Concorso letterario: raccolta estratti 13 - 18

Domenica 25 Marzo 2012 10:39 Redazione

concorso letterario

Estratto 13

Il primo raggio di sole, intrufolatosi attraverso la persiana chiusa male, ha raggiunto il letto gi da un'ora. Ho cercato di ignorarlo fino all'ultimo istante, ma quando ha raggiunto il mio viso puntando direttamente sugli occhi ho dovuto cedere.

 

 

Mi volto, gli occhi confermano le mie sensazioni... lui non c'è e io ne sento già la sua mancanza. Sul suo cuscino, stranamente non bersagliato dal sole, c'è solo un biglietto.

“E' stata una notte fantastica, ci vediamo il 19 maggio, stesso posto, stessa ora. Le regole le conosci! T.A.”

Il 19 maggio... non ho bisogno di guardare il calendario per sapere che è un sabato. Dovrò attendere solo tre settimane nella mia anonima vita da cenerentola, nell'angoscia dell'attesa, e poi il 19 tornerò a essere una principessa e il mio principe verrà da me per amarmi e riempire il nostro regno di magia. Il nostro regno... fatto di morbidi cuscini, lenzuola di seta e abiti sparpagliati disordinatamente sulle linee di confine. Ecco il nostro regno: il mio letto illuminato dal sole per corsie preferenziali.

Guardo ancora il biglietto. Ispiro profondamente assaporando tutto il suo dolcissimo profumo... le lenzuola ne sono pregne e anche io. Non farò il bucato ne la doccia per almeno una settimana, altrimenti cosa mi resterà di lui? Solo questo biglietto?

Si! Le regole le conosco bene, e avrò tutta la mattinata per ripeterle e ricominciare la solita commedia. Ora, però, mi piace soffermarmi su quelle due lettere puntate... “t.a.” sarà Ti Amo questa volta o la sigla del suo nome?

No! Sarà senza dibbio un Ti amo. Il mio amore non mi lascerebbe mai un biglietto sul cuscino con le sue iniziali... no avrà scritto i suoi sentimenti, come tutte le altre volte. Insomma c'è chi lo dice urlando, chi lo scrive a lettere cubitali, e chi... e chi è fatto così... più discreto con due semplici lettere puntate.

Ripongo il cartoncino con la sua elegante calligrafia nel cassetto del comodino. In una scatola di carta naturale conservo tutto ciò che mi ha scritto in questi due lunghi anni.

Già... due anni... e ogni volta che mi lascia la mattina mi ripete sempre le stesse cose: “conosci le regole”. Certo che le ricordo... come dimenticarle? E' solo grazie a quelle regole se il suo matrimonio non è fallito, se sua moglie non si è ancora accorta d'esser cervo a primavera.

 

Vota questo estratto.

 

Estratto 14

A vent’anni, dopo l’ennesima relazione finita malissimo, pensai addirittura di denunciare gli scrittori di favole per avermi traviata con le loro inutili menzogne… Peccato che non so chi siano, questi impostori! Chi ha scritto cenerentola, per esempio?

E la bella addormentata nel bosco? Una cosa so per certo: se le fiabe fossero ambientate nel mondo reale, Cenerentola sarebbe finita a lavorare nella stireria di corte, e la bella addormentata sarebbe passata dal sonno alla morte senza neanche accorgersene.

Eppure io ci credo ancora, nelle favole. Tanto più che nel mio caso le premesse ci sarebbero tutte: perché sì, io il capo figo ce l’ho.

Si chiama Marco Gherardi ed è uno dei soci fondatori dello studio, un marcantonio alto e moro, con la pelle scura e un paio d’incredibili occhi azzurri. Purtroppo nella mia vita c’è anche un degno surrogato della strega, talmente perfida da racchiudere egregiamente sorellastre e matrigna: trattasi di Luisa Carrera, uno degli avvocati dello studio, l’unica donna. Prima che fossi assunta, in realtà, ce n’erano altre due, ma nessuno sa che fine abbiano fatto; sospetto seriamente che le abbia fatte fuori e conservi i resti nel freezer di casa, stile American Psyco. Non a caso, l’ho soprannominata Psyco.

Ovviamente è la fidanzata di Marco. Luisa-Psyco è magrissima, biondissima e truccatissima, tutto “issimo”, insomma, cattiveria compresa.

 

 

Vota questo estratto.


Estratto 15

Borgo Casale, 20 gennaio 2012

 

La odio! La odio! La odio!

Proprio a me doveva capitare una sorella così perfida e stupida? Che poi, in realtà non è per niente mia sorella, è più una sorellastra: è la figlia della nuova compagna di mio padre … Bella strega pure lei, tra l’altro.

Comunque Sharon, la mia sorellastra, è proprio una iena: non perde occasione di mettermi contro il papà. Lei ha deciso che per la festa dei suoi diciotto anni vuole una megafesta in un castello, un vestito da favola, la limousine, più di trecento invitati, e il dj, quello famoso, francese, di cui non ricordo il nome, ma pare che sia il Leonardo da Vinci dei dj …

Quando io ho detto a papà che non mi sembrava il caso di buttare via tutti quei soldi per un semplice compleanno, Sharon si è messa a ridere, scuotendo la sua testolina bionda e vuota, e ha ribattuto prontamente: «Certo, non tutte sono delle sfigate come te, che l’anno scorso per i tuoi diciotto anni hai voluto solo un week end a Firenze con la zia Agata … Due zitelle in giro per musei, sai che noia!»

Papà mi ha guardato e ha detto solo: «Tu hai avuto il tuo week end, Sharon avrà la sua festa». Io però ho capito che non era davvero contento: lo fa solo per non litigare con quella strega di Loredana, la sua compagna. A volte mi ricordo com’era bello quando c’era ancora la mamma: papà era sempre allegro, e la mamma era tanto dolce. Ero piccola allora, e mi sembrava di vivere in una fiaba, una bella fiaba in cui io ero la principessina, il papà era il re e la mamma la regina. Poi tutto si è rotto: hanno divorziato, la mamma se n’è andata via, e papà ha trovato questa arpia. Da quando me la ricordo, è sempre stata una squallidona: praticamente un incrocio tra una Barbie con il culo basso e Valeria Marini. Tinta, finta, rifatta e siliconata, e non parliamo poi delle extensions. Ma come diavolo ha fatto papà a farsi imbambolare da lei?

Adesso vado; da quando si è licenziata anche l’ultima colf, perché Loredana l’aveva accusata di provarsi di nascosto i suoi gioielli, devo stirarmi da sola tutti i miei vestiti, e anche quelli di papà.

 

Vota questo estratto.


Estratto 16

Avevi uno sguardo che avrebbe lasciato passare oltre ogni difetto, fisico o psicologico che fosse.

Avevi uno sguardo che avrebbe lasciato passare oltre ogni cosa che non fosse il mio cuore, o forse il cuore di chiunque abbia un minimo, infinitesimo gusto per la bellezza: la bellezza in genere, non i visi, le donne, non i paesaggi, non i tramonti estivi in lidi caraibici, la bellezza in genere, un ideale più alto.

Un sorriso di quelli che immagini sorridere anche quando chi lo porta sta piangendo, un sorriso che anche nel momento più drammatico avrebbe la capacità di farti pervadere da un senso di bene profondo.

Quel giorno ero ad una festa, difficilmente ricordo neppure cosa si festeggiasse, c’era molta gente e poca che si conoscesse ed in mezzo a tutta quella gente d’un tratto vidi un sorriso, uno di quelli che ti entrano dentro e poi non li puoi più scordare. Un sorriso di quelli che potresti passare su tutto il resto, di quelli che saprebbero donarti una gioia anche nel peggiore dei momenti.

Che bel viso, pensavo, no non tanto il viso in se ma il sorriso, quelle labbra così…. no. Non le labbra ma proprio il sorriso, il modo di sfoggiare quel sorriso e quello sguardo. Ti rende bella, talmente bella che potresti essere la persona più brutta del mondo che la tua bellezza lascerebbe alle spalle ogni altro pensiero. Che poi non ce n’è il bisogno perché non è solo il sorriso ma tutto, come è la forma del tuo collo, il seno pronunciato e ben formato e… no in effetti forse qualcosa…. ma no, quello sguardo, quel sorriso… il sorriso, quelle labbra così…. no. Non le labbra ma proprio il sorriso, il modo di sfoggiare quel sorriso e quello sguardo. Ti rende bella, talmente bella che…. e poi improvvisamente ti girasti e non riuscii più a vederti, a trovarti. Era forse il rintocco della mezzanotte?

Nei giorni successivi mi misi a cercare nelle foto, nelle foto di amici, ovunque il tuo viso finché non riuscii, nella foto di un amico, a scorgerlo. Si, in realtà era una foto di oscena ubriachezza, il mio amico in una posa plastica a mimare qualcosa che non vorrei nominarti aveva come sfondo il tuo sorriso che guardava giusto verso la fotocamera, forse dietro la fotocamera, forse me dietro la fotocamera. Ma non voglio illudermi di un tale sogno.

Eri tu. Cioè quello che conoscevo di te. Tutto quello che conoscevo di te.

Tutto quello che avrei conosciuto se mi fossi fermato a quel punto.

La tua scarpetta.

E così cominciai a chiedere di te, arrivai a lasciare nel locale ed altrove copie della tua foto, ovviamente dopo aver rimosso la parte oscena, a pubblicare su internet questa mia ricerca di quel sorriso, la ricerca della bellezza, non in senso puramente estetico ma in quel senso più alto che puoi comprendere solo quando ti ci trovi dinnanzi. E quando la trovi non puoi lasciarla sfuggire, non puoi che perpetrare la tua ricerca, vivere quel sogno. Non era amore, affetto, sentimento, non è mai stato nulla di questo, ma ricerca della bellezza, solo della bellezza.

La ricerca andò avanti per mesi, anni forse, non lo so, non ne ho più memoria ormai, vidi quel sorriso per pochi istanti talvolta sul volto di altre ma scompariva in un attimo perché non vero, perché non tuo.

È all’improvviso che oggi sei tornata come un fantasma del passato all’improvviso. Un trafiletto sul giornale che parla di te, c’è la tua foto, c’è finalmente il tuo nome, e c’è l’addio di chi ti ha amato.

 

Vota questo estratto.


Estratto 17

Il vento soffiava forte e la pioggia non accennava a smettere, Marion osservava il grigiore di quella serata dalla finestra, i suoi pensieri erano cullati da quella strana melodia.

La ragazza poteva vedersi riflessa nel vetro leggermente appannato. Aveva venticinque anni, gli occhi azzurri come il cielo d'estate e folti capelli neri che le ricadevano sulle spalle e le incorniciavano il viso dai lineamenti morbidi. Niente in quell'aspetto poteva far immaginare la sua vera identità. Il suo triste passato aveva segnato il suo presente, ma dalla sua grazia e femminilità nessuno lo avrebbe mai pensato.

Avrebbe rivelato tutto a Julian, il ragazzo entrato nella sua vita cinque anni prima e, nonostante tutti i suoi tentativi per allontanarlo, era tornato sempre... più prepotente e innamorato. Gli avrebbe lasciato uno spazio nella sua vita, lui, però, doveva capire. Marion era qualcosa di più delle apparenze. Marion era la donna dei giornali, la ricca e solitaria ereditiera. No. Marion era molto di più... lei era anche l'ombra della città. Lei era la donna che faceva impazzire la polizia, lei era la donna che aveva messo in ginocchio molti criminali locali. Lei era la “Robin Hood” moderna.

 

Vota questo estratto.


Estratto 18

Il cellulare vibra e parte il bipbip della sveglia: le sei e mezzo. Inciampo in qualcosa e metto a fuoco gli oggetti ancora sparsi per terra. Mi ricordano la festa a sorpresa con cui ieri mamma è riuscita a stupirmi nel mio trentesimo compleanno che avrei voluto sorvolare, dimenticare! L’ho sentita vicina come da tempo non succedeva. Da quando sono costretta ad uscire così presto per evitare ore di fila non recupero mai la stanchezza ma questo lavoro è migliore dell’estenuante stillicidio sottopagato del call center. Franco ha telefonato per mesi sperando convincermi a diventare la sua accompagnatrice. Almeno una scelta giusta l’ho fatta:un anno di servizio civile all’Unione Ciechi…a contatto con la sofferenza altrui ho cominciato a “vedere con il cuore”!...e adesso c’è lui, Valerio! ciuffo ribelle sugli occhi scuri, sorriso largo e luminoso. Non avrei mai creduto potesse accadere, crogiolata nel mio pessimismo cronico, invece...aria fresca per il respiro,fuoco per il cuore! innamorata di questo buffo tenero ragazzo dal carattere solido, giocoso alternativo principe in jeans e converse rosse, ha riacceso magicamente in me speranza e fiducia. Per tutto il giorno ho conservato quello sguardo ripetendomi mille volte quella frase “Benvenuta nel mio castello, principessa. Hai già invaso tutto con la tua luce, non credo di poterne più fare a meno! “


Vota questo estratto.

 

<-- Raccolta estratti 7 - 12                                                                      Raccolta estratti 19 - 24 -->

Potrebbe interessarti anche:
Donne appassionate di Nuova Zelanda con Sarah Lark

La Nuova Zelanda è un mondo agli antipodi, dagli ambienti diversissimi tra di l...

Tra la notte e il cuore di Julie Kimbler

Non è la prima volta che in letteratura si parla di incontro tra generazioni e ...

L'ereditiera americana di Daisy Goodwin

Il successo del serial Downtown Abbey , impareggiabile ritratto dell'alta societ...

Cuore Nemico di Adele Vieri Castellano

Negli ultimi anni la storia di Roma antica è ridiventata protagonista di sagg...

La gemma di Siena

Il suo primo romanzo tradotto in italiano, La ladra della primavera, è piaciu...

*Romanzo a puntate* The Queen (2)

Capitolo 2 Come ogni volta che parlava, tutta la ciurma si azzittì. Gli uom...

{Nuove Voci Letterarie} Missing Ties

Il titolo racchiude un mondo magico popolato da fate, elfi, cacciatori di vampir...

C'era una donna: 'estratto18'

Estratto 18 Nulla era cambiato, tutto sembrava solo un po’più decadente, ma ...

*Romanzo a Puntate* The Queen (11)

Capitolo 11   Avevano attraccato al molo di un piccolo paesino, già da due g...

*Romanzo a Puntate* The Queen (12)

Capitolo 12 «Allora?» William richiuse la porta alle sue spalle e guardò Ju...

captcha