C’era una donna: “estratto12”

altEstratto 12

“Giulia vieni giù, c’è il signor Rambaldi dell’appuntamento delle quattro.”

“Ma Rebecca, sono le tre!”

“E io che ci posso fare? È già arrivato…”

“Va bene, va bene. Un istante e scendo.”

 

Non ho neanche il tempo di prendere il respiro dal cliente precedente. Controllo il mio viso allo specchio, sforzandomi di ripulirlo da ogni traccia di emozione. Scendo le scale, ondeggiando un po’ sui tacchi alti. La macchia di umidità nell’angolo del corridoio non posso proprio sopportarla. Sono mesi che cerco di sistemare questo ufficio e mi sono lasciata sfuggire un dettaglio del genere…

Sono troppo tesa. Un bel respiro… Ecco, ora va meglio. “Buongiorno, sono Giulia Simoni,” dico all’uomo che mi attende ai piedi delle scale, cercando di infondere al mio sorriso tutto il calore di cui sono capace. Gli tendo la mano, me la stringe. Una stretta vigorosa.

Lo vedo come mi guarda. Le persone come lui sono sempre sorprese. Non si aspettano una come me in questo genere di lavoro, una donna giovane, con un tailleur impeccabile, i capelli imprigionati in uno chignon severo.

“Scusi per l’orario, so di essere in anticipo, ma…”

“Non si preoccupi. Sono pronta a riceverla.” Lo guardo con attenzione. È elegante, completo gessato, camicia immacolata, ma la cravatta sgargiante stona con il resto dell’abbigliamento. La pelle è fin troppo abbronzata, di un colore innaturale. Ha un sorriso così rigido che sembra intagliato nel legno. Non è il tipo di cliente con cui mi sento a mio agio, anche se Rebecca, affascinata, mi guarda ammiccando.

 

 

 

 

 

p.s. Gli estratti sono pubblicati in forma anonima (senza titolo ne autore) al fine di rendere più oggettiva la valutazione da parte della giuria popolare.