlia e nipote di una dinastia di nuovi ricchi (il nonno ha cominciato facendo il garzone da un mugnaio e poi è riuscita a costruire una fortuna basata sul commercio della farina), che rinuncia al suo fidanzato di sempre Teddy, artista un po’ spiantato, per sposare Odo, un duca decaduto, trovandosi in un mondo nuovo per lei, mondo che l’affascina ma che non mancherà anche di deluderla e di ferirla profondamente.

daisy goodwin

Daisy Goodwin in L’ereditarietà amaericana, ricostruisce in maniera impeccabile e perfetta una società legata a schemi e riti, affascinante ma crudele, senza cadere in anacronismi per sembrare più moderna, ma non rinunciando ad essere appassionante, mentre conduce lettori e lettrici tra balli, scampagnate, feste, viaggi in treno, in un mondo lontano ma che sentiamo ancora vicino, grazie anche al successo di Downtown Abbey.

Cora è un’eroina abbastanza moderna senza essere fuori dalle righe, a tratti sprovveduta, ma capace di cambiare nel corso della storia, interessante anche il personaggio di Bertha, la sua cameriera di colore, vittima negli Stati Uniti di razzismo e segregazione che, nella stessa Inghilterra in cui la sua padrona si trova preda di convenzioni e riti opprimenti, riuscirà a trovare un suo spazio di libertà.

Il finale è aperto, come spesso capita in Henry James e in Edith Wharton, potrebbe essere interessante un seguito per scoprire se Cora riuscirà a rimanere fedele fino in fondo al nuovo modo di vivere che si è scelta o se cercherà di fuggire, ma sarà senz’altro bello se l’autrice sceglierà di raccontare altre storie, magari di questo genere.
L’ereditiera americana di Daisy Goodwin è edito da Sonzogno.

Elena Romanello