Fantastico in rosa made in Italy

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Non c’è dubbio che oggi uno dei generi letterari che va per la maggiore è quello fantasy: molti autori e autrici si stanno misurando in questo campo e anche in Italia c’è chi scrive, e non mancano le autrici, con risultati anche molto interessanti.

Francesca Angelinelli, Camilla Morgan Davis e Paola Boni sono tra le voci più recenti che sono emerse nel panorama editoriale della letteratura di genere fantastico italiana, Francesca con Werewolf, romance paranormale sui lupi mannari ambientato nell’Inghilterra vittoriana, Camilla con Il canto della notte, anche qui licantropi con la storia di una ragazza divisa tra la sua natura mutante e quella umana, e Paola Boni, autrice della saga di Amon, storia di un ragazzo che evoca un demone di cui dovrà poi liberarsi.

Per le loro storie Francesca e Camilla si dichiarano debitrici ai classici di Jane Austen e delle sorelle Bronte, sia pure riletti in chiave paranormale, mentre Paola vede la sua fonte di ispirazione nella cabbalah, ma anche nei libri di occultismo, demonologia, nelle tradizioni esoteriche: del resto, diverse sono le premesse e gli svolgimenti dei loro romanzi, quelli di Francesca e Camilla hanno un’ambientazione ottocentesca, rifacendosi alla tradizione gotica classica, mentre Paola parte dalla Roma di oggi.

 

Sulla scelta del lupo come animale simbolo per due delle autrici, entrambe sono concordi, più che nel cavalcare una moda, nel sentire il fascino che ha dai tempi più antichi, nella mitologia azteca, egizia, celtica e del suo essere da sempre sentito come un animale totemico. Il vampiro deve morire prima di diventare tale, il lupo mannaro no, è pura forza vitale ed è questo che amo in lui, ricorda Francesca Angelinelli.

Per quello che riguarda il loro rapporto con il fantasy al femminile che oggi va per la maggiore, quello che parte da Stephanie Meyer e dalla sua saga di Twilight, le tre autrici hanno comunque le idee chiare. In fondo hanno avvicinato molte persone alla lettura, ricorda Camilla Morgan Davis, è questo comunque non è un male, dati i tempi. Potrei ironizzare sui vampiri Swarowski creati dalla Meyer, sorride Paola Boni, sono comunque libri per un pubblico molto ma molto giovane, c’è da dire che la figura del vampiro è stata un po’ troppo snaturata. La più dura è Francesca Angelinelli: Se vogliamo parlare di un vampiro contemporaneo, nessuno ha più eguagliato Angel del serial televisivo Buffy, e il grosso problema di Stephanie Meyer non sono tanto i suoi libri ma tutti gli illeggibili cloni che hanno generato.

Tutte e tre le autrici sono concordi nell’affermare di non aver incontrato più problemi a pubblicare in quanto donne: la scelta delle tematiche fantastiche, unita senz’altro al fatto che oggi almeno la scrittura è un’attività sdoganata e considerata lecita per l’altra metà del cielo, le ha portate ad avere opportunità, consensi e soddisfazioni.

Un po’ diverso ma interessante il metodo di scrittura delle tre autrici. Scrivo di getto la prima stesura e poi lavoro facendo una scaletta in modo da far diventare il tutto coerente, dice Camilla Morgan Davis, mentre Paola sottolinea che Se devo ambientare una storia in un luogo reale prima mi documento a fondo e poi procedo, sono i miei personaggi a trascinarmi, il grosso delle correzioni lo faccio poi nella seconda stesura. Francesca è la più metodica: Mi faccio una scaletta e uno schema e mi do un piano di lavoro costante giornaliero di almeno due ore, anche perché per me ormai le mie storie non sono più un mero hobby.

Raccontando il mondo del fantastico in un’ottica femminile, creando personaggi femminili e anche maschili interessanti, Francesca Angelinelli, Paola Boni e Camilla Morgan Davis hanno creato universi intriganti e magici, misteriosi e romantici: si sentirà ancora parlare di loro, nel mare magnum della letteratura d’evasione.

Sito ufficiale di Francesca Angelinelli: http://charizaworld.splinder.com/

Sito ufficiale di Camilla Morgan Davis http://www.camillamorgandavis.com/

Sito ufficiale di Paola Boni http://paolaboni.com/

 

Elena Romanello