Le parole del nostro destino

parole del nostro destino

Il tema del viaggio nel tempo ha già ispirato alcuni best-seller anche a sfondo sentimentale come La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo di Audrey Niffenegger e la saga della Straniera di Diana Gabaldon: ne Le parole del nostro destino tutto è incentrato sul viaggio nel tempo di Julian Ashford, soldato della Grande Guerra e poeta e letterato, creduto morto nella sua epoca, risvegliatosi negli anni Novanta del Novecento, che dopo essere riuscito a costruirsi un nome nel mondo dell’imprenditoria, incontra Kate, ragazza di oggi dalla quale è subito attratto.

Ma pericoli provenienti dal passato possono mettere in pericolo un amore che ha attraversato la Storia, e Kate proverà a tornare nella Amiens del 1916 per cercare di salvare la vita a Julian, anche se questo vuol dire rendere impossibile il loro amore nel futuro…

Un libro che alterna il mondo di oggi, tra transazioni finanziarie, tecnologie, New York nel XXI secolo, e il mondo della Grande Guerra, tra trincee e devastatione, in cui si muovono due personaggi che colpiscono, Julian, imprenditore di oggi con la mentalità ottocentesca, adattatosi alla nuova epoca ma rimasto fedele a quella che ha perduto in cui ha lasciato alcune poesie uniche, e Kate, una ragazza di oggi, pronta a lasciarsi conquistare dal romanticismo di quest’uomo fuori dal tempo e dal credere all’impossibile.

Un romanzo che procede per salti temporali e paradossi, ma che non spiega fino in fondo la dinamica di questo viaggio nel tempo che porta il carismatico Julian a risvegliarsi dalle trincee della Grande Guerra o Kate a tornare nella Francia di allora per cercare di salvargli la vita: peccato, perché in ogni buon romanzo basato sui salti temporali si dovrebbe anche capire come questa cosa è possibile, se con la buona, vecchia macchina del tempo di Wells, o con una predisposizione genetica come nel romanzo della Niffenegger, o con un portale temporale magico in qualche luogo sperduto come succede per La Straniera, qui non avviene. Strano, perché l’autrice dimostra invece gran cura puntigliosa quando deve descrivere il mondo di Wall Street di oggi (che sembrerebbe il meno romantico di questo mondo) o l’Europa sconvolta dalla Prima Guerra Mondiale, e questo del viaggio nel tempo non era un dettaglio da poco, anche perché non può certo essere dato per scontato.

In ogni caso Le parole del nostro destino è un romanzo romantico vecchio stampo per eccellenza, con anche, ed è molto simpatico, battibecchi tra Julian e Kate sulla diversità di mentalità che c’è tra le diverse epoche in cui si trovano a vivere, oltre ad essere comunque interessante questo paradosso per cui oggi lui ricorda già lei ma lei non ricorda ancora lui, mentre nel passato avviene il contrario.

Beatriz Williams è al suo romanzo d’esordio, e per anni si è occupata di comunicazione e finanza, cosa che viene fuori dalle pagine del suo libro. Pare che Le parole del nostro destino sia il primo di molti, visto che l’autrice adesso vuole dedicarsi alla scrittura a tempo pieno.

Le parole del nostro destino, Beatrix Williams, Nord

Elena Romanello