C’era una donna: “Estratto 11”

altEstratto 11

Mia madre sin da piccola mi ha insegnato a non arrendermi mai, a competere con tutti per dimostrare sempre che ero migliore di altri. E,molte volte,ci riuscivo. Fino a quando,non sono diventata una delle più giovani socie dello studio legale in cui avevo iniziato a lavorare;ma non mi bastava mai. La mia vita era costantemente scandita dagli impegni di lavoro:mi svegliavo alle cinque e trenta del mattino per poi andare subito in ufficio,baciando frettolosamente mio marito,il mio James,ancora immerso nel sonno.

 

James. Mi sentivo amata di un amore dolcissimo e vero,anche se i primi tempi sono stati molto difficili.

Ben presto iniziammo a parlare di avere dei figli:«perché no?»mi chiedeva,guardandomi speranzoso«possediamo un bell’appartamento,un buon lavoro». «e poi-sussurrava a quel punto,avvicinando la bocca al mio orecchio-vorrei tanto un figlio che assomigliasse a te».

Ma non potevo sapere,allora,che non avremmo mai potuto affrontare di nuovo l’argomento.

Non potevo sapere che James non avrebbe preso la strada che usava di solito per tornare a casa.

Non potevo sapere che avrebbe perso il controllo della macchina.

A volte mi chiedo cosa voglia dire essere donna:vuol dire,semplicemente,amare.

Amare tuo marito,cercando di perdonare i suoi errori, e i tuoi.

Amare il vostro bambino,come io ho amato il mio, e scoprire con gioia che ti assomiglia.

Proprio come voleva il mio James.

 

 

 

 

 

 

p.s. Gli estratti sono pubblicati in forma anonima (senza titolo ne autore) al fine di rendere più oggettiva la valutazione da parte della giuria popolare.