Anna Frank. Memoria Storica

Anna FrankIl 27 gennaio del 1945 l’armata Sovietica liberò il campo di sterminio di Aushwitz, emblema dell’olocausto nazista, in Polonia. Il 27 gennaio è diventato il giorno della Memoria in Germania, come in Italia, per non dover mai dimenticare le terribili violenze perpetrate dal regime nazionalsocialista tedesco. Uno dei simboli di questi anni bui è senza dubbio Il Diario di Anna Frank.

Il Diario di una ragazzina ebrea che vive ad Amsterdam, che come regalo per il suo tredicesimo compleanno riceve un Diario, dove poter annotare tutti i suoi pensieri, i suoi sogni e le speranze, proprio come tutte le ragazzine alle porte dell’adolescenza.

 

L’occupazione tedesca dell’Olanda e l’applicazione delle leggi razziali, porta nella vita di Anna e della sua famiglia un cambiamento radicale. Per sfuggire alla ghettizzazione e successivamente alla deportazione la famiglia Frank si rifugia in un alloggio segreto posto al numero 263 di Prinsengracht, sopra la fabbrica di lavorazione della frutta di proprietà del padre di Anna, Otto Frank. A loro poco dopo si uniscono la famiglia Van Daan ed il Dottor Dussel.

Il diario diventa, così, il racconto della vita nell’alloggio segreto e delle sue difficoltà quotidiane: dai lavori comuni come pelare le patate, ai lunghi pomeriggi di studio, con tutte le tensioni che derivano dall’affollamento di molte persone in locali piccoli, e dalla tensione palpabile dovuta alla continua paura di essere scoperti o di venire traditi.

Il Diario, la “cara Kitti” sua amica immaginaria, diventa per Anna l’unica possibilità di esprimersi, di raccontare le proprie esperienze e i propri pensieri di adolescente che sta vivendo: i primi amori verso Peter, il figlio dei Van Daan, le incomprensioni con il padre, il distacco dalla madre, ed il rapporto poco confidenziale con la sorella maggiore.

Nella primavera del 1944, il ministro dell’educazione olandese in esilio afferma ad una radio clandestina l’intenzione di raccogliere e pubblicare le testimonianze delle sofferenze raccolte dal popolo olandese occupato dai nazisti. Anna, che sognava il mestiere di scrittrice, decide di trasformare, a guerra finita, il suo diario in un libro, alimentando ancora una nuova speranza per il futuro, per il “dopo” in una guerra che non poteva essere infinita.

Purtroppo, anche se ormai alla fine della guerra, Anna e la sua famiglia verranno arrestati dagli agenti della Grüne Polizei, che fanno irruzione nell’alloggio segreto, e deportata al campo di Bergen-Belsen. L’ultima pagina del diario è il giorno 1 agosto 1944, tre giorni prima dell’arresto. Anna muore di tifo fra gli ultimi giorni di febbraio ed i primi di marzo del 1945.

Anna Frank non potrà mai vedere il sogno di diventare scrittrice realizzato, sarà suo padre, unico superstite della famiglia ai Campi di Concentramento a rendere memoria alla figlia ed alla Storia facendone pubblicare il Diario nel 1947.

Il libro incontrò dapprima una fredda accoglienza da un pubblico perplesso, incapace di comprendere quanto di quello descritto sia fantasia e realtà. Man mano che le verità sulla Shoah, su i campi di concentramento e sterminio diventarono di pubblico dominio, il Diario fu rivalutato, ebbe svariate traduzioni e pubblicazioni (ad oggi è pubblicato in più di quaranta paesi) e rappresenta tutt’ora un’ importante testimonianza delle violenze subite dagli ebrei durante l’occupazione del nazismo.

Dal Diario di Anna Frank è stata prodotta una riduzione Teatrale ed una Cinematografica, uscito nel 1959, nonché di un film d’animazione nel 1999.

Flavia Pellegrino