Ascolta la mia ombra un flop di Marc Levy

ascolta la mia ombra

E se esistesse qualcuno capace di catturare la nostra anima, svelandone ogni segreto, ogni ferita? Quando capisce di possedere questo formidabile dono, lui è ancora un bambino, timido e isolato dagli altri. Sono le ombre la sua sola compagnia: la parte nascosta e più fragile di ciascuno di noi, ma anche la più trasparente, la più pura. Le ombre lo seguono, lo circondano, sempre pronte a sussurrargli all’orecchio frammenti di ricordi e di verità perdute. E, attraverso di loro, lui impara a riconoscere la sua vocazione: aiutare le persone in carne e ossa, curandole dai loro malanni e insieme restituendo loro desideri e risposte che credevano smarriti per sempre.

 

Fino a quando, ormai medico affermato, dopo anni trascorsi a cercare di guarire le vite altrui, non decide di prendere in mano la propria. Mettendosi sulle tracce dell’unica donna che per lui abbia contato davvero. Con Ascolta la mia ombra Marc Levy torna alle atmosfere magiche di Se solo fosse vero, per celebrare la forza del primo amore. E regalarci il suo romanzo più emozionante, palpitante di umanità e soffuso di una luminosa, irresistibile tenerezza.

 

 

Bah così diceva la quarta di copertina ed io un po’ da sempre innamorata di Marc Levy, un po’ attratta dalla prospettiva di ritrovare le atmosfere magiche di Se solo fosse vero, ci sono cascata.

Il mio amore incondizionato per questo autore, non mi impedisce di essere critica verso quest’ultimo attesissimo capolavoro. 
Da dove iniziare?? 
La trama di Ascolta la mia ombra potrebbe essere interessante: un bambino con il dono di saper ascoltare le ombre ed attraverso esse è capace di aiutare chi gli è attorno. Presumibilmente per questa sua dote decide di iscriversi alla facoltà di Medicina ed aiutare gli altri, ma verosimilmente Marc Levy sembra dimenticarsi di questo particolare aspetto del suo protagonista e gli concede solo una temporanea apparizione del suo magico dono e poi più niente. 
Poi, parliamo dell’amicizia, tema cardine in tutti i romanzi di Marc Levy e, ovviamente, presente anche in Ascolta la mia ombra. L’amicizia fra il protagonista e Luc nasce così quasi per caso, e non si capisce perchè diventi così tanto profonda, l’amicizia con Sophie è tutt’un’altra storia.

L’amore: altro tema difficile. Dovrebbe esserci una storia d’amore giusto?? così dice la trama in quarta di copertina. Ma sinceramente di “storia” ne ho vista davvero poca. 
Ascolta la mia ombra mi è sembrato un bel minestrone di niente, in cui Marc Levy tenta di calcare il successo di Se Solo Fosse Vero cercando di riprorre atmosfere simili, grandi amori e lettere genitoriali struggenti senza riuscire a credere neanche lui nella sua storia. 
Altra delusione è stato il personaggio di Clea. Se in un primo momento la sua figura mi ha interessato ed incuriosito, il “buonismo” nel volerla far diventare perfetta fisicamente guasta tutto. Della serie “se sei sordomuto non può essere vero amore”. Davvero banale, forzato e, oserei dire, illegibile. 
Ultimissima (fra quelle che ho deciso di citare) pecca: lo stile narrativo, che da sempre ho apprezzato di questo Marc Levy, ha perso colpi con Ascolta la mia ombra, apparendo infantile e terribilmente immaturo (eppure ne ha scritti di romanzi).

Nonostante tutte le mie critiche, rese più aspre dalle aspettative che ripongo in Marc Levy, Ascolta la mia ombra è un libro leggero e pulito da leggere in una serata o poco più.

 

Ed ora??? Aspetto il prossimo e non mancherò di commentarlo con voi!

 

Flavia Pellegrino