La lista dei desideri dimenticati

la lista dei desideri dimenticatiClara aveva una vita pressoché perfetta, con un lavoro di addetta alle vendite in una fabbrica di birre e un fidanzato con il quale era prossima al matrimonio, finché una tragedia non ha portato via la sua felicità: tornata in famiglia per riprendersi dal suo lutto, mette le mani su una capsula del tempo, un gioco che aveva fatto a scuola un quarto di secolo prima, cioè redigere una lista di desideri da realizzare nel corso della vita, che lei per la morte prematura del papà pensava che sarebbe finita a 35 anni.

 

Soddisfare quei desideri di bambina, da prendere un cucciolo a strafocarsi ad un buffet passando per baciare il più bello della classe, scusarsi per antichi torti e nuotare con i delfini, diventa per Clara una ragione di vita, e man mano che il tempo passa, scopre grazie a quel passato che ormai per lei era lontanissimo che cosa lei vorrebbe diventare oggi, scoprendo il modo per andare oltre il suo lutto e reinventarsi con nuove frequentazioni, lavori e forse anche un nuovo amore.

Dopo Ps I love you di Cecelia Ahern, un altro romanzo sul tema di ricominciare dopo un lutto, cosa comunque non infrequente anche in età giovanile, come è appunto quella di Clara, una trentacinquenne costretta dai casi della vita a rimettere in discussione certezze e sogni, scoprendone di nuove. Un tema simile c’era anche nel film francese Carissima me, con Sophie Marceau, che donna in carriera quarantenne riceveva delle lettere che la se stessa bambina le aveva scritto quando ancora si immaginava il futuro, scoprendo cosa voleva fare veramente.

La lista dei desideri dimenticati è un libro fresco e divertente, lieve ma non superficiale, che racconta una nuova scoperta di sé, passando dal dolore del passato a nuovi inizi, partendo da quello che spesso tutti e tutte dimenticano o accantonano, i propri sogni di bambino o bambina, che sarebbero in realtà il primo indizio su cosa si vuole fare e dove si vuole andare una volta cresciuti.

Un libro che fa venire voglia di ritirare fuori diari dei segreti e quaderni dell’infanzia, per magari ricominciare a sognare o trovare nuove strade, intorno e dentro di sé.

Robin Gold, classe 1974, abita nei dintorni di Chicago, il luogo del suo romanzo, e ha coltivato molte passioni fin da bambina, come racconta anche nel suo sito web (http://robingold.com) e, dopo Once upon a list, titolo originale de La lista dei desideri dimenticati, ha scritto un romanzo pro taglie forti, The Perfectly True Tales of a Perfect Size 12, che c’è da sperare di vedere presto tradotto in italiano visto l’argomento attuale. Ora è al lavoro sul terzo romanzo, sempre al femminile, sempre tra divertimento e commozione, per far pensare e ridere allo stesso tempo.

 

La lista dei desideri dimenticati, Robin Gold, Garzanti, € 14,90

Elena Romanello