Mustang film. La recensione

mustang-film-posterIl film Mustang è un’opera prima del regista Deniz Gamze Ergüven.

Mustang recensione e opinioni

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Ambientato ai giorni nostri in una Turchia retrograda e contadina, che ancora si scandalizza e che vede nei matrimoni combinati l’unico modo per salvare l’onore macchiato di giovani ragazze, che hanno avuto l’ardire di giocare alla lotta in mare sulle spalle dei compagni di scuola, d’innamorarsi, di seguire il calcio e di prendere il sole in costume da bagno.

Mustang film, commenti

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Il film ricorda vagamente Il giardino delle vergini suicide (1990), di Sofia Coppola, un po’ perché le protagoniste sono cinque sorelle, lì dai tratti americani, qui dai tratti squisitamente mediterranei; un po’ perché il tema principale di entrambe le pellicole è quello di mantenere intatti il pudore e la virtù di queste giovani, con ogni mezzo; un po’ perché, anche se private di telefono, tv, cellulari, riviste e musica, le risate genuine e i giochi infantili tra sorelle, tingono di sfumature pastello l’odore stantio della casa-prigione dove vengono segregate, per evitare che il mondo esterno le contamini.

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Il film non spicca particolarmente né per colonna sonora, né per dialoghi, né per stile narrativo, ma non lascia indifferenti difronte alla denuncia che lancia verso una realtà troppo arcaica, dove i matrimoni combinati, a discapito di giovani donne adolescenti, esistono ancora e sono una piaga sociale.

La pellicola, nonostante dei momenti cruenti e di profonda rabbia che innescano nello spettatore per l’ingiustizia che queste ragazze, che potrebbero essere nostre sorelle, amiche o figlie, stanno subendo per mano dei loro stessi familiari, convinti paradossalmente di fare il loro bene, ha un epilogo speranzoso.

Un futuro differente è scritto negli occhi di Lale, la piccola di casa, che non vuole fare la fine delle sorelle più grandi e non avrà paura di scappare da quell’avvenire predestinato e correre verso la sua libertà, come, appunto, un Mustang selvaggio.

Vi consiglio di vedere questo film perché il cinema, oltre ad essere uno svago, è anche il modo più rapido per viaggiare verso altri mondi e conoscere culture e realtà ben lontane da quelle in cui viviamo.

 

Anita Mitola