C’era una donna: “Estratto 3”

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Aveva guidato per 9 ore e 42 minuti. Aveva trovato traffico, neve, e, negli ultimi dieci chilometri del percorso, un labirinto di strade strette e ghiacciate.

Non aveva un capello fuori posto. Il trucco non presentava la minima sbavatura. La sua BMW era candida e lucida come se fosse uscita dal garage da un minuto appena.

Lei la parcheggiò nella piazza del paese. La macchina ne occupava quasi un quarto. Sembrava un’astronave aliena piombata in quel luogo dal nome impronunciabile fatto di poche case all’incrocio di tre strade.

La donna impugnò la 24 ore per pura ed automatica abitudine. Scese dall’auto. Assestò il collo della pelliccia, e mosse qualche passo. I tacchi a spillo affondarono nella neve, ma lei non si fermò.

Aveva quarantadue anni, ed aveva diretto ogni evento della propria vita, ed anche molti eventi della vita altrui, da quando era una ragazzina troppo bella, troppo intelligente, e troppo ambiziosa per accontentarsi del poco che le offriva il quartiere operaio dove era nata. In tutta la sua esistenza si era concessa due sole pazzie. La prima l’aveva già commessa. La seconda, la stava commettendo in quel momento.

 

 

 

 

p.s. Gli estratti sono pubblicati in forma anonima (senza titolo ne autore) al fine di rendere più oggettiva la valutazione da parte della giuria popolare.