La viaggiatrice di O

la viaggiatrice di oIl fantasy è uno dei generi che oggi vanno per la maggiore: nato in ambito anglosassone, può contare anche su autori di altri Paesi, e una delle ultime arrivate, ma non per questo meno interessanti, è la torinese Elena Cabiati, che ha pubblicato il suo La viaggiatrice di O per Nord.

In una Torino dove c’è una potente e nascosta congrega di maghi, la giovanissima Galatea detta Gala, figlia di un mago oscuro e di una maga bianca, è un’adolescente pasticciona e svogliata, che si trova insignita del compito di viaggiare nel tempo per cercare di salvare opere d’arte, spesso non famose, ma che hanno un significato per la sua gente.

Ho voluto provare a scrivere qualcosa che fosse diverso da Tolkien, ovviamente, ma anche dal filone di vampiri innamorati e affini che vanno per la maggiore, dice Elena Cabiati, che nella vita è anche un’insegnante di lettere delle medie che cerca di inculcare l’amore per la letteratura di genere, oltre che la neomamma di una bimba, l’idea iniziale era però quella di un romanzo didattico sui musei, ma poi mi ha preso l’idea di scrivere una storia di magia, anche se ci ho messo dentro il mio amore per l’arte, anche quella nascosta e meno famosa.

Una storia avvincente, simpatica da leggere a tutte le età e vari livelli, in cui l’autrice ha messo, cosa abbastanza rara nel genere, anche una bella dose di umorismo: Molti appassionati puristi hanno storto il naso, perché hanno un’idea del fantasy serioso, ma io ritengo che una storia possa essere arricchita di vari elementi. Altri sono rimasti delusi dalla mancanza di una grande storia d’amore, ma c’è da dire che Gala è solo una ragazzina, e poi queste grandi passioni di vampiri, zombie e affini che hanno invaso la narrativa fantastica per conto mio l’hanno un po’ snaturata. Anche perché per me l’amore è fatto di piccole cose, non di tragiche passioni che ti dilaniano, continua Elena Cabiati, con in mano il libro su cui troneggia una bella immagina di Paolo Barbieri, che però rende Gala molto più adulta e femme fatale di quanto non sia in realtà.

Tra i modelli di Elena Cabiati ci sono Guerre stellari e La Storia infinita, La bussola d’oro e il serial Buffy the vampire slayer, senza dimenticare Il fantastico mondo di Amelie, per la sua mescolanza tra realtà e situazioni fantastiche, cosa che si ritrova anche ne La viaggiatrice di O, dove i torinesi riconosceranno palazzi insospettabili sede di congreghe non sempre rassicuranti e i Murazzi della Movida luoghi dove si nascondono riti magici. Il fantasy di oggi segue lo schema comunque del romanzo di formazione, e racconta in definitiva la ricerca di un posto nel mondo da parte del protagonista di turno.

In ogni caso La viaggiatrice di O presenta vari livelli di lettura, a seconda dell’età e di cosa si cerca in un libro di questo genere: il libro è comunque il primo di una serie, e Elena Cabiati sta lavorando sulle prossime avventure di Gala, antieroina che non ha voglia di fare l’incantesimo per pulire la sua camera e che in questa fase della vita, come molte sue coetanee, sente il bisogno di stare da sola. Come la sua vita e il suoi viaggi evolveranno, lo si scoprirà nei prossimi volumi: per ora si può cominciare ad immergersi nella Torino fantasy de La viaggiatrice di O.

Elena Romanello