Gli shojo classici alla ribalta

omaggio alla maghette

Il Giappone è l’unico Paese in cui c’è un filone di fumetti dedicati solo ad un pubblico femminile, i cosiddetti shojo manga: ma non bisogna pensare che si tratti di storielle leggerotte per bambine, perché negli shojo trovano spazio romanzi storici e racconti horror, storie di formazione e amori omosessuali, ricerche di sé e commedie, rivolti a donne di tutte le età, dalle bambine alle professioniste in carriera.

Il periodo d’oro degli shojo manga è stato comunque tra gli anni Settanta e Ottanta, e sono diverse le proposte di quegli anni tradotte anche in italiano e reperibili in Italia, con personaggi e autrici considerati emblematici.

 

Non si può non partire da Versailles no Bara, in italiano Lady Oscar, il romanzone d’appendice tra travestitismo sessuale, storia, eros e thanatos, creato da Riyoko Ikeda nel lontano 1972. Le rose di Versailles (questo il titolo letterale, usato poi per l’ultima edizione D-Books) è lo shojo manga che ha avuto più traduzioni italiane, l’ultima è della D-Books appunto, cinque volumi di sontuosa edizione alla quale hanno fatto seguito le Gaiden, le storie fuori serie, autoconclusive e dal sapore gotico horror, in cui Oscar diventa un misto tra una Jessica Fletcher ante litteram e la Jane Austen detective della serie di Stephanie Barron.

Sempre della Ikeda sono in corso di pubblicazione per la Magic Press Eroica, l’unico vero seguito di Versailles no Bara, incentrato su Napoleone e il suo destino, più biopic che shojo manga, e Lady Oscar Kids presso Ronin, deliziosa raccolta di strisce superdeformed con i personaggi di Oscar impegnati in gag con riferimenti al Giappone contemporaneo.

Nei mesi scorsi sono usciti diversi shojo di Yumiko Igarashi, autrice del celeberrimo Candy Candy la cui pubblicazione è bloccata per una contesa legale con la collega Kyoko Mizuki: la Magic Press ha proposto Georgie, l’altra sua opera trasposta in animazione, in fumetto decisamente più adulta e feuilletonesca, mentre la G Publishing ha pubblicato la commedia degli equivoci Ann è Ann e il fantasy con venature saffiche La spada di Paros.

Waki Yamato, autrice di storie al femminile con venature femministe ambientate nel passato giapponese, vede riproposta dalla Star Comics la sua opera più popolare, Una ragazza alla moda (trasposta in animazione e nota da noi come Mademoiselle Anne) mentre la Gp Publishing presenta Ny Komachi, entrambe storie di ragazze in anticipo sui loro tempi, tra Otto e Novecento, e desiderose di novità, cambiamenti, emozioni.

Nelle fumetterie è inoltre ritornato uno shojo più recente e popolarissimo, Sailormoon di Naoko Takeuchi, rimasto bloccato per oltre dieci anni per scelta dell’autrice, e ora ripresentato da Gp Publishing in due edizioni, una da edicola e una da fumetteria. Tra ragazze magiche e fanciulle 

guerriere Sailormoon è ormai un classico, oltre che il chiaro ispiratore di fumetti made in Italy che oggi vanno per la maggiore, come Witch e Winx.

In attesa poi di altri titoli, tra classici e nuove proposte, per quello che è e resta il settore più intrigante dei manga, spesso vittime di generalizzazioni arbitrarie, ma in realtà in Giappone solo un mezzo per raccontare storie di ogni genere.

 

Elena Romanello