C’era una donna: “estratto 19”

estratto 19Estratto 19

Nonostante il tempo fosse pochissimo e la stanchezza incurvasse

le sue spalle coperte dal blazer di shantung, sapeva di non

poter mancare a quell’impegno tanto importante, che la

allontanava dalla metropoli urlante, dall’isteria del traffico,

per condurla in quel luogo ameno, fiorito di silenzio, dove

era solo la natura ad avere la parola.

 

 

Il verde delle aiuole e le prime infiorescenze facevano impallidire

il mazzo di tulipani acquistato ad un prezzo vergognoso nel negozio

del fioraio sotto l’ufficio.

In mezzo alle campanule screziate di arancio e scarlatto,

spiccava una rosellina un po’smunta, ancora in embrione, che

timidamente mostrava i piccoli petali bianchi.

Lei era lì, al solito posto, calma, con la sua camicetta

inamidata di pizzo un po’ingiallito, la crocchia d’argento

posta sulla nuca e gli occhi grinzosi e buoni, fissi davanti a

sè in espressione trasognata. Non era sola.

Nell’area lussureggiante, tra cipressi e panchine, tante

persone anziane (chi più, chi meno) attendevano una visita,

rassegnate all’attesa ma curiose di variare anche solo per

qualche minuto la loro routine da tempo avanzato.

“Ciao, perdonami se non sono puntuale, al lavoro oggi è

stato un delirio!” disse Belle cercando di nascondere il

fiato grosso per la corsa.

 

 

 

 

 

 

 

p.s. Gli estratti sono pubblicati in forma anonima (senza titolo ne autore) al fine di rendere più oggettiva la valutazione da parte della giuria popolare.