Recensione del film Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese

perfetti_sconosciuti_kasia_smutniak_edoardo_leo_marco_giallini_alba_rohrwacher_anna_foglietta_valerio_mastandrea_giuseppe_battistonRecensione del film Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese.

Perfetti sconosciuti è l’ultimo film diretto da Paolo Genovese (Immaturi, Una famiglia perfetta, Tutta colpa di Freud), sceneggiato a sedici mani, da Rolando Ravello, Filippo Bologna, Paolo Costella, Paola Mammini, e superbamente interpretato da un cast di attori, Edoardo Leo, Alba Rohrwacher, Marco Giallini, Kasia Smutniak, Anna Foglietta, Valerio Mastrandrea, Giuseppe Battiston, che hanno dato corpo e anima a 7 personaggi in cerca di guai e risposte.

Il film Perfetti sconosciuti

Scena unica, a telecamera quasi fissa, il film si svolge nel tempo di una cena organizzata tra vecchi amici per godersi l’eclissi di luna sul terrazzo della magnifica casa romana di Luca (M. Giallini) ed Eva (K. Smutniak), spettegolando e aspettando di conoscere la nuova fidanzata di Peppe (G. Battiston), l’unico single del gruppo.

Una serata tranquilla si trasformerà in un gioco al massacro della propria privacy.

Telefonini sul tavolo, condivisi tra tutti i commensali come la portata principale e l’altra medaglia della propria vita, almeno per alcuni, viene fuori al trillo di un messaggino, che altrimenti sarebbe rimasto in tasca con il silenzioso.

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Recensione del film Perfetti sconosciuti

Il ritmo incalzante della pellicola, si sposa alla perfezione con i dialoghi ben strutturati, le battute dagli ottimi tempi comici e l’interpretazione di un cast preparato e accattivante; il tema trattato è familiare a tutti e ci fa riflettere su come la “scatola nera” dei cellulari di questi tempi, ci abbia reso più “frangibili” (cit. di Luca/M. Giallini).

Una dramedy diretta con maestria da Genovese, che riesce a coinvolgere lo spettatore fin dai primi minuti, facendoci sentire parte della combriccola, ci fa sedere a tavola con gli amici e trasforma la telecamera nei nostri occhi e nelle nostre orecchie, concedendoci una dimensione quasi metafisica all’interno della scena. Il regista ci fa spiare le vite degli altri, di nascosto, chiusi nel bagno, o in camera da letto, già facendoci presagire il peggio. Ma il peggio arriverà come una doccia fredda nel bel mezzo della cena, al gracchiare di una suoneria e lascerà intonso sul tavolo il polpettone cucinato ad arte.

Alla fine Genovese ci fa tirare un sospiro di sollievo, ma ingoiando un boccone amaro: nonostante l’apparente complicità, rimaniamo tutti Perfetti sconosciuti, persino per noi stessi.

Film consigliatissimo per il tema originale e la sceneggiatura brillante.

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Se vi piace il genere “dramma da solotto”, potete guardare anche Il nome del figlio e Cena tra amici (versione italiana e francese della pièce teatrale Le prènom), Carnage di Roman Polansky, ed infine il capostipite di genere, Nodo alla gola del maestro Hitchcock.