{Nuove Voci Letterarie} In ricordo di noi

La vita di Alice scorre tranquilla fino a quando strani incubi iniziano a sconvolgerle le notti e il misterioso ragazzo dagli occhi blu apparsole in sogno inizia a frequentare le sue lezioni. Quando i suoi occhi incrociano quelli di Alex, un oscuro presagio la avverte che qualcosa di terribile sta per accadere nella sua vita. Complici un libro venuto dal passato e un’inquietante leggenda, realtà e sogno s’intrecciano fino all’inevitabile epilogo, quando la morte restituirà un senso a ogni cosa.

 

In ricordo di Noi è il romanzo d’esordio di Rossella Martielli per la 0111 edizioni.

Chi segue la mia rubrica sa che sono un po’ negativa nei confronti di questa casa editrice, eppure da qualche tempo le mie valutazioni sulle loro opere sta piacevolmene virando verso mete sempre più positive, e questo romanzo non sfugge al cambio di vento.

Alice è una ragazza normale, carina ed insicura, la cui insicurezza è acutizzata dalla presenza negativa di un fidanzato della “città-bene” completamente votato all’apparire e non all’essere. Iscritta alla facoltà di Lettere all’università di Bari, vive però in un paesino nell’entroterra con sua madre e con il fantasma dell’abbandono del padre che l’accompagna ogni giorno della sua vita, rendendola vulnerabile ai sottili ricatti psicologici del fidanzato.

Nella vita di Alice entrerà di soppiatto Alex e quasi in contemporanea una misteriosa leggenda di una fontana simbolo d’amore e si sangue, e tutto è destinato a cambiare.

Il romanzo si presenta come un fantasy, surreale, dove la realtà quotidiana di Alice si scontra e si fonde con un sogno, con una realtà parallela, antica eppure nuova, una realtà esistitità in un altro tempo eppure che ancora deve avvenire, e forse non avverrà mai.

Lo stile scorre rapido sotto gli occhi del lettore, con un’attenzione particolare, ed in alcuni punti forse eccessiva, alle descrizioni.

Una piacevole lettura con alcuni spunti originali, consigliabile ad un pubblico giovane, ma anche adulto.

 

 

Ciao Rossella benvenuta su Pensorosa, raccontaci un po’, come nasce “In ricordo di Noi”? Un sogno, un’idea, un film, un libro?

Grazie a voi per l’ospitalità! “In ricordo di noi” nasce dalla mia vita… O meglio, è la storia romanzata e fantasiosa di un pezzo della mia vita. Questo romanzo, infatti, nasce dalla voglia di riscatto da un’esperienza sentimentale – una storia d’amore senza lieto fine – che, se da una parte mi ha devastata, dall’altra mi ha permesso di rinascere più forte e motivata di prima. Come molte altre donne e come la stessa protagonista del romanzo, Alice, anch’io soffrivo di dipendenza emotiva nei confronti di un uomo egoista e immaturo, che parlava di amore senza avere la benché minima idea di cosa fosse davvero questo sentimento. “In ricordo di noi” vuol essere dunque un romanzo dedicato a tutte quelle donne che hanno sofferto o ancora soffrono per amore, ma che hanno trovato dentro di sé la forza per andare avanti e continuare a sognare… Vuol essere un segnale di speranza, un inno all’amore, quello vero, che rende la vita più bella e che non fa soffrire.

 

A quale personaggio ti senti maggiormente legata?

Sicuramente ad Alice. Mio malgrado, ne condivido la fragilità, l’estrema sensibilità, le ossessioni e le paure… Inoltre, esattamente come lei, sono una sognatrice, una che crede moltissimo nelle persone che ama e che farebbe di tutto per difenderle. Tuttavia Alice agisce molto diversamente da come farei io nelle stesse circostante. Per certi versi è troppo passiva, troppo pessimista, e alle volte questo innervosisce anche me… A un certo punto del lavoro, infatti, è come se i personaggi sfuggissero di mano allo scrittore e finissero invariabilmente per essere diversi da come questi li aveva progettati all’inizio. È come se all’improvviso ti accorgessi che i tuoi personaggi vivono di vita propria, indipendentemente dalla tua penna: sai che faranno determinate cose, avranno determinate reazioni e così via, non ci puoi fare nulla. È un’esperienza molto affascinante!

 

La fontana Rossa, e la sua leggenda, esistono veramente o sono frutto della tua fantasia?

Sai che moltissima gente mi ha fatto questa domanda? La leggenda è completamente inventata, ma devo ammettere che mi piacerebbe molto che fosse vera! Solo i luoghi sono reali… La collina, il pub in stile medievale e il Convento esistono davvero, e non sono molto lontani da casa mia. È il mio “luogo segreto”, quello in cui mi rifugio quando sono triste oppure semplicemente pensierosa, quando ho delle decisioni importanti da prendere e ho bisogno di riflettere in pace.

 

Che libri ci sono sul tuo scaffale dei “preferiti”?

Ti confesso che io, più che una lettrice, sono una vera e propria divoratrice di libri… Casa mia è piena zeppa di librerie Ikea – le famose “Billy”, che adoro – che vengono invariabilmente riempite nel giro di un paio di mesi. Libri preferiti ne ho tantissimi, ma quelli che più ho nel cuore sono gli stessi da parecchi anni: “Madame Bovary”, di Flaubert, letto durante l’adolescenza, “Norwegian Wood-Tokyo Blues”, di Murakami Aruki, “Middlesex” di Jeffrey Eugenides e infine qualsiasi cosa porti la firma di Milan Kundera, soprattutto “L’insostenibile leggerezza dell’essere” e “Amori ridicoli”.

 

Lavori presso una casa editrice, eppure hai pubblicato con la “Concorrenza”, con un occhio “esperto” ed “interno”, ti va di raccontarci quali sono i passi per una scrittrice dalla stesura alla pubblicazione, e per una casa editrice dalla ricezione di un’opera alla sua pubblicazione?

Sì, perché la casa editrice per cui lavoro e quelle con cui collaboro saltuariamente non pubblicano il genere paranormal romance, quello cui appartiene “In ricordo di noi”. La stesura di un romanzo è senza dubbio la parte più affascinante e complessa, oserei dire fondamentale: alla base di tutto c’è un accurato lavoro di ricerca, successivamente si passa all’elaborazione della trama e dei personaggi. Ogni scrittore ha un suo metodo, io per esempio lavoro moltissimo per schemi, prendo un’infinità di appunti e non inizio a scrivere se l’intero romanzo non è ben impresso nella mia mente, oltre che su decine di fogli che descrivono per sommi capi ogni singola scena. La scrittura vera e propria è solo l’ultimo passaggio, tanto più facile e piacevole quanto più è valido il lavoro fatto a monte. Una volta terminato e corretto, il romanzo va inviato in valutazione alle case editrici potenzialmente interessate… Per interessate intendo ovviamente quelle che pubblicano il nostro genere – non ha senso, infatti, inviare un manoscritto horror a una casa editrice che pubblica solo romance – e soprattutto case editrici “free”, nel senso che non chiedono contributi per la pubblicazione. E poi c’è l’attesa… Può passare anche un anno prima di ricevere la risposta che ci cambierà la vita, ma quando finalmente arriva, è una soddisfazione immensa!

 

Altri progetti per il futuro? Ti va di condividerli con noi?

Per il futuro ho un milione di nuovi progetti che spero di realizzare al più presto! Non abbandonerò la scrittura, ma voglio anche concentrarmi sul mio lavoro, migliorare il più possibile per diventare un’ottima editor e in futuro, chissà, aprire una casa editrice tutta mia, fatta da donne e per le donne… Infatti da sempre amo la letteratura femminile, ho un sacco di amiche che per me sono come sorelle e credo che il mondo interiore di una donna sia così complesso e affascinante da meritare di essere esplorato a fondo in tutte le sue mille sfaccettature, da diverse angolazioni.

È esattamente questo che mi propongo di fare con i miei racconti e romanzi.

 

Una casa editrice di donne e per donne, questo si è un sogno che Pensorosa non vede l’ora di veder realizzato, e ti auguriamo di coronarlo al più presto. Ringraziando nuovamemente Rossella per la sua partecipazione alla rubrica, segnalo ai lettori il suo portale rossellamartielli.blogspot.com dove poter reperire maggiori informazioni sull’autrice e sulle sue opere.

 

Flavia Pellegrino