C’era una donna: “estratto7”

altEstratto 7

La cosa che scorgo nella penombra di questa stanza vacua è il silenzio ed il buio padrone della notte,a sprazzi,mi lascia intravedere un’immagine sfumata e tremolante di una femmina di poco vestita,riflessa in uno specchio. L’unica nitidezza è la pelle…questa pelle:la mia pelle. Si fa velluto al tuo tocco,dolcemente profumata di golosità e di terre lontane .Sento il tuo respiro che è il mio,che sfiora i graffi e le ferite di un trascorso insieme segnato dal nostro fuoco:a volte scalda,altre divampa e distrugge senza pietà.

C’era l’assenza di tutto,eccetto che di noi.Sei la mia ossessione perché di te ho riempito i miei vuoti ed i miei silenzi.Mi rendo conto che sono come i ciechi,che non vedono le cose come sono,ma come immaginano che siano.E’ arrivato il tempo in cui la verità sopravvive ad ogni paura,ad ogni menzogna.Oggi ogni cosa è al suo posto:La vacillante figura di femmina intrappolata nello specchio, si è finalmente riappropriata della sua stabilità mentre si riveste solo della sua libertà di essere semplicemente donna.Se solo tu aprissi gli occhi dall’oscurità dei tuoi alibi,vedresti noi,ormai lontani, in un mondo non più nostro. E mentre si fa chiaro il suono del mio addio,la cenere di quel fervore sensuale che eravamo si perde nell’aria,come il suono dei miei passi oscillanti,grevi,pungenti,incidenti come i miei tacchi su questo parquet.“ Ma dove stai andando?” Non vado in nessun luogo,ma ritorno…solo a me stessa”.

 

 

 

 

 

p.s. Gli estratti sono pubblicati in forma anonima (senza titolo ne autore) al fine di rendere più oggettiva la valutazione da parte della giuria popolare.