{Nuove Voci Letterarie} Di Luce e d’ombra

di luce e d ombraIl romanzo si sviluppa su due livelli, solo apparentemente snodati fra loro. La prima parte vede come protagonista la bella e coraggiosa duchessa di Harley, Agnès, che viaggia sullo sfondo storico della guerra dei Cento Anni, vivendo intensamente l’amore per Olivier e combattendo contro gli intrighi politici; la seconda invece inquadra la graziosa Bèatrice, che vive in una moderna e dinamica Parigi, assaporando un intenso sentimento per Alex e combattendo il Male nella difesa del libero arbitrio. Il destino delle due donne è legato da una comune missione mirata a difendere “ciò che è giusto”, entrambe sono personaggi “prescelti” affiancati da figure maschili positive che supportano il loro operato. Si trae la conclusione che Bèatrice vive la seconda vita di Agnès e che quindi nel mondo sono destinate ad esistere sempre figure forti, decise anche a costo della propria vita a difendere la correttezza morale.

 

Già qualche anno fa quando il boom dei vampiri aveva raggiunto il picco, nell’ambito letterario si vociferava di un prossimo exploit di angeli e simili piumati. Di luce e d’ombra, il romanzo d’esordio di Simona Milani, edito nel 2008 dalla casa editrice Nuovi Autori, si inserisce perfettamente in questa panoramica, arrivando sul mercato letterario proprio quando gli Angeli iniziano ad andare di moda. La quarta di copertina non rende bene l’idea, credo che nessuna quarta debba raccontare l’intera trama al lettore, ma dovrebbe solo stuzzicare la curiosità lasciando al fruitore il desiderio di leggere l’intero romanzo.

Tralasciando gli “errori” della casa editrice, parliamo del romanzo di Simona Milani. Di luce e d’ombra conduce sin dalle prime pagine il lettore nella Francia negli anni oscuri della guerra dei Cent’anni, fra matrimoni combinati, intrighi di corte e amori impossibili tutto condito dalla presenza dell’Arcangelo Michele, messaggero di Dio, comparso ad una giovane affinchè sia lei a guidare la Francia in questi anni bui. Non parliamo di Giovanna D’Arco ma di Agnes, duchessa di Harley, una ragazza che impara a diventare donna pur di salvare il suo amore e la sua patria, ma non tutto va come previsto.

Proprio quando tutto sembra finito, l’autrice ci porta nella Parigi dei giorni nostri seguendo la giovane Beatrice fra serate in discoteca, baristi carismatici, centauri spericolati e inchieste di polizia.

Il romanzo riprende dei classici del romanticismo come l’amore sempiterno, le leggende sovrannaturali ed il riconoscersi al solo sfiorarsi, senza per questo risultare banale o scontato.

Nonostante si noti l’esordio letterario, con uno stile ancora molto da affinare e migliorare, di luce e d’ombra si legge con piacere fino all’ultima riga.

 

simona milaniCiao Simona, grazie per aver partecipato all’iniziativa di Pensorosa, per prima cosa, raccontami… come nasce “di luce e d’ombra”?

Grazie a Voi. L’idea di base, giusto una traccia molto generale, è nata da un sogno che ho fatto durante un viaggio in Francia. Però non ho pensato subito a metterlo su carta, l’occasione è venuta anni dopo, quando a causa di un grave problema famigliare mi sono ritrovata con molto tempo sia per riflettere su me stessa, sia per aprire il cassetto e tirare fuori quella prima idea che non avevo dimenticato. Poi nello sviluppare il romanzo mi sono ispirata a ciò che amo e conosco meglio: la Francia, la storia medioevale, il fantastico e il sovrannaturale. L’amore romantico è chiaramente uno degli elementi portanti della storia. Questo, forse, perché mia nonna mi ha cresciuta a pane e storie d’amore…

 

Perché questo titolo?

Di luce e d’ombra” perché tutto il romanzo è permeato sulle innumerevoli sfumature di luce e ombra che contraddistinguono l’uomo e i diversi aspetti della sua esistenza. Ogni persona è sia luce sia ombra, bene e male, che si dispiegano in tante sfumature quante sono le sue esperienze, le sue attitudini, e la sua consapevolezza. Quale dei due lati prevale, emerge dalle singole scelte che si traducono poi in azioni. Creare se stesso e la realtà che lo circonda attraverso il libero arbitrio, è il più grande potere dell’uomo. Questo è il punto di vista con cui ho scritto “Di luce e d’ombra”.

 

A quale personaggio ti sei ritrovata maggiormente legata?

In verità tutti i personaggi che nascono dalla mia fantasia rispecchiano una piccola parte di me, nel bene e nel male. Ho puntato molto sulla caratterizzazione di tutti i personaggi, sia dei protagonisti sia di quelli che gli ruotano intorno. Dovendo sceglierne uno però direi Alèx, perché è lui che alla fine dà voce ad alcuni dei concetti fondamentali su cui si basa il libro, e il mio pensiero.

 

La foto in cui ti vediamo abbracciata ad un grosso cagnone credo dica molto di te, cos’altro dobbiamo sapere su “Simona Milani”?

Se dovessi descrivermi con una frase direi: ho un animo un po’ dark cui piacciono le telenovelas latino americane, quelle che hanno un inizio e anche una fine. Con un aggettivo: ecclettica, qualcuno dice naif. Mi piace la diversità e ho interessi nei più disparati campi. Non mi attengo alle convenzioni se non le approvo, indipendentemente dal giudizio altrui. In questo, malgrado l’apertura mentale, sono molto rigida. Alla prima impressione posso sembrare sfuggente e svampita. Sfuggente perché sono riservata e un po’ timida, ma alle persone che amo dedico molte energie. Svampita più che altro perché buona parte dei miei neuroni sono immersi nelle storie che creo, anche se sto facendo altro, così finisco per non fare attenzione a dove metto i piedi e le cose, a sbattere contro i pali della luce, io e il cane, a bruciare pentole e caffè… e via dicendo. In ogni caso io e il cane sopravviviamo sempre.

 

Come sei approdata alla casa editrice “Nuovi Autori”?

Per caso. All’epoca non aveva la minima conoscenza di quali passi compiere per presentare e pubblicare un manoscritto; del mondo dell’editoria in genere. Vidi la pubblicità di un loro concorso, che se non sbaglio indicono ogni anno, il cui premio per il vincitore era appunto la pubblicazione e mandai il manoscritto. Non vinsi ma mandarono diverse proposte per la pubblicazione.

 

Come descriveresti la tua esperienza con questa casa editrice?

Breve e in poche parole: mi hanno consegnato tre quarti delle copie patuine per la prima stampa e mi hanno fornito il luogo per la presentazione. La distribuzione è stata problematica, nella mia città come in altre. La maggiore pubblicità che ho ricevuto è stata grazie a internet attraverso i miei amici blogger. Quando ho scelto per la pubblicazione mi è mancata una cosa che in questo fondamentale in questo campo: la pazienza e l’informazione. Adesso so che i tempi di risposta per le case editrici in genere sono molto lunghi e occorre perseverare e non avere fretta per fare la scelta migliore. Insegnamento che ho intenzione di seguire per il romanzo che sto scrivendo ora.

 

Fra le note biografiche si dice che stai lavorando per un nuovo romanzo, il primo di una trilogia fantasy, possiamo avere qualche anticipazione?

Sì, in questo periodo sto giusto ultimando un romanzo, che non rientra però nella trilogia fantasy. Per il momento ho accantonato quel progetto, perché voglio prima proporre alle case editrici questo, che mi rappresenta di più come genere e argomento. È un urban fantasy ambientato nella Londra contemporanea, anche se c’è un piccolo rimando alla Francia di Versailles e alla Praga della seconda guerra mondiale. Gli elementi portanti sono sempre il romantico e il sovrannaturale, che sono però veicoli di un viaggio che il protagonista maschile compie verso la propria consapevolezza come individuo, dell’accettazione del proprio passato e del perdono di sé. Il vero protagonista non è la creatura soprannaturale ma l’uomo.

 

Hai un sogno nel cassetto? Vuoi condividerlo con noi?

Il mio sogno nel cassetto era di diventare una scrittrice. Non lo considero più un sogno, ma un progetto che ho tirato fuori nel cassetto e su cui, soprattutto nell’ultimo anno, ho iniziato davvero a lavorare con convinzione e determinazione per portelo realizzare. Con che risultati spero un giorno di poterlo condividere con voi.

 

 

Sono certa che i risultati si vedranno ben presto, considerato che delle buone basi già le abbiamo potute gustare. Non mi resta che augurare un buon lavoro a Simona, ed invitare tutti voi lettori a scoprire qualcosa di più di questa autrice e del suo romanzo al suo blog

 

Flavia Pellegrino